Villa Marini Missana (Carpenedo)
Villa Marini Missana
Storia
La storia di Villa Marini Missana si intreccia con quella di Villa Malvolti e di Villa Kekerle-Caffi, poiché queste dimore hanno condiviso nei secoli vicende affini e passaggi di proprietà.
Il console Kekerle visse a Villa Malvolti tra il 1789 e il 1791, mentre la sua famiglia risiedeva nella vicina villa omonima. I Kekerle furono inoltre tra i principali proprietari terrieri dell'area tra Settecento e Ottocento.
La famiglia Matter ereditò Villa Marini Missana e acquistò in seguito anche Villa Kekerle. I Missana, invece, furono proprietari di Villa Malvolti per un certo periodo. È possibile che abbiano raccolto l'eredità fondiaria dei Kekerle, poiché un secolo più tardi risultavano tra i maggiori proprietari terrieri fra Via Trezzo e il cimitero di Mestre.
Il nucleo centrale della villa è databile ai primi anni dell'Ottocento e apparteneva originariamente alla famiglia Marini-Missana, passando in seguito alla famiglia Matter. Nel corso del Novecento furono aggiunte le ali laterali, concepite in perfetta continuità stilistica con il corpo originario, pur rimanendo riconoscibili come frutto di fasi costruttive successive.
Per molti decenni il complesso mantenne funzione residenziale, prima come dimora rurale ampliata e poi come villa alto-borghese affacciata sul grande Bosco Fetonteo a nord e su un parco a sud. Il parco di quasi due ettari, che si estende a nord, è l'ultimo resto del Bosco Fetonteo che un tempo copriva buona parte del territorio di Carpenedo.
Le trasformazioni sociali intervenute tra la fine del Novecento e l'inizio del Duemila portarono a un progressivo mutamento degli usi interni, con la conversione degli spazi prima ad attività terziarie e successivamente a funzioni scolastiche: oggi la villa ospita un asilo nido e una scuola dell'infanzia.
La villa fu restaurata più volte nel corso del secolo e fu sottoposta a vincolo nel 1962 ai sensi della legge n. 1089/1939 (scheda IRVV 00001947 – VE 508).
Ippolito Caffi
La storia della Villa Marini Missana si lega indissolubilmente a quella di Ippolito Caffi, celebre pittore bellunese di fama internazionale e fervente patriota risorgimentale. Nel 1847 Caffi sposò a Venezia Virginia Missana, erede della famiglia proprietaria della villa; grazie a questo matrimonio l'artista poté soggiornare frequentemente nella tenuta di Carpenedo durante i suoi periodi veneziani.
L'ultimo importante lavoro compiuto da Caffi fu proprio qui: nel 1865, durante un soggiorno di circa due mesi, progettò, realizzò e affrescò di persona il caratteristico «tempietto moresco» — piccolo padiglione esagonale con tetto a pagoda di gusto orientaleggiante — situato nel grande parco della villa. Si tratta di una delle creazioni più originali e fantasiose dell'artista e rappresenta l'unica testimonianza architettonica diretta di Ippolito Caffi.
Poco dopo aver terminato l'opera, Caffi si imbarcò come volontario sulla nave Re d'Italia e trovò la morte nella battaglia navale di Lissa il 20 luglio 1866. Virginia, rimasta vedova, donò nel 1889 alla città di Venezia un nucleo di oltre 150 dipinti del marito, insieme a numerosi disegni sciolti e ventitré album.
La famiglia Marini Missana
I Marini Missana furono una famiglia molto attiva nel panorama culturale e civile di Mestre durante il periodo di autonomia dalla città lagunare. Tra Ottocento e Novecento la villa apparteneva al cav. Nicolò Marini-Missana, che nel 1905 vendette al Comune di Mestre parte dei propri terreni per l'ampliamento del cimitero cittadino e fu tra gli organizzatori del grande convegno ciclistico tenutosi quell'anno in città. In occasione delle sue nozze con Maria Salvagnini fu pubblicata una seconda edizione della lettera di Ruggiero Giuseppe Boscovich.
Il cav. Antonio Marini Missana partecipò nel 1896 alla realizzazione del primo ippodromo cittadino e con testamento olografo del 1906 dispose un legato di 10.000 lire per la chiesa di San Lorenzo.
Nel 1906 Edmondo Matter sposò Anna Marini-Missana, segnando il passaggio definitivo della proprietà alla famiglia Matter. Edmondo morì sul Carso il 16 settembre 1916.
Architettura
Villa Marini Missana presenta una struttura lineare e sobria architettura neoclassica, tipica delle ville di terraferma veneziana dei primi dell'Ottocento, successivamente ampliata con ali novecentesche in perfetta continuità stilistica. Il corpo edilizio si sviluppa longitudinalmente su tre livelli, con undici assi di aperture di rigorosa simmetria e prospetto principale rivolto a sud.
La facciata è scandita da aperture architravate allineate verticalmente, con portale centrale tripartito al piano terra, trifora con balcone sorretto da mensole e ringhiera in ferro battuto al piano nobile, e corrispondente trifora al secondo piano. Sopra la trifora nobile si eleva una cimasa modanata aggettante conclusa da un timpano triangolare sulla luce centrale. Il paramento è intonacato in colore chiaro, il coronamento è costituito da un'alta fascia marcapiano modanata e gronda sporgente su mensole lignee. Le due ali laterali, aggiunte nel Novecento, riproducono esattamente ritmo, proporzioni, cornici e materiali del nucleo ottocentesco, rendendo impercettibile la differenza cronologica.
All'interno domina la pianta tradizionale veneta con salone passante centrale illuminato da trifore sui due fronti opposti e stanze laterali disposte in fila, collegate da porte allineate che creano il caratteristico cono prospettico da sud a nord. I solai sono in travi di legno con tavolato e pavimenti originali alla veneziana o in seminato. Il tetto è sorretto da capriate lignee semplici, in parte rinforzate con elementi in acciaio. La scala principale baricentrica, in pietra d'Istria, collega il piano terra al piano nobile.
L'edificio è privo di decorazioni parietali: le travature sono celate da controsoffitti in cannucciato intonacato e gli unici elementi ornamentali sono i pavimenti in seminato. L'intero complesso e parte degli annessi sono vincolati ai sensi della L. 1089/1939.
Galleria Fotografica
Bibliografia e fonti
- IRVV 00001947 (scheda VE 508).
- Bassi, Elena. Ville della provincia di Venezia, Rusconi, 1987.
- Edilizia News — Ristrutturazione Villa Marini Missana.
- Gazzetta di Venezia, ottobre 1916 (archivio digitale).
- Saccardo, Rosanna. Un soggiorno signorile di villeggiatura in Mestre: la villa dell'Ambasciatore Imperiale dietro alle Barche.
- Lugato, Graziella. Benefattori della Chiesa di San Lorenzo di Mestre.
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