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La Torre di Mestre

La Torre di Mestre | Discovery Mestre

La Torre di Mestre

La storia del simbolo della città

Ritenuta da tutti i mestrini il simbolo per eccellenza della città, la Torre dell'Orologio è una delle due torri rimaste ancora in piedi del Castelnuovo, la fortificazione realizzata a partire dal XII secolo attorno all'area compresa tra Via Palazzo, Via Caneve e Via Torre Belfredo. L'altra torre superstite è la Torre Moza, che si trova in Via Spalti, mentre nel parchetto di Via Torre Belfredo si possono ammirare un piccolo torresino e tratti delle antiche mura del castello.

La Torre non ha mai avuto l'aspetto attuale fin dalle origini: nel corso dei secoli è stata più volte modificata e adattata alle esigenze dei signori e dei governanti che si sono succeduti a Mestre.

Le origini: la casaforte dei Collalto

Le prime testimonianze risalgono al XII secolo. La torre venne eretta nell'anno 1108 vicino all'attuale Piazza Ferretto. La sua collocazione non fu casuale: sorgeva infatti non lontano dal corso antico del Marzenego, l'attuale Ramo delle Beccarie, e non distante dal ponte che permetteva di entrare nel Borgo di San Lorenzo.

La posizione strategica permetteva alla famiglia Collalto di controllare le merci provenienti da Venezia e dirette verso il territorio trevisano, che essi governavano. Oltre alla casa-torre, i Collalto realizzarono un magazzino-ponte usato come dogana sopra il Marzenego (edificio ancora esistente e visibile da Riviera Magellano) e un piccolo porticciolo, pare esclusivamente usato da loro, secondo quanto riportato dal Professor Papaccio.

In origine la casaforte dei Collalto era una costruzione autonoma, non collegata ad altri edifici e si presume più bassa. Già a partire dal XIII secolo risulta collegata alla vicina torre di Ca' da Musto, dando vita a un primo nucleo, ridotto, del castello. Questa prima versione del castello era più piccola rispetto a quella documentata dalle mappe del XVI secolo e proteggeva il centro del Borgo di Mestre.

La conquista veneziana e il fortilizio

Vi è una data che fa da spartiacque per la storia mestrina ed è il 29 settembre 1337. In questa data Andrea Morosini, con uno stratagemma, strappò il controllo del castello ai Della Scala, la signoria veronese che aveva conquistato Mestre, proiettando così Venezia verso l'entroterra. Non ci è dato sapere quanto si estendessero le mura del castello all'epoca, ma sappiamo che la Serenissima apportò modifiche alla struttura del castello.

L'intervento da parte della Serenissima più importante e documentato fu realizzato a seguito della Guerra di Chioggia (1378-1381), durante la quale la struttura del castello fu messa a dura prova. Nel 1382 la Repubblica rafforzò la Torre e creò attorno ad essa un "fortilizio" formato da quattro mura che collegavano la Torre di San Lorenzo con la Torre di Ca' da Musto e un terzo torresino situato dietro alla torre principale. Questo fortilizio aveva lo scopo di aumentare la resistenza contro eventuali attacchi nemici. Chiunque volesse entrare nel castello doveva ormai attraversare questa nuova struttura difensiva, dotata di due ponti levatoi. L'ingresso originario della torre fu murato e sostituito da un nuovo accesso. L'intero fortilizio venne circondato da un fossato alimentato dalle acque del Marzenego. All'interno trovavano alloggio i militari veneziani e le autorità residenti nel borgo del castello.

La Torre dell'Orologio

Oggi la conosciamo come Torre dell'Orologio, ma questo elemento fu aggiunto circa quattro secoli dopo la realizzazione della casaforte dei Collalto. Sappiamo dal Barcella che era già presente nel XVI secolo, anche se la data esatta di installazione non è nota.

Bonaventura Barcella scrisse:

«La torre civica, originariamente parte di un sistema difensivo della città murata che consisteva in ben undici torri e torresini, fin dal 1573 fu corredata di un orologio pubblico e di un "Deputato alla Custodia, e regolazione del medesimo" anche se dalla documentazione attualmente nota non si conoscono i particolari del meccanismo che alimentava l'antico orologio» (Barcella, 1839).

Il secondo orologio della Torre, quello che si affaccia sulla piazza, è molto più recente. Dovrebbe essere stato realizzato tra Settecento e Ottocento e subì numerosi interventi durante l'Ottocento a causa dei suoi frequenti malfunzionamenti. Nel 1826 l'ingegner Barbon segnalava in una relazione che l'orologio posto sopra Piazza delle Legne (l'attuale Piazzetta Matter) presentava diverse disfunzioni. In quegli anni Mestre ambiva a rinnovare l'aspetto della torre per renderla simile alla celebre Torre dell'Orologio di Piazza San Marco.

Il primo intervento di ristrutturazione riguardò la liberazione della campana dal piccolo "torresino" che la riparava dalle intemperie e che ne attutiva il suono, posto sulla sommità della torre.

Successivamente, nel 1827, fu installato un nuovo meccanismo dell'orologio ad opera dell'orologiaio Giovanni Fiorentin di Treviso. Tale intervento non fu definitivo: già nel 1877 l'orologio presentava ulteriori difetti di funzionamento. Intervenne allora l'orologiaio udinese Ceschiutti, che sostituì il meccanismo, introdusse i rintocchi orari e aggiunse l'illuminazione notturna.

Una scritta ottocentesca

Il Fapanni riporta che nel 1809 il signor Pietro Pasini dipinse sulla torre, sul lato a mezzogiorno, la seguente iscrizione:

«Arx Ego Longevae Servabam Munera Pacis, Ast Nqueo Tempus: Vix Sonat Hora Fugit; MDCCCIX.»

(«Ho conservato a lungo i doni della pace ma non ho tempo: l'ora è appena suonata – 1809»).

Durante il restauro del 1878 la scritta dipinta venne cancellata; fu poi trascritta su una pietra collocata su un arco, aggiungendo le date MCVIII (1108) e MDCCCLXXVIII (1878) in numeri romani.

Il progetto del 1902 e il suo abbandono

Nel 1902, dopo anni di progetti e proposte nate dalle lamentele dei cittadini che faticavano a leggere ore e minuti, l'orologio subì l'apertura ai lati del quadrante verso la piazza di due finestrini poggiati su tamburi ruotanti, illuminati a corrente elettrica. L'idea era di rendere la torre mestrina più funzionale e simile alla celebre Torre dell'Orologio di Piazza San Marco a Venezia. Il nuovo meccanismo accessorio fu proposto e fornito dalla locale ditta Luigi Cercato. Tuttavia mostrò fin dall'inizio un cattivo funzionamento e, nel 1909, su preciso parere dello stesso Francesco Ceschiutti, fu staccato definitivamente e il progetto venne abbandonato. L'aspetto esteriore dell'orologio rimase invariato: i finestrini furono aperti, ma il sistema rotante illuminato non funzionò mai e fu rimosso.

Galleria Immagini

Bibliografia

  • Francesco Scipione Fapanni, Mestre – Il 24° (Centro Studi Storici di Mestre).
  • Sergio Barizza, Storia di Mestre. La prima età della città contemporanea (Il Poligrafo).
  • Marco Sbrogiò, I Castelli e l'antica struttura urbana (Centro Studi Storici di Mestre).
  • Mestre Archeologica. Tracce di identità dal sottosuolo, Redazione: V. Ardizzon, L. Baracco, C. Colautti, E. Cunico.
  • Barcella B., 1839, Notizie storiche del Castello di Mestre dalla sua origine all'anno 1832 e del suo territorio, Poggi editore, Venezia.

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