Il Castello di Mestre
Castello di Mestre
I resti e le tracce del castello medievale
Il Castelnuovo
Torri, mura e fondamenta ancora visibili nel centro storico di Mestre.
Centro storico
Tutti i resti si trovano nel cuore della città, a pochi passi da Piazza Ferretto.
Età medievale
Un castello fondamentale nella strategia difensiva veneziana.
Il Castello di Mestre: le tracce nascoste di una fortezza scomparsa
Passeggiando oggi in Piazza Ferretto, è facile pensare che dell'antico Castello di Mestre sia rimasta soltanto la Torre dell'Orologio, isolata e silenziosa testimone del passato. Ma è davvero così? Possibile che una delle principali strutture difensive della terraferma veneziana sia svanita quasi completamente?
In realtà, il Castello di Mestre non è scomparso: si è trasformato. Le sue mura, i torrioni, le porte d'accesso e le strutture difensive sono stati in parte demoliti, in parte inglobati negli edifici successivi, in parte nascosti sotto l'attuale tessuto urbano. Ciò che oggi appare come una città moderna conserva, tra le pieghe delle sue strade e dei suoi palazzi, le tracce di una fortificazione che per secoli ha protetto e definito l'identità di Mestre.
La forma del castello
Il Castelnuovo occupava un'area corrispondente a quello che oggi è il cuore pedonale della città: Via Palazzo, Via Torre Belfredo, Via Caneve. Il perimetro superava il chilometro. Marin Sanudo, che lo visitò nel 1483, annotò sbrigativamente: «questo circonda mia mezo» — mezzo miglio veneziano. Non si sbagliava di molto.
La pianta era a forma di scudo, asimmetrica e adattata al terreno. Tutt'attorno correva un fossato alimentato dalle acque del Marzenego, che non era solo una barriera difensiva: il canaletto di San Girolamo entrava nella cinta appena a nord della torre Ca' da Musto e ne usciva tra due torresini a sud della Porta dei Molini, attraversato da tre ponti interni.
Le torri: quante erano?
Le fonti non concordano. Si parla di quindici, forse diciassette torri in tutto. Tra quelle nominate: la Torre dell'Orologio, la Torre Belfredo, la Torre Ca' da Musto, la Torre Moza, la Torre Vituria, la Torre delle Zigogne. Alle torri principali si affiancavano otto torresini — strutture più piccole, costruite su tre soli lati, addossate alle mura per rinforzarle senza occupare spazio interno.
Tre di queste torri erano anche le porte della città — e i punti dove Venezia riscuoteva i dazi sul commercio. A est la Porta Altinate o dei Molini; a ovest la Porta Belfredo, detta anche de Sancta Maria; a sud la Porta della Loza, nel tratto tra la Torre delle Ore e Ca' da Musto, dove oggi sorge la sede della Cassa di Risparmio.
Dentro le mura
Il castello non era solo una fortificazione militare. Era uno spazio urbano a tutti gli effetti, con strade, una chiesa, cantine.
Al centro si ergeva il Mastio, poi trasformato nella Provvederia veneziana. Di fronte, il Palazzo del Capitano — residenza del rettore con titolo di Podestà e Capitano. Le torri settentrionali ospitavano alloggiamenti e depositi d'armi.
Le strade interne erano disposte a croce e le principali erano Via Palazzo, che prende il nome proprio dal palazzo del Podestà; Via San Girolamo, con l'omonima chiesa edificata nel 1261; Via Caneve, chiamata così per le cantine di vino che vi si affacciavano; Via Torre Belfredo; la Calle del Gambero. Anche la parte di Viale Garibaldi che va dal Municipio a Via Torre Belfredo era interna al castello.
Sei pronto a partire per l'esplorazione di una città medievale?
Scorri in basso e trova le mura del castello ancora presenti a Mestre. Abbiamo realizzato una mappa interattiva per guidarti in questa esplorazione e una breve storia per raccontarti il Castello di Mestre.
Castello di Mestre — mappa interattiva
I luoghi del Castello di Mestre
1. La Torre dell'Orologio di Mestre
La Torre dell'Orologio è la principale torre del Castelnuovo ancora rimasta in piedi. Eretta nel 1108 ha subito varie trasformazioni, da casa-fortezza della famiglia Collalto a Torre del Castelnuovo. Il castello che a partire dal XIII secolo difenderà il Borgo di Mestre, area che corrisponde oggi circa a Via Palazzo, Via Torre Belfredo, Via Caneve.
Nel plastico del professor Papaccio possiamo vedere come appariva la torre quando dal 1384 fu inglobata nel «fortilicio» voluto dalla Serenissima.
Approfondimento: la Torre di Mestre.
2. Il giardino di Via Torre Belfredo
Nel giardino di Via Torre Belfredo si trovano una porzione delle mura del Castelnuovo e una torricella abitata. Questa è il più importante tratto delle mura rimasto in piedi di Mestre. Attiguo al parchetto vi era la Torre Belfredo, torre abbattuta nel 1876. Per ricordarne la posizione sono state collocate delle mattonelle sui marciapiedi della via omonima. Le mura sono visibili anche da Via Giordano Bruno. Per un certo periodo questo edificio ospitò il Teatro della Murata.
3. La Torre Moza di Via Spalti
Della Torre Belfredo ci parla il Fapanni nel suo volume denominato Il 24°. In questo volume il Fapanni rammenta che la Torre Belfredo deve il proprio nome ad una macchina da guerra «conformata a guisa di torre». Egli ricorda che questa divenne un'abitazione a partire dal 1723 e che il suo primo abitante fu il N.U. Filippo Crotta.
La datazione della sua realizzazione è fissabile, per il Fapanni, attorno all'anno 1000, quindi era coetanea con la Torre dell'Orologio. Proseguendo da Via Torre Belfredo verso Via Spalti incontreremo la Torre Moza, torrione tutt'oggi abitato, sito più a nord lungo la parete del Castelnuovo. Lungo Via Spalti scorreva il fossato posto a difesa del castello.
4. Il ponte sul fossato e la Porta Altinate
In Via Caneve, all'incrocio con Via Slongo, si trovano oggi le tracce dell'antico Ponte dei Mulini — conosciuto anche come Ponte Longo o Pontelongo — una struttura medievale che faceva parte del sistema difensivo della Mestre antica. Il ponte permetteva di superare il fossato che circondava il Castello di Mestre (Castelnuovo) ed era collocato in prossimità della Porta Altinate, una delle principali porte d'accesso al complesso fortificato.
Pochi metri più avanti lungo Via Caneve furono individuati anche i resti della Porta Altinate, o dei Molini, ma sul luogo non è stato lasciato alcun segno che ne indichi con precisione la posizione.
5. Le fondamenta del torresino del Parco Ponci
All'interno del parcheggio di Parco Ponci possiamo vedere le fondamenta di una torricella. La torricella presenta mura solo su tre lati, perché questo genere di torrette erano vuote al loro interno.
La torricella si trova alle spalle della Chiesa di San Girolamo, l'unica chiesa che era presente all'interno delle mura del castello, come vediamo nel modellino del prof. Papaccio. Al di là di queste mura vi era un'area definita giardino in passato, che diventerà il parco personale del Ponci.
6. Le mura vicino alla Torre di Ca' da Mosto
Le mura site all'interno del giardino della CaRiVe sono menzionate dal Fapanni nel libro Il 24° e le descrive lunghe circa 9 metri, alte 5 e larghe 2. Un muro che non dovrebbe essere stato molto lontano dalla Torre di Ca' da Mosto.
La citazione del Fapanni: «Un rimasuglio di una torre si trova ancora in piedi, entro il cortile dello stallo della Cuccagna, dinnanzi i portici dei San Rocco. È ridotta all'altezza delle case circostanti, con fondamenta di rozzi macigni sporgenti dal suolo e con due brevi tratti di muraglia, ambedue di lati.»
7. Il Ponte del Castelvecchio
Il Ponte del Castelvecchio è l'unico pezzo ancora visibile del più antico dei due castelli di Mestre. Si può vedere dal parchetto di Via Einaudi. Aiutava coloro che volevano accedere a quell'area ad attraversare il Ramo della Beccaria del Marzenego. Dopo il Castelvecchio qui sorse la chiesa–priorato di San Giacomo e poi l'Umberto I. Quanto avrebbe da raccontare questo ponte.
Bibliografia
- Fapanni, Francesco Scipione. Mestre – Il 24°, Centro Studi Storici di Mestre.
- Barizza, Sergio. Storia di Mestre. La prima età della città contemporanea, Il Poligrafo.