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Storia del prestito ebraico fra Mestre e Venezia (cenni)

Storia della presenza ebraica a Mestre | Discovery Mestre

Storia della presenza ebraica a Mestre

Il prestito di denaro e la funzione dei banchi

Testimonianza da "Il Pecorone" di Ser. Giovanni Fiorentino

"è perch'egli mancavano dieci mil ducati, andò a un Giudeo a Mestri, e accattogli con questi patti e condizioni, ec." Da "Il Pecorone" di Ser. Giovanni Fiorentino del 1378, citato da Francesco Scipione Fapanni.

I banchi di prestito a Mestre

Nel 1254 il Maggior Consiglio della Repubblica di Venezia proibì l'attività di usura all'interno della città di Venezia da parte dei suoi cittadini, spingendo i foresti, persone da fuori, ad avviare tale attività a Mestre. All'inizio i prestatori di denaro erano per lo più toscani provenienti da Firenze ed avevano una pessima reputazione fra i clienti e le autorità. Secondo il professor Reinhold C. Mueller, docente di Storia Medioevale presso l'università Ca' Foscari, durante il periodo che va dal 1301 al 1370 non vi è menzione circa prestatori di denaro ebrei siti a Mestre.

L'avvento della terza Guerra con Genova, (1350 – 1355), fu il motivo che spinse la Serenissima a cambiare idea e a permettere che il prestito manifesto all'interno del suo territorio tornasse ad essere lecito. I tassi di interesse che i vari banchi potevano attuare dovevano essere approvati dal governo e si rivelarono altissimi. Il governo della Serenissima definì un range di interesse che andava dal 25 al 40% nella città lagunare, mentre nell'entroterra il tasso risultava molto più basso e andava dal 10 al 12%.

Mueller ricorda due episodi che coinvolsero i prestatori toscani. Nel 1363 alla famiglia toscana Lisca era proibito l'attività di prestito a Mestre e nei dintorni. Mentre nel 1365 il Governatore del monastero veneziano dei Cavalieri Teutonici Johannes Roliger portò a Mestre in pegno al feneratore fiorentino Bartolo gli arredi sacri e altri beni del monastero stesso, svuotandolo di molti beni e generando grave scandalo.

In un documento del 1366 prodotto dal Maggior Consiglio veniva chiesto al Podestà di Mestre di negoziare con i prestatori presenti nel borgo una somma di 40.500 ducati d'oro. Questo, secondo Mueller, viene spesso indicato come il primo documento che riporti la presenza di prestatori ebrei a Mestre. Tale somma doveva essere restituita al tasso di interesse del 20 – 25%.

Secondo il sito Italia Judaica, Venezia, superando la propria riluttanza, si accordò con i prestatori ebrei mestrini per l'apertura di tre banchi, esigendo un canone che ammontava di 4.000 ducati annui, elevato, poi, gradatamente, a 8.000. L'interesse che era loro concesso di attuare sui sodi prestati fu inizialmente fissato al 4%, per poi essere alzato all'8% e al 10%, rispettivamente su pegno e senza pegno. Il governo veneziano stabilì, inoltre, che, in cambio di adeguate garanzie, i banchi non potevano rifiutare a nessun richiedente un prestito, per l'ammontare massimo di 30 ducati.

Si deve tenere presente che il prestito per gli ebrei era uno dei pochi modi che possedevano per reinvestire i propri capitali in quanto non era permesso loro l'acquisto di una dimora e spesso neppure di risiedere a livello ufficiale nelle città. Inoltre l'interpretazione di alcuni versi della Bibbia, ad esempio il Deutoronomio 23:20-21, mettevano in cattiva luce qualsiasi persona che intraprendesse tale attività. Si pensi alle prediche di Sant'Antonio da Padova e di altri Santi cristiani che indicavano nei possessori dei banchi dei grandi peccatori. Anche se all'epoca a Padova svolgevano tale lavoro per lo più cristiani come gli Scrovegni.

(Quando nel 1337 Mestre passò sotto il dominio veneziano gli ebrei rimasero in città e continuarono la loro attività di prestito presso i tre banchi a cui era concesso dalla Serenissima di operare. Ovviamente gli ebrei presenti a Mestre non svolgevano esclusivamente l'attività di "bancari", alcuni di loro si specializzarono nella pelletteria, alcuni divennero scrivani, altri medici.)

Bibliografia

  • Reinhold C. Mueller – "Venezia nel tardo medioevo. Economia e società", Viella Editrice
  • Renata Segre – "Preludio al Ghetto di Venezia. Gli ebrei sotto i Dogi. 1250 -1516"
  • Mestre – Il 24° (Francesco Scipione Fapanni – Centro Studi Storici di Mestre)
  • Sito Italia Judaica

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