Ville storiche

Villa Erizzo: breve storia e architettura (Mestre)

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Villa Erizzo

Architettura e storia di una villa mestrina

Breve Storia

Villa Erizzo sorge nel centro di Mestre, frazione di Venezia, in via Carducci 9, su un lotto rettangolare affacciato su piazzale Donatori di Sangue e delimitato dall'incrocio tra via Carducci e via Querini. Gli originari committenti furono i nobili Erizzo, famiglia veneziana con vasti possedimenti degli Erizzo nel territorio mestrino e due case di villeggiatura registrate nel catasto napoleonico del 1810: una, oggi scomparsa, situata nei pressi della dimora di Girolamo Querini; l'altra corrispondente all'attuale complesso, tuttora noto con il nome Erizzo.

Edificata con ogni probabilità nella seconda metà del XVIII secolo, la villa rimase di proprietà degli Erizzo fino ai primi decenni dell'Ottocento, passando successivamente ai Dubois e, per matrimonio, ai Bianchini, quindi ai Di Rosa, fino alla vendita del 1936 alla Società Elettrica SADE, poi divenuta ENEL, che secondo Bassi (1987) ne risulta ancora proprietaria.

Vincolata nel 1945 ai sensi della legge 1089/1939 con decreto del 14 luglio, la villa risulta censita al foglio 13, sezione M, mappali 488 e 489. La proprietà comprendeva in origine un vasto giardino ornato di statue, di cui restano tracce documentate da Mazzotti (1952, 1954).

L'oratorio, situato all'angolo est della facciata principale, fu consacrato nel 1686, secondo la lapide interna riportata da Fapanni (1975): una data che solleva perplessità cronologiche, ma plausibilmente riferibile a preesistenze edilizie, forse riconducibili al palazzo Erizzo menzionato da Vincenzo Coronelli nel 1697.

Numerosi interventi di manutenzione e restauro hanno modificato l'articolazione interna originaria, in particolare il salone centrale, un tempo a doppia altezza con ballatoio intermedio. L'eliminazione del ballatoio e l'inserimento di un solaio divisorio hanno generato due ambienti sovrapposti, compromettendo la continuità decorativa: gli affreschi trompe-l'œil della fascia inferiore furono rimossi e ricollocati nel vano scala, mentre la decorazione monocroma grigia profilata in oro della parte superiore e del soffitto rimase nell'ambiente superiore, come analizzato da Pavanello (1978).

Tali affreschi sono attribuibili ad Andrea Urbani, architetto e frescante veneziano attivo tra il 1775 e il 1780 circa.

Il complesso, posto nel cuore di Mestre, si compone della casa padronale longitudinale, dell'oratorio all'angolo est, di un'ex foresteria all'angolo ovest (ora separata) e di adiacenze posteriori oggi ridotte, su un lotto fronteggiato da piazzale Donatori di Sangue e dall'incrocio di via Carducci con via Querini.

Architettura di Villa Erizzo

Il prospetto principale di Villa Erizzo, esposto a nord su via Carducci, si presenta come un corpo centrale compatto su due piani fuori terra più seminterrato, con impianto tripartito e simmetrico. È caratterizzato da polifore centrali e finestre laterali e affiancato da corpi laterali sfalsati in altezza, che arretrano al secondo registro per accogliere ampie terrazze con parapetto e davanzale in pietra, sormontate da vasi lapidei.

Due torri cilindriche con copertura a cupola, corrispondenti ai vani scala interni, emergono in secondo piano serrando il volume principale e dominando l'intero complesso, comprendente anche le adiacenze posteriori ridotte e l'ex foresteria, oggi separata.

La facciata segue un ritmo alternato largo–stretto e aperto–chiuso, scandito da quattro paraste giganti doriche impostate su basso piedistallo, che conferiscono all'insieme la monumentalità di un arco trionfale, con fornice centrale e attico suggerito dalla balaustra lapidea superiore.

L'arcone centrale è modanato in pietra, con imposte e chiave di volta a voluta scolpita, mentre le campate laterali presentano aperture rettangolari e quadrate sovrapposte, separate da trabeazione. Nel primo registro prevalgono finestre architravate con timpani triangolari aggettanti, ad eccezione della trifora centrale, composta dal portale d'ingresso ad arco affiancato da due finestre pure ad arco, accessibile tramite una scalinata lapidea estesa quanto la trifora stessa. Tutte le aperture sono profilate in pietra con chiavi lisce in leggero rilievo.

Una fascia marcapiano intonacata segna la quota del solaio superiore, sormontata al centro da un timpano triangolare trabeato con vasi acroteriali, mentre le terrazze laterali si aprono su tre fronti e un lato, delimitate inferiormente da cornici modanate che definiscono il coronamento complessivo dell'edificio.

In base alla documentazione fotografica d'archivio (IRVV), prima dei restauri recenti le fasce marcapiano evidenziavano maggiormente i davanzali, le profilature lapidee risultavano più marcate e le aperture del seminterrato non erano schermate da siepi.

All'angolo est della facciata principale si trova l'oratorio, oggi inutilizzato, con fronte intonacato e pilastri angolari a bugnato. Il portale architravato in pietra, con cornice modanata, è sormontato da una finestra a lunetta con chiave a voluta e concluso da un timpano triangolare trabeato.

Il prospetto posteriore appare più sobrio e meno articolato, pur conservando tracce delle strutture originarie e resti del giardino storico, oggi ridotto. Una trabeazione continua, con fregio piatto e cornice aggettante, sostiene il parapetto a balaustri della terrazza superiore, da cui emerge una delle torri scala.

All'interno, le decorazioni pittoriche – comprese quelle del soffitto dell'antico salone – testimoniano l'eleganza settecentesca del complesso, mentre lo stato attuale riflette le trasformazioni funzionali da residenza nobiliare a sede aziendale, conservando tuttavia l'essenza architettonica di villa veneta tardobarocca urbana.

Il rifacimento di Villa Erizzo sotto il conte Volpi

Negli anni Trenta del Novecento, Villa Erizzo, una delle più antiche dimore nobiliari del centro di Mestre, visse un momento decisivo della sua storia.

Nel 1938, la proprietà fu acquistata dal conte Giuseppe Volpi di Misurata, imprenditore veneziano e fondatore della SADE – Società Adriatica di Elettricità, che desiderava dare alla propria azienda una sede di rappresentanza prestigiosa nel cuore della città.

Questo passaggio segnò la trasformazione della villa da residenza aristocratica settecentesca, immersa in un grande parco con funzione di villeggiatura, a edificio direzionale destinato agli uffici della società.

L'intervento non fu solo un cambio d'uso, ma comportò importanti modifiche strutturali e decorative, che alterarono in parte l'impianto originario dell'edificio.

Il salone centrale, cuore architettonico e simbolico della villa, era stato costruito nel Settecento come ambiente a doppia altezza, con un ballatoio che correva lungo il piano superiore.

Durante i lavori promossi dalla SADE, questo spazio fu radicalmente trasformato: il ballatoio venne eliminato e al suo posto fu inserito un solaio intermedio, così da ricavare due ambienti sovrapposti.

L'operazione, pensata per adattare gli interni alle nuove funzioni amministrative, compromise però la lettura originaria dell'aula e la continuità della decorazione pittorica.

Gli affreschi della fascia inferiore, dipinti a trompe-l'œil, furono staccati e ricollocati nel vano scala, mentre la decorazione monocroma grigia profilata in oro del soffitto e delle pareti superiori rimase nel nuovo ambiente superiore.

Secondo gli studi di Pavanello (1978), tali dipinti sono attribuibili ad Andrea Urbani, architetto e frescante attivo a Venezia nella seconda metà del Settecento.

Anche l'esterno subì trasformazioni.

Il lato sud della villa fu ampliato per ospitare una nuova scala monumentale interna, e parte del grande giardino storico fu smembrata o lottizzata, perdendo così l'aspetto originario di "villa di campagna" circondata dal verde.

Pur modificata nelle sue proporzioni e nel suo uso, Villa Erizzo conservò l'eleganza architettonica e i principali elementi del linguaggio tardo barocco veneziano: la simmetria dei prospetti, le paraste doriche giganti, i timpani triangolari e la grande scalinata d'ingresso in pietra.

Oggi l'edificio è di proprietà pubblica e ospita la Biblioteca civica "Vez", continuando, in una forma diversa, la sua lunga tradizione di luogo di cultura e di rappresentanza per la città di Mestre.

Galleria Immagini

Approfondimenti

Bibliografia

  • Bassi, E. (1987). Ville della provincia di Venezia.
  • Fabbro, Valentina. Venezia Documenta Settore Servizi Bibliotecari e Multimediali Comune di Venezia - VEZ Una nuova biblioteca in città
  • Barizza, Sergio. Storia di Mestre. La prima età della città contemporanea, Il Poligrafo

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