Glossario di Discovery Mestre

Glossario | Discovery Mestre

Glossario di Discovery Mestre

Le parole antiche della storia di Mestre

Le parole della storia di Mestre

Leggendo gli articoli di Discovery Mestre si incontrano parole che oggi non si usano più: misure agrarie, monete, cariche della Serenissima, termini dei barcaioli e degli idraulici veneziani. Questo glossario le spiega in poche righe, con la fonte della definizione, un esempio preso dalla storia della nostra città e gli articoli in cui le trovi.

Accanto alle parole trovi i nomi antichi dei luoghi di Mestre: i borghi, i due castelli, le piazze, i rami del Marzenego e le località del territorio, con quello che indicavano e dove si trovavano.

Il glossario crescerà insieme al sito. Se incontri una parola che non conosci e che qui manca, scrivici.

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Nessuna voce trovata.

A

Abate

Il superiore di un monastero autonomo, di cui regola e dirige la vita materiale e spirituale. Dal Settecento, soprattutto nell'Italia settentrionale, il titolo fu dato per onore anche a semplici sacerdoti.

A Mestre: Nel 1728 il papa elevò il Priorato di San Giacomo ad abbazia, e il 10 settembre 1729 il Senato ne accettò la nascita: Giovanni Santo Foscarini ne fu l'unico abate e lasciò Mestre nel 1732. Il titolo compare anche per l'abate Tentori, che descrisse Mestre sul finire del Settecento.

Lo trovi in: Il Priorato di San Giacomo, Il porto di Cavergnago, Il Teatro Balbi, La Chiesa e la Scuola di San Rocco

Vedi anche: Priorato, Canonico

Fonte: Vocabolario Treccani, voce "abate".

Adiacenze

Al plurale, i luoghi e i terreni adiacenti a una casa o a una villa e che ne dipendono. Si dice, per esempio, vendere una villa "con le sue adiacenze".

A Mestre: A Chirignago il catasto del 1841 descrive la proprietà come "Villa Fabris Favaro con adiacenze adibite alla lavorazione di piume d'oca e piumini". Della villa Tirabosco sopravvissero le pertinenze, che una perizia del 21 aprile 1861 descrive come "Casino con adiacenze".

Lo trovi in: Villa Favero Fabris, Villa Tirabosco, La fu Villa Sagredo, Villa Franchin, Bottoni, Scopinich

Vedi anche: Barchessa, Casino, Foresteria

Fonte: Vocabolario Treccani, voce "adiacenza"; G. Boerio, Dizionario del dialetto veneziano, 1867.

Altobello

Il quartiere orientale di Mestre, delimitato dal Canal Salso e dalle vie Pepe, Fedeli, Ancona e Torino. Dall'Ottocento vi crebbe il polo industriale nato attorno alla Fornace Da Re; divenuto poi periferia degradata, il quartiere prese il soprannome di "Maccallè".

Nella storia: La Fornace Da Re, acquistata nel 1852 da Giuseppe Da Re, fu definita dall'ingegner Giorgio Sarto "il più grande insediamento pianificato dell'Ottocento a Mestre".

Lo trovi in: Altobello, una periferia rinata, La Factory Town Da Re

Vedi anche: Cava Gradeniga

Fonte: gli articoli di Discovery Mestre indicati qui sopra, che citano Giorgio Sarto.

Arciprete

Titolo di una dignità di un capitolo cattedrale o collegiale, di solito unita alla cura d'anime; in senso più generico, il parroco titolare di una parrocchia o il vicario foraneo. Anticamente, nelle chiese cattedrali, era il sacerdote più anziano o ritenuto più degno dal vescovo.

A Mestre: Nel Medioevo la diocesi di Treviso era divisa in quattro arcipreture principali: Mestre, Cornuda, Castelfranco e Quinto. Il 5 agosto 1676 l'arciprete di San Lorenzo Giacomo Porri eresse ad oratorio la chiesa dell'ospedale dei Battuti.

Lo trovi in: La Chiesa di San Lorenzo, Francesco Linghindal, I fatti di Forte Marghera

Vedi anche: Pieve e pievano, Canonico, Oratorio

Fonte: Vocabolario Treccani, voce "arciprete".

B

Barchessa

Edificio rustico coperto, vicino o addossato alla casa padronale di campagna. Se era aperto a portico o a loggia serviva per il fieno, la legna e gli animali; se vi abitava il fattore diventava la fattoria.

A Mestre: Nelle ville del Terraglio e della campagna mestrina la barchessa è l'ala di lavoro che accompagna il palazzo dei padroni.

Lo trovi in: Villa Tirabosco, Villa Gradenigo, Mille anni di storia nell'area del Castelvecchio

Vedi anche: Brolo, Adiacenze, Casa dominicale, Foresteria

Fonte: G. Boerio, Dizionario del dialetto veneziano, 1867; Vocabolario Treccani, voce "barchessa".

Barena

Tratto di terra che emerge dalle acque della laguna, per lo più anche quando le acque sono alte, di poco superiore al livello medio del mare. Nasce dai depositi portati dai fiumi, ha superficie piana e terreno in genere argilloso. Il termine è usato soprattutto lungo il litorale adriatico fra Veneto e Romagna.

A Mestre: Marghera nacque sulle barene dei Bottenighi: la barena fu preferita alle altre proposte per il porto perché offriva la possibilità di ampliamenti futuri senza limiti e un raccordo ferroviario diretto con la stazione di Mestre.

Lo trovi in: Le radici di Porto Marghera, L'Osellino, Il Parco San Giuliano, La tenuta dei Tron a Bottenigo

Vedi anche: Gronda lagunare

Fonte: Vocabolario Treccani, voce "barena".

Bastione

Opera fortificata formata da un terrapieno chiuso entro un perimetro poligonale di grosse muraglie di sostegno, costruita a rinforzo e difesa delle cortine, agli angoli sporgenti. Usato sporadicamente già nel Quattrocento, divenne sistematico dal Cinquecento, finché le nuove armi da fuoco dell'Ottocento lo fecero sostituire con altri sistemi difensivi.

A Mestre: A Forte Marghera i bastioni triangolari permettevano il fuoco incrociato, così che tutti i fronti si coprissero a vicenda. Dopo la resa veneziana, fra 1849 e 1850, il Genio militare imperiale li ricostruì in terra battuta e li rivestì con nuove cortine di mattoni.

Lo trovi in: Forte Marghera, Forte Marghera tra Restaurazione e Unità, I fatti di Forte Marghera, Forte Manin

Vedi anche: Cortina, Terrapieno, Fossato

Fonte: Vocabolario Treccani, voce "bastione".

Batteria

Unità fondamentale dell'artiglieria: quattro o più cannoni, con il personale e i mezzi necessari al loro servizio e trasporto. Anticamente si chiamava batteria anche l'area di una piazzaforte dove erano collocate le artiglierie.

A Mestre: A Forte Carpenedo, sul fronte d'attacco, erano schierate batterie per un totale di circa venti pezzi di medio calibro. I forti della seconda generazione del Campo Trincerato, come Forte Sirtori, sono detti batterie corazzate: i cannoni erano installati in pozzo e protetti da cupole corazzate.

Lo trovi in: Forte Sirtori, Forte Carpenedo, Forte Marghera tra Restaurazione e Unità, I fatti di Forte Marghera

Vedi anche: Campo trincerato, Polveriera, Ridotto

Fonte: Enciclopedia Treccani, voce "Batteria"; Vocabolario Treccani, voce "batteria".

Battuti

Gli appartenenti a confraternite di laici attive dal Medioevo. Il nome viene dalla penitenza della flagellazione che alcuni gruppi si imponevano come regola, e rimase anche quando l'usanza cadde in disuso. Di solito votati alla Madonna, facevano opere di beneficenza e assistenza, soprattutto gestendo ospizi e ospedali.

A Mestre: La Scuola di Santa Maria dei Battuti sorse a Mestre nel 1302; grazie alla donazione di Mabilia del 4 agosto 1314 ebbe anche un ospedale per i poveri. Fu sciolta in età napoleonica.

Lo trovi in: La Scuola dei Battuti di Mestre, I Battuti oltre Mestre, La presenza ebraica a Mestre, La Chiesa e la Scuola di San Rocco

Vedi anche: Scuola, Mariegola, Ospizio, Borgo di Santa Maria

Fonte: Wikipedia, voce "Battuti".

Bolla

Il sigillo metallico circolare (di piombo, d'oro, più raramente d'argento) che le cancellerie medievali appendevano con un filo ai documenti ufficiali per autenticarli. Si chiama bolla anche il documento medievale munito di quel sigillo, promulgato dall'autorità pontificia o imperiale.

A Mestre: Con la bolla Justis fratrum del 3 maggio 1152 papa Eugenio III riconobbe al vescovo di Treviso Bonifacio la proprietà del castello, del porto e del borgo di Mestre.

Lo trovi in: Mestre la Trevigiana, Il Castelvecchio di Mestre, Il porto di Cavergnago, La fu Chiesa di San Zulian

Vedi anche: Diploma, Ducale, San Zulian

Fonte: Vocabolario Treccani, voce "bolla".

Borgo dei Tedeschi

Antico nome del rione di Santa Maria della Salute, così detto perché vi avevano alloggi e depositi i mercanti germanici che frequentavano il porto di Cavergnago.

Lo trovi in: Il porto di Cavergnago, La Torre Belfredo

Vedi anche: Cavergnago, Torre Belfredo, Borgo di Santa Maria

Fonte: gli articoli di Discovery Mestre indicati qui sopra.

Borgo delle Muneghe

Il piccolo borgo sorto sulle rive del Marzenego attorno al monastero di Santa Maria delle Grazie (muneghe significa "monache" in veneziano). Il nome restò ufficiale fino a metà Ottocento; l'area è oggi quella di via Poerio e il borgo è diventato il cuore del distretto dell'M9.

Lo trovi in: Il Monastero di Santa Maria delle Grazie, Il fiume Marzenego, Francesco Linghindal

Vedi anche: Ramo delle Muneghe, Borgo di San Lorenzo

Fonte: gli articoli di Discovery Mestre indicati qui sopra.

Borgo di Mergaria

Borgo sorto all'imbocco della Fossa Gradeniga (Canal Salso), scomparso all'inizio dell'Ottocento con la costruzione di Forte Marghera. I primi documenti veneziani lo chiamano Mergaria; nelle carte compare anche come Melgera, Margara, Malgera, Malghera, Marghera. Da qui viene il nome dell'odierna Marghera.

Nella storia: Nel 1462 un argine costruito vicino al borgo chiuse il canale verso la laguna: le barche dovevano superarlo sollevate da un argano, il "Carro di Marghera", demolito solo nel 1615.

Lo trovi in: Il Borgo di Malgera (Mergaria), Canal Salso, le origini, Forte Marghera

Vedi anche: Cava Gradeniga, Bottenighi, Via delle Motte, Osellino

Fonte: gli articoli di Discovery Mestre indicati qui sopra.

Borgo di San Lorenzo

Il borgo cresciuto fuori dalle mura, prima del Castelvecchio e poi del Castelnuovo, attorno all'antica chiesa di San Lorenzo, da cui prese il nome. Il suo spazio corrisponde all'attuale Piazza Ferretto, nell'Ottocento chiamata Piazza Maggiore.

Nella storia: Nel 1378, durante la guerra di Chioggia, i padovani di Giovanni degli Obizzi concentrarono l'assalto sul Borgo di San Lorenzo e piazzarono bombarde sul campanile della sua chiesa.

Lo trovi in: La chiesa di San Lorenzo, L'Isola di San Lorenzo, Giovanni degli Obizzi e il 1378

Vedi anche: Piazza Maggiore, Isola di San Lorenzo, Porta della Loza, Borgo delle Muneghe

Fonte: gli articoli di Discovery Mestre indicati qui sopra.

Borgo di Santa Maria

Il borgo esterno al Castelnuovo, sulla strada per Treviso, formato dalle proprietà della confraternita dei Battuti attorno al loro ospedale di Santa Maria, oggi Antica Scuola dei Battuti; per questo era detto anche Borgo di Santa Maria dei Battuti. La Torre Belfredo lo separava dal Borgo di Mestre.

Lo trovi in: La Scuola dei Battuti, La Torre Belfredo

Vedi anche: Torre Belfredo, Battuti, Borgo dei Tedeschi

Fonte: gli articoli di Discovery Mestre indicati qui sopra.

Borgo Pezzana

Area lungo il Terraglio, a pochissima distanza dall'attuale tangenziale, che prese il nome dai Pezzana, antichi proprietari della villa poi detta Villa Tivan. Il nome resta in via Borgo Pezzana.

Nella storia: Il 17 aprile 1925 il sindaco Paolino Piovesana propose di trasferire l'ospedale Umberto I vicino a Borgo Pezzana.

Lo trovi in: Villa Tivan, Mille anni nell'area del Castelvecchio

Vedi anche: Terraglio

Fonte: gli articoli di Discovery Mestre indicati qui sopra.

Bottenighi

Nome, in passato anche Bottenigo, del territorio ai margini sud di Mestre fra canali e campi. La frazione di Bottenigo fu scorporata dal Comune di Mestre e unita a Venezia per far posto a Porto Marghera, e al suo nome si sostituì quello di Marghera. Bottenigo è anche il nome che nei documenti prende il fiume Muson, più a valle del suo ingresso in territorio mestrino.

Nella storia: La convenzione del 23 luglio 1917 per il nuovo porto parlava già di "regione Marghera"; del vecchio nome resta il ricordo in via Bottenigo.

Lo trovi in: Breve storia dei Bottenighi, Il porto di Cavergnago

Vedi anche: Borgo di Mergaria

Fonte: gli articoli di Discovery Mestre indicati qui sopra.

Bova

In veneziano, lo sbarramento costruito attraverso un fiume per mandare l'acqua ai mulini, e anche l'apertura fatta per prendere l'acqua e mandarla via a piacere (cateratta).

A Mestre: Al Molino Scabello di Trivignano, sul Marzenego, la bova che alimentava la ruota misurava 1,09 m; nel restauro del 1885 l'altra bova fu chiusa con tavole.

Lo trovi in: Molino Scabello, Villa Tirabosco, Il fiume Marzenego

Vedi anche: Peschiera

Fonte: G. Boerio, Dizionario del dialetto veneziano, 1867.

Brendole

Località verso la Gazzera. Nel diploma di Ottone III del 994, il più antico documento che nomina Mestre, compare come Brentulo (Brentalo nella trascrizione di Dorigo), fra i luoghi che delimitano il manso regale donato a Rambaldo II, insieme a Paureliano (Perlan).

Nella storia: Anche a Brendole si trovavano possedimenti della Scuola dei Battuti di Mestre, da cui la confraternita ricavava affitti e beni come grano, carne e vino.

Lo trovi in: Il diploma di Ottone III, Il Castelvecchio di Mestre

Vedi anche: Perlan, Manso, Diploma

Fonte: gli articoli di Discovery Mestre indicati qui sopra, che citano G. Rossi-Osmida; W. Dorigo.

Brolo

Parola veneta antica per frutteto: il terreno piantato ad alberi da frutto, di solito recintato e vicino alla casa.

A Mestre: Nei documenti mestrini ricorre la formula "casa dominical con horto e brolo", cioè casa padronale con orto e frutteto.

Lo trovi in: Villa Tirabosco, Il monastero di Santa Maria delle Grazie, La Villa dei Principi Fürstenberg, Il Priorato di San Giacomo

Vedi anche: Barchessa, Ortaglia, Peschiera

Fonte: G. Boerio, Dizionario del dialetto veneziano, 1867.

Bugnato

Rivestimento esterno di un muro fatto di bugne, cioè di blocchi di pietra lavorati in modo che ciascuno sporga dal piano della facciata. Interessa spesso la parte bassa dell'edificio. È detto rustico se le bugne sono appena sgrossate, liscio se hanno la superficie levigata.

A Mestre: Nella scomparsa Villa Sagredo, sul Terraglio, il piano terra aveva la facciata a bugnato, mentre il piano nobile era esaltato da otto semicolonne, con le quattro centrali a sorreggere un timpano triangolare.

Lo trovi in: La fu Villa Sagredo, Palazzo Sanviro Michiel, Palazzo Marinoni-Franchin, Villa Erizzo: l'architettura

Vedi anche: Lesena, Piano nobile, Timpano

Fonte: Vocabolario Treccani, voce "bugnato"; Vocabolario Treccani, voce "concio"; Wikipedia, voce "Bugnato".

C

Calle de Mezo

Antico nome, scritto anche "Cale de Mezo", di una calle interna al Castelnuovo che collegava via Palazzo con l'area vicina alla Torre Belfredo; corrisponde all'incirca all'odierna Calle del Gambero e a via Daniele Manin. Nella zona si svolgeva soprattutto la vita della comunità ebraica di Mestre.

Nella storia: Di fronte alla Calle de Mezo, lungo l'attuale via Palazzo, ebbe sede per lungo tempo la Scuola di San Marco.

Lo trovi in: La comunità ebraica di Mestre, La Scuola di San Marco

Vedi anche: Castelnuovo, Ghetto, Scuola

Fonte: gli articoli di Discovery Mestre indicati qui sopra.

Campo trevisano

Antica misura agraria di superficie. Come gli altri "campi" della terraferma veneta non aveva un valore unico: cambiava da territorio a territorio.

A Mestre: Mestre per secoli fece parte del distretto di Treviso, per questo i suoi terreni si misuravano in campi trevisani.

Lo trovi in: Villa Tirabosco, Il monastero di Santa Maria delle Grazie, Tommaso Scalfuroto

Vedi anche: Manso, Catastico, Catasto napoleonico, Passo e piede veneziano

Fonte: Wikipedia, voce "Campo (unità di misura)".

Campo trincerato

Sistema fortificato disposto a difesa di una città o di stabilimenti militari. La difesa è portata all'esterno, in opere staccate (di solito forti o fortini, a volte batterie o torri) collegate tatticamente fra loro e capaci di battere l'avversario da lontano.

A Mestre: Il Campo Trincerato di Mestre nacque con i tre forti della prima generazione, Gazzera, Carpenedo e Tron, disposti a raggiera attorno a Forte Marghera. Una seconda cintura più avanzata aggiunse i forti Rossarol, Pepe, Cosenz, Mezzacapo, Sirtori e Poerio, con la polveriera di Forte Bazzera.

Lo trovi in: Forte Carpenedo, Forte Gazzera, Forte Cosenz, Forte Marghera tra Restaurazione e Unità

Vedi anche: Batteria, Polveriera, Ridotto, Caponiera

Fonte: Vocabolario Treccani, voce "campo"; Enciclopedia Italiana Treccani (1932), voce "Fortificazione".

Caneva

In veneziano, la stanza dove si tiene il vino, cioè la cantina: propriamente una stanza a pianterreno. Corrisponde all'italiano regionale canova, che indica anche la bottega dove il vino si vende al minuto.

A Mestre: Nella villa Tirabosco l'inventario dei mobili del 1675 colloca la cucina e la caneva nel seminterrato.

Lo trovi in: Villa Tirabosco

Fonte: G. Boerio, Dizionario del dialetto veneziano, 1867; Vocabolario Treccani, voce "canova".

Canonico

Ecclesiastico che fa parte del capitolo di una chiesa cattedrale o collegiata. I canonici regolari appartengono invece a un ordine religioso: sono sacerdoti che seguono una regola comune e vivono nella loro comunità.

A Mestre: Il 13 agosto 1453 il doge Francesco Foscari donò le rovine del Castelvecchio ai Canonici Regolari di San Salvatore, autorizzati a costruirvi una casa e una chiesa: nacque così il Priorato di San Giacomo.

Lo trovi in: Il Priorato di San Giacomo, Il Castelvecchio di Mestre, La Chiesa di San Lorenzo

Vedi anche: Priorato, Abate, Arciprete

Fonte: Vocabolario Treccani, voce "canonico"; Wikipedia, voce "Canonici regolari".

Capitello

Nel veneziano non è soltanto la parte alta di una colonna: il capitelo è la piccola cappella o edicola votiva, spesso lungo le strade, che custodisce l'immagine della Madonna o di un santo.

A Mestre: Il capitello del 1661 del monastero delle Grazie e quello che sorgeva in testa al Canal Salso, visibile nella stampa del Canaletto, sono i più noti di Mestre.

Lo trovi in: Il monastero di Santa Maria delle Grazie, Piazza Barche nel '700

Fonte: G. Boerio, Dizionario del dialetto veneziano, 1867.

Caponiera

Opera di fortificazione aggiunta, tipica del fronte poligonale, destinata a difendere il fossato battendolo lungo i fianchi, per impedirne il passaggio al nemico. È detta anche capponiera.

A Mestre: A Forte Carpenedo l'ingresso era difeso da una caponiera con feritoie per i fucili. Forte Gazzera, circondato da un profondo fossato, era difeso da un sistema di caponiere.

Lo trovi in: Forte Carpenedo, Forte Gazzera, Forte Tron

Vedi anche: Fossato, Campo trincerato

Fonte: Vocabolario Treccani, voce "capponiera"; Wikipedia, voce "Caponiera".

Casa colonica

Casa di campagna abitata dalla famiglia di contadini che lavora un fondo senza esserne proprietaria, legata al padrone da un contratto di mezzadria.

A Mestre: Il borgo di Malghera, scomparso quando fu costruito Forte Marghera, contava una chiesa intitolata al Santissimo Salvatore, stalle, case coloniche e un piccolo porto.

Lo trovi in: Forte Marghera, Il Borgo di Malgera, Bottenighi, Molino Ronchin

Vedi anche: Casa dominicale, Manso

Fonte: Wikipedia, voce "Casa colonica"; Vocabolario Treccani, voce "colonico".

Casa dominicale

La casa del padrone di un fondo di campagna, cioè la casa padronale: "dominicale" significa "del padrone", detto di beni rurali.

A Mestre: Nel primo Seicento, dove oggi sorge Villa Fasolo sul Terraglio, c'era una "caxa dominical, con horto di campo uno e mezo tenuto per suo uso", mentre altri venti campi erano lavorati da Francesco Mognato.

Lo trovi in: Villa Fasolo, Villa Tirabosco, Villa Lucani, Villa Paganello

Vedi anche: Casa colonica, Barchessa, Villeggiatura, Casino

Fonte: Vocabolario Treccani, voce "dominicale".

Casino

In passato, casa signorile di campagna; nelle ville principesche, anche l'edificio che serviva alla residenza dei padroni o ad altri usi, come il casino di caccia. Il casino di campagna è la piccola casa in campagna dove si va a villeggiare.

A Mestre: Sul finire del Settecento l'abate Tentori descriveva Mestre "ornata di pulite abitazioni, e Casini de' Veneziani". Ai Quattro Cantoni, dove sorgeva la villa degli Zen demolita nel 1818, sorse poi il casino di villeggiatura di Alba Corner Balbi, noto come Villa Bandiera.

Lo trovi in: La Villa degli Zen e Villa Bandiera, Il Teatro Balbi, Villa Algarotti-Berchet, Villa Tirabosco

Vedi anche: Villeggiatura, Casa dominicale, Adiacenze

Fonte: Vocabolario Treccani, voce "casino"; G. Boerio, Dizionario del dialetto veneziano, 1867.

Castellano

Il comandante di un castello o di una fortezza. In senso più ampio, il signore o padrone di un castello.

A Mestre: Nell'autunno del 1513, durante la guerra di Cambrai, la roca, il nucleo difensivo del castello, era tenuta dal castellano Martin Michiel: fu presa con la strage dei difensori.

Lo trovi in: La Torre di Mestre, Il Castello Nuovo

Vedi anche: Podestà e capitano, Provveditore, Castrum

Fonte: Vocabolario Treccani, voce "castellano".

Castelnuovo

Il secondo castello di Mestre, detto anche Castello Nuovo: la cinta murata costruita da Venezia a partire dal 1371 attorno all'area oggi compresa fra via Palazzo, via Caneve e via Torre Belfredo, che inglobò la più antica Torre dell'Orologio. Oltre a questa ne resta la Torre Moza, in via Spalti.

Nella storia: Nel 1381, trattando la pace con Venezia alla fine della guerra di Chioggia, Francesco da Carrara chiese sia il nuovo sia il vecchio castello di Mestre: segno che il Castelvecchio era ancora in piedi e che i due nomi erano già in uso.

Lo trovi in: Il Castello Nuovo, La Torre di Mestre, Le mura di Mestre

Vedi anche: Castelvecchio, Torre Belfredo, Porta Altinate, Calle de Mezo

Fonte: gli articoli di Discovery Mestre indicati qui sopra.

Castelvecchio

Il più antico dei due castelli di Mestre: una fortezza d'acqua, quasi circondata dalla biforcazione del Marzenego, nell'area oggi occupata dall'ex Ospedale Umberto I e dalle strade intorno ai Quattro Cantoni. Non va confuso con il Castelnuovo, il borgo murato la cui cinta cominciò a sorgere solo nel 1371.

Nella storia: Il 29 settembre 1337 la guarnigione di mercenari tedeschi lo consegnò ad Andrea Morosini. Nel 1434 Venezia decise di abbattere quanto ne restava e nel 1453 il doge Francesco Foscari ne donò le rovine ai Canonici Regolari di San Salvatore.

Lo trovi in: Il Castelvecchio di Mestre, Mille anni nell'area del Castelvecchio, Il Castello Nuovo

Vedi anche: Castelnuovo, Via Castelvecchio, Castrum, Piazza Umberto I

Fonte: gli articoli di Discovery Mestre indicati qui sopra.

Castrum

Parola latina che significa propriamente "castello, fortezza". Nel Medioevo indicò un centro distinto sia dalla città (civitas) sia dal contado, che raccoglieva la popolazione intorno al castello; fino al basso Medioevo il termine fu usato per un luogo fortificato o per un abitato con fortificazioni.

A Mestre: Nella bolla del 1152 i possedimenti del vescovo di Treviso sono elencati in latino: "de Mestre, cum castro, portu, curte", cioè Mestre con il castello, il porto e la corte.

Lo trovi in: Il Castelvecchio di Mestre, Mille anni nell'area del Castelvecchio, La Torre di Mestre

Vedi anche: Fossato, Palancato, Castellano, Castelvecchio

Fonte: Vocabolario Treccani, voce "castro"; Wikipedia, voce "Castra".

Catastico

Registro in cui si annotavano i beni dei privati per sottoporli alle pubbliche imposte (in veneziano catastigo). Nell'uso dei Savi ed Esecutori alle Acque indicava anche i grandi volumi di mappe e descrizioni dei terreni.

A Mestre: Il più famoso per Mestre è il Catastico di Tommaso Scalfuroto del 1781, con la mappa completa dei campi e delle acque del territorio.

Lo trovi in: Tommaso Scalfuroto, L'Osellino, Il fiume Marzenego, Villa Erizzo

Vedi anche: Magistrato alle Acque, Proto, Campo trevisano, Decima

Fonte: G. Boerio, Dizionario del dialetto veneziano, 1867.

Catasto napoleonico

Il catasto è il rilevamento sistematico di terreni ed edifici, fatto con una mappa e un registro che indicano luoghi, confini, possessori e rendite. Il catasto napoleonico fu creato nell'età di Napoleone Bonaparte.

A Mestre: Wladimiro Dorigo, sovrapponendo la forma del Castelvecchio al catasto napoleonico, ne ha misurato l'estensione: circa 35.000 metri quadri, corrispondenti ai mappali 619, 620, 621 e 622. Per il territorio di Bottenigo il sito riproduce una mappa del catasto austriaco del 1841.

Lo trovi in: Il Castelvecchio, Santa Maria delle Grazie, Villa Tirabosco, La tenuta dei Tron

Vedi anche: Catastico, Campo trevisano, Censo

Fonte: Wikipedia, voce "Catasto".

Cava Gradeniga

Il canale artificiale che Venezia cominciò a scavare nel 1341 per collegare Mestre alla laguna, detto anche Fossa Gradeniga o Canal Salso. Prese il nome dal doge Bartolomeo Gradenigo e correva quasi diritto da San Giuliano, sul margine della laguna, fin quasi a Piazza Barche.

Nella storia: Con il nuovo canale il movimento delle merci che passava per il porto di Cavergnago si spostò sulla Cava Gradeniga, e alla sua testata nacque Piazza Barche.

Lo trovi in: Canal Salso, le origini, Canal Salso, l'età d'oro, Il porto di Cavergnago

Vedi anche: Piazza Barche, Borgo di Mergaria, Cavergnago, Altobello

Fonte: gli articoli di Discovery Mestre indicati qui sopra.

Cavana

Termine dei barcaioli: il ricovero d'acqua, spesso coperto, dove si riparano le barche, soprattutto di notte. Si chiama cavana anche il piccolo canale che si addentra nelle terre.

A Mestre: Le fonti ricordano le "Cavane" di Cavergnago, dove si fermavano i navigli veneziani.

Lo trovi in: Il primo porto di Mestre: Cavergnago

Vedi anche: Squero, Cavergnago

Fonte: G. Boerio, Dizionario del dialetto veneziano, 1867.

Cavergnago

Il primo porto di Mestre, sviluppato sotto la signoria trevisana lungo le rive del Marzenego, nella zona compresa all'incirca fra via Colombo, via Triestina, via Marghera e via Bissuola. Nei documenti compare anche come Caverniacus e Caurignago; ne resta il nome della strada Cavergnaghi.

Nella storia: Lo scavo della Fossa Gradeniga segnò l'inizio del declino del porto, che mantenne però qualche attività fino al XV secolo.

Lo trovi in: Il porto di Cavergnago, Canal Salso, le origini, Il fiume Marzenego

Vedi anche: Cavana, Cava Gradeniga, Borgo dei Tedeschi, Flumen de Mestre

Fonte: gli articoli di Discovery Mestre indicati qui sopra.

Censo

In Roma antica, la compilazione delle liste dei cittadini e la registrazione dei loro averi. Più tardi, e fino ai tempi moderni, la parola passò a indicare il catasto, e anche il patrimonio di una persona o di una famiglia, il reddito di quel patrimonio e l'imposta a cui il reddito era soggetto.

A Mestre: Nel censo settecentesco Carlo Duodo dichiarava per la locanda della Posta una rendita di 270 ducati annui. Nel 1808 le notifiche al censo registravano ancora, di Villa Tirabosco, una quota della casa diroccata, la peschiera e il brolo.

Lo trovi in: Canal Salso, l'età d'oro, Piazza Barche nel '700, Villa Tirabosco, Il Provveditore e il suo Palazzo

Vedi anche: Catastico, Catasto napoleonico

Fonte: Vocabolario Treccani, voce "censo".

Colmello

Voce veneta antica: una piccola suddivisione di un paese o di un comune. Sotto Venezia ogni villa era divisa in più colmelli, detti anche comuni o desene, ciascuno con un proprio meriga, un rappresentante eletto dalla popolazione riunita in consiglio o, dove c'era, dal feudatario locale; il sistema fu abolito da Napoleone.

A Mestre: A Mestre sono ricordati l'antico colmello di San Nicolò, che prese il nome dal santo dell'oratorio di Villa Sagredo, e quello di San Zulian, dal nome della chiesa di San Giuliano.

Lo trovi in: La chiesa di San Zulian, Villa Sagredo, Villa Carlesso

Vedi anche: Terraglio, Pieve e pievano, San Zulian

Fonte: Vocabolario Treccani, voce "colmello"; Wikipedia, voce "Comune rurale".

Commenda

Beneficio ecclesiastico vacante, come un'abbazia o un priorato, affidato a un religioso o a un laico, detto commendatario, che ne riceveva le rendite.

A Mestre: Nel Cinquecento la parrocchia di San Lorenzo fu retta da un canonico di Treviso come commendatario, che viveva fuori città tra le proteste dei mestrini.

Lo trovi in: La Chiesa di San Lorenzo (prima del Duomo)

Vedi anche: Priorato

Fonte: Vocabolario Treccani, voce "commenda".

Condotta

La convenzione che una città stabiliva con i banchi di prestito aperti da famiglie ebraiche: fissava il numero di anni di vita del banco, il capitale da investirvi e il limite dell'interesse esigibile. Condotta era anche il patto con cui un capitano di ventura era assoldato, con le sue milizie, da un principe o da un comune.

A Mestre: Ci è giunto il testo completo della condotta stipulata nel 1573 fra il Consiglio cittadino di Mestre e i fratelli Vivian insieme a Iacob fu Michiel di Sacerdoti. Quella del 1503 riconosceva agli ebrei il diritto di tenere i propri maestri e i propri libri.

Lo trovi in: La presenza ebraica a Mestre, Giovanni degli Obizzi

Vedi anche: Ghetto

Fonte: Wikipedia, voce "Monte di pietà"; Vocabolario Treccani, voce "condotta".

Consiglio dei Dieci

Uno dei massimi organi di governo della Repubblica di Venezia, dal 1310 fino alla sua caduta nel 1797. Era formato da dieci membri, eletti ogni anno dal Maggior Consiglio per sorvegliare sulla sicurezza della Repubblica.

A Mestre: Dal 1756 i nuovi teatri avevano bisogno del consenso del Consiglio dei Dieci: l'11 agosto 1777 il Consiglio accolse la richiesta dei Balbi per l'erezione del teatro di Mestre. Lo stesso Consiglio fece poi chiudere il Teatro Balbi il 17 novembre 1781 e di nuovo nel 1796.

Lo trovi in: Il Teatro Balbi, La presenza ebraica a Mestre, Il fiume Marzenego, Canal Salso, l'età d'oro dei commerci

Vedi anche: Maggior Consiglio, Senato, Doge

Fonte: Wikipedia, voce "Consiglio dei Dieci".

Cortina

Nell'antica architettura militare, l'insieme dei tratti di una cinta muraria compresi fra le torri o fra i bastioni. Si chiama cortina anche la muratura di mattoni che forma le due facce, esterna e interna, di un muro.

A Mestre: La forma di Forte Marghera puntava a eliminare le zone d'ombra, cioè i tratti di cortina che il tiro laterale non poteva coprire. Nella prima metà dell'Ottocento gli austriaci rinforzarono le cortine in muratura con nuove masse di terra.

Lo trovi in: Forte Marghera, Forte Marghera tra Restaurazione e Unità

Vedi anche: Bastione, Terrapieno, Torresino, Spalto

Fonte: Vocabolario Treccani, voce "cortina".

D

Dazio

Imposta che colpisce le merci quando passano da uno stato all'altro o, in passato, anche da un comune all'altro: dazi d'entrata, d'uscita, di transito. Anticamente si chiamavano dazio anche altri tributi, e il luogo stesso dove il tributo si riscuoteva.

A Mestre: Con la Fossa Gradeniga il borgo di Mergaria divenne porto per merci e uomini e sede daziale della Serenissima: la rotta commerciale diretta a Cannaregio generava un cospicuo introito attraverso i dazi sulle merci in transito.

Lo trovi in: Il Borgo di Malgera, Le torri di San Giuliano e di Malgera, Canal Salso, l'età d'oro, Il porto di Cavergnago

Vedi anche: Gabella, Muda, Palada

Fonte: Vocabolario Treccani, voce "dazio".

Decima

In origine la decima parte del raccolto o del reddito, pagata come tributo. Divenne poi un'imposta sui beni immobili, versata in natura o in denaro.

A Mestre: A Venezia i proprietari presentavano la dichiarazione dei loro beni, la "condizione di decima": da una di queste, del 1514, sappiamo quanto rendeva la sinagoga di Mestre.

Lo trovi in: La presenza ebraica a Mestre, La fu Chiesa di San Zulian

Vedi anche: Catastico, Muda

Fonte: Vocabolario Treccani, voce "decima".

Diploma

Nome dato, a partire dal Rinascimento, ai documenti solenni di sovrani o di pubbliche autorità, anche molto più antichi, come i privilegi con cui un re concedeva terre e diritti.

A Mestre: Il diploma di Ottone III del 994 è il più antico documento che nomina Mestre: salvato dalla distruzione del castello dei Collalto nella Prima guerra mondiale, fu ritrovato nel 1965 in un archivio di Rokycany, vicino a Plzeň.

Lo trovi in: Il Diploma di Ottone III, Mestre prima dei Collalto, Il porto di Cavergnago, Mestre la Trevigiana

Vedi anche: Feudo e investitura, Manso, Bolla, Brendole

Fonte: Vocabolario Treccani, voce "diploma".

Doge

Titolo del capo dello Stato nella Repubblica di Venezia, dall'VIII secolo alla fine del XVIII. I suoi poteri, all'inizio molto ampi, furono via via sempre più limitati nel corso dei secoli.

A Mestre: Nel 1001 l'imperatore Ottone III autorizzò il vescovo di Treviso a concedere al doge Pietro Orseolo II l'uso del Porto di Cavergnago per i traffici veneziani. Il 13 agosto 1453 il doge Francesco Foscari donò le rovine del Castelvecchio ai Canonici Regolari di San Salvatore.

Lo trovi in: Il primo porto di Mestre: Cavergnago, Il Castelvecchio di Mestre, Il Priorato di San Giacomo, Il Canal Salso: le origini

Vedi anche: Ducale, Serenissima, Maggior Consiglio, Consiglio dei Dieci

Fonte: Vocabolario Treccani, voce "doge".

Ducale

Lettera in forma di diploma, detta anche dogale, che veniva inviata a nome del doge di Venezia a personaggi politici o a privati, dopo essere stata trascritta e firmata da un segretario.

A Mestre: Con la ducale di Francesco Dandolo del 18 aprile 1339 fu fissata la podesteria di Mestre, che comprendeva il Borgo di Mestre, Zelarino, Chirignago, Carpenedo, Tessera, Martellago e molte altre ville, fino alle foci del Dese e del Bottenigo.

Lo trovi in: Il Castelvecchio di Mestre, Il Priorato di San Giacomo, Il primo porto di Mestre: Cavergnago

Vedi anche: Doge, Diploma, Podestà e capitano, Bolla

Fonte: Vocabolario Treccani, voce "ducale"; Vocabolario Treccani, voce "dogale".

Ducato

Moneta d'oro veneziana coniata dal 1285, sotto il doge Giovanni Dandolo, con lo stesso peso e titolo del fiorino fiorentino. Dal Cinquecento prese il nome di zecchino.

A Mestre: Nei documenti mestrini i ducati servono a esprimere rendite, prezzi e stime, dalla locanda dei Duodo in Piazza Barche al grande piano di bonifica del 1782.

Lo trovi in: Canal Salso, l'età d'oro dei commerci, Piazza Barche nel '700, Tommaso Scalfuroto

Vedi anche: Lira veneta, Fiorino, Grosso, Livello

Fonte: Wikipedia, voce "Zecchino".

F

Fabbriceria

Ente che amministra i beni di una chiesa o di un santuario e provvede alla manutenzione dell'edificio. Chi fa parte del suo consiglio di amministrazione si chiama fabbriciere.

A Mestre: Dopo la soppressione delle confraternite, le chiese di San Rocco e di San Girolamo furono rette da una Fabbriceria. Nel 1808 i fabbricieri di San Lorenzo salvarono l'altare del Massari e altri arredi della chiesa delle Grazie, trasferendoli nel Duomo.

Lo trovi in: Il monastero di Santa Maria delle Grazie, La Chiesa e la Scuola di San Rocco, La Chiesa di San Girolamo, Manocchi, il primo storico

Vedi anche: Soppressione, Scuola

Fonte: Vocabolario Treccani, voce "fabbriceria"; Vocabolario Treccani, voce "fabbriciere".

Feudo e investitura

Il feudo era, nel Medioevo, una proprietà privilegiata: un uomo libero prometteva fedeltà a un signore e ne riceveva protezione e la concessione di una terra. L'investitura era l'atto, o la cerimonia, con cui il signore metteva il vassallo in possesso del fondo, o di una carica.

A Mestre: Il Molino Fabris di Zelarino era con ogni probabilità dei Foscari fin dall'inizio, perché compreso nel feudo di cui la famiglia fu investita il 21 giugno 1331 da Giovanni di Lussemburgo, re di Boemia e Polonia.

Lo trovi in: Molino Fabris, Mestre la Trevigiana, Il Castelvecchio, I Conti Bianchini

Vedi anche: Diploma, Manso, Marca

Fonte: Vocabolario Treccani, voce "feudo"; Vocabolario Treccani, voce "investitura".

Fiorino

Antica moneta di Firenze, prima d'argento e dal 1253 d'oro (3,54 grammi a 24 carati), che portava impressi il giglio, emblema della città, e la figura di san Giovanni Battista. Per il larghissimo credito e la diffusione della moneta fiorentina, ebbero lo stesso nome monete coniate in altre città italiane e in molti stati europei.

A Mestre: Andrea Morosini ottenne dai 400 mercenari tedeschi che difendevano il castello di entrarvi senza scontro, pagando diecimila fiorini: il 29 settembre 1337, giorno di San Michele, i mercenari gli consegnarono il Castelvecchio.

Lo trovi in: Andrea Morosini, Il Castelvecchio di Mestre, Mestre la Trevigiana

Vedi anche: Ducato, Grosso

Fonte: Vocabolario Treccani, voce "fiorino".

Flumen de Mestre

Nome medievale del Marzenego, "il fiume di Mestre". Alcuni studiosi, come Antonio Luigi de' Romano e Giovanni Casoni, ritengono che l'antico nome del fiume fosse Mestria e che da esso venga il nome della città: è una delle ipotesi sull'origine del toponimo.

Nella storia: Nel 1173 una vertenza fra il vescovo di Treviso e Almerico Buz collocava il teloneo e la muta di Cavergnago inferius prope flumen de Mestre, usque ad aquam salsam: lungo il Marzenego, fino alla laguna.

Lo trovi in: Il fiume Marzenego, Il porto di Cavergnago, Le origini e il mito

Vedi anche: Cavergnago, Osellino

Fonte: gli articoli di Discovery Mestre indicati qui sopra, che citano Antonio Luigi de' Romano; Giovanni Casoni.

Fondaco

Edificio in cui i mercanti forestieri, per concessione dell'autorità, depositavano le merci, commerciavano e spesso abitavano. A Venezia il più celebre è il Fondaco dei Tedeschi, attivo dal 1288.

A Mestre: Mestre era una tappa della rotta che univa il Fondaco dei Tedeschi al mondo germanico lungo il Terraglio.

Lo trovi in: Canal Salso, l'età d'oro dei commerci, Piazza Barche nel '700

Vedi anche: Muda

Fonte: Vocabolario Treccani, voce "fondaco".

Foresteria

L'insieme dei locali destinati all'alloggio dei forestieri, cioè degli ospiti e delle persone di passaggio, nei conventi e in alcuni palazzi principeschi.

A Mestre: La foresteria di Villa Erizzo, già presente nelle mappe del catasto napoleonico, era collegata alla villa da un corridoio poi scomparso e oggi ospita la VEZ Junior. Una foresteria aveva anche l'insediamento monastico di San Giacomo nel Castelvecchio: fu poi demolita e al suo posto sorse l'Ospedale Umberto I.

Lo trovi in: Origini e splendore di Villa Erizzo, Il Priorato di San Giacomo, Villa Erizzo: l'architettura, La Chiesa di San Girolamo

Vedi anche: Priorato, Adiacenze, Barchessa

Fonte: Vocabolario Treccani, voce "foresteria"; Wikipedia, voce "Foresteria".

Fossato

Nelle fortificazioni antiche, lo scavo artificiale che seguiva all'esterno il perimetro delle opere difensive, per impedire agli assalitori di avvicinarsi. Poteva essere riempito d'acqua oppure, se molto largo, lasciato asciutto.

A Mestre: Il Castelvecchio era una fortezza d'acqua, chiusa quasi per intero da un fossato in cui confluivano i due rami del Marzenego. Anche il Castelnuovo aveva il suo fossato, che scorreva lungo l'odierna via Spalti.

Lo trovi in: Il Castelvecchio di Mestre, Le mura di Mestre, Villa Tirabosco, Forte Carpenedo

Vedi anche: Caponiera, Spalto, Peschiera, Bastione

Fonte: Vocabolario Treccani, voce "fossato".

G

Gabella

Termine usato fin dal Medioevo per indicare varie forme di contribuzione, imposte dirette o indirette e tasse; col tempo si è ristretto a designare la sola imposta o dazio di consumo. Gabella era anche l'ufficio che la amministrava e il luogo dove si pagava.

A Mestre: Nella Mestre trevigiana il Capitano, funzionario di nomina trevigiana, era incaricato fra l'altro della riscossione della muda: la gabella sul transito di merci e persone, che garantiva entrate cospicue.

Lo trovi in: Mille anni nell'area del Castelvecchio, Il Canal Salso: le origini, Il porto di Cavergnago

Vedi anche: Dazio, Muda

Fonte: Vocabolario Treccani, voce "gabella".

Gastaldo

Nel Medioevo era il funzionario regio che governava una circoscrizione. In età più recente il termine passò a indicare l'amministratore di una grande azienda agricola.

A Mestre: Nelle ville mestrine il gastaldo gestiva campi e raccolti per conto dei padroni veneziani; nelle scuole, cioè le confraternite, era invece una delle cariche principali.

Lo trovi in: Villa Tirabosco, Villa Franchin, Bottoni, Scopinich, La Scuola di San Marco a Mestre

Vedi anche: Scuola, Massaro

Fonte: Wikipedia, voce "Gastaldato".

Ghetto

Il quartiere di Venezia assegnato nel 1516 agli Ebrei come loro dimora, e in seguito appositamente chiuso. Il nome viene da una contrada veneziana, il ghèto, dove c'erano alcune fonderie, e si è poi esteso a tutta l'Europa.

A Mestre: Con l'istituzione del Ghetto di Venezia, nel 1516, i tre banchi ebraici di Mestre si trasferirono in laguna e la comunità lasciò la città.

Lo trovi in: La presenza ebraica a Mestre, Il Castello Nuovo

Vedi anche: Condotta, Calle de Mezo

Fonte: Vocabolario Treccani, voce "ghetto".

Gronda lagunare

L'area di contatto fra la laguna di Venezia e l'entroterra: un intreccio di terre emerse, spesso bonificate, e di barene, attraversate da una rete di velme e canali. Per estensione si chiama gronda anche il terreno che circonda una palude, sul quale scorrono le acque piovane che si versano nella palude stessa.

A Mestre: L'Osellino, correndo lungo la gronda, chiuse l'affaccio lagunare della terraferma: l'unico varco rimasto era un pertugio a Campalto, dove uno stretto ponte, il Passo di Campalto, permetteva ancora il passaggio verso le barene.

Lo trovi in: L'Osellino, Il fiume Marzenego, Forte Marghera, Le radici di Porto Marghera

Vedi anche: Barena

Fonte: Wikipedia, voce "Gronda lagunare"; Vocabolario Treccani, voce "gronda".

Grosso

Moneta medievale d'argento, la più diffusa in Europa e nel Levante: all'inizio valeva un soldo di lira, più tardi 2 e poi 4 soldi. Ai tempi del governo veneto si chiamava grosso anche la ventiquattresima parte di un ducato.

A Mestre: Con il palazzo pubblico in stato di abbandono e rovina, Lucio Da Riva chiese alla Signoria 106 ducati correnti e 16 grossi per l'affitto di una casa per sedici mesi, quanto durava la reggenza.

Lo trovi in: Il Municipio di Mestre: Ca' Collalto

Vedi anche: Ducato, Lira veneta, Fiorino

Fonte: Vocabolario Treccani, voce "grosso"; G. Boerio, Dizionario del dialetto veneziano, 1867.

I

Intestadura

Dal veneziano intestà, detto di un fiume o di un fosso "otturato da un capo", cioè interrato alla testa per impedire il corso dell'acqua. L'intestadura è quindi la chiusura posta all'imbocco di un canale: aprirla o chiuderla decideva dove andava l'acqua.

A Mestre: Nel 1628-1631 le magistrature veneziane ordinavano di "levar tutte le intestadure" nell'Osellino e nel Marzenego. Un disegno del 1682 documenta quella che univa il Rio Cimetto al Marzenego.

Lo trovi in: Il Rio Cimetto e l'intestadura del 1682, Il fiume Marzenego

Vedi anche: Magistrato alle Acque, Rio Cimetto

Fonte: G. Boerio, Dizionario del dialetto veneziano, 1867.

Isola di San Giuliano

Isola lungo il Canale di San Secondo, la prima a sinistra percorrendo il Ponte della Libertà verso Venezia, oggi disabitata. Vi sorgevano una torre, un convento e un ospizio per i viandanti, da cui il nome di San Giuliano del Buon Albergo; è detta anche San Zulian. Da non confondere con il colmello di San Zulian sul Terraglio.

Nella storia: All'estremità lagunare della Cava Gradeniga l'isola faceva anche da dogana: vicino c'era una palada dove le barche si fermavano a pagare il dazio. Fu poi fatta saltare in aria dai veneziani ritiratisi da Forte Marghera.

Lo trovi in: Le torri di San Giuliano e Malgera, Canal Salso, le origini

Vedi anche: San Zulian, Palada, Cava Gradeniga

Fonte: gli articoli di Discovery Mestre indicati qui sopra.

Isola di San Lorenzo

L'area del centro di Mestre racchiusa fra i due rami del Marzenego, il Ramo delle Beccherie a nord e il Ramo delle Muneghe a sud, dal Palazzetto dello Sport al Mercato di San Michele. Comprende la zona di via Olimpia, dell'ex Umberto I, di Piazzale Candiani e di Piazza Ferretto; il nome viene probabilmente dal Borgo di San Lorenzo, che in parte conteneva.

Lo trovi in: L'Isola di San Lorenzo, Il fiume Marzenego

Vedi anche: Ramo della Beccaria, Ramo delle Muneghe, Borgo di San Lorenzo

Fonte: gli articoli di Discovery Mestre indicati qui sopra.

L

Lesena

Risalto verticale di una parete, di solito ripetuto a intervalli regolari, che ha per lo più l'aspetto di un mezzo pilastro o di una mezza colonna sporgente dal muro. Ha un aspetto simile la parasta, che però è un vero pilastro portante incorporato nella parete.

A Mestre: Sei lesene ioniche scandiscono la facciata di Villa Dalla Giusta: le quattro centrali sporgono leggermente e sorreggono un timpano triangolare, con l'effetto di un piccolo pronao. La facciata di Villa Erizzo è scandita da quattro paraste giganti doriche.

Lo trovi in: Villa Dalla Giusta, Villa Erizzo: l'architettura, Villa Morosini-Gatterburg, Oratorio della Madonna della Pace

Vedi anche: Timpano, Bugnato

Fonte: Vocabolario Treccani, voce "lesena"; Vocabolario Treccani, voce "parasta"; Wikipedia, voce "Lesena".

Lira veneta

Moneta della Repubblica di Venezia fino al 1797. Per secoli fu solo una moneta di conto, divisa in 20 soldi da 12 denari; la prima lira coniata fu la lira Tron del 1472.

A Mestre: In lire venete sono espresse molte spese pubbliche della Mestre settecentesca, come le riparazioni del Palazzo pubblico.

Lo trovi in: Il Castello Nuovo, Il Municipio di Mestre: Ca' Collalto, Il Teatro Balbi

Vedi anche: Ducato, Grosso

Fonte: Wikipedia, voce "Lira veneziana".

Livello

Contratto agrario con cui un proprietario concedeva una terra in godimento a un'altra persona, il livellario, per un certo tempo e dietro un canone annuo. Con lo stesso nome si indicavano anche il documento e il canone.

A Mestre: Una nota del 1583 ricorda "un arzere livellato a Ser Davit spizier per dodici ducati", un argine dato a livello a uno speziale.

Lo trovi in: Villa Tirabosco

Vedi anche: Ducato

Fonte: Vocabolario Treccani, voce "livello²".

Loggia

Edificio, o parte di edificio, aperto direttamente verso l'esterno su uno o più lati e retto da pilastri o colonne. Si chiamano logge anche alcuni portici pubblici destinati a uso civico o a mercato coperto. In veneziano loza.

A Mestre: La porta che si apriva sotto l'attuale Torre dell'Orologio fu chiamata dal 1603 Porta della Loza, per la vicina loggetta medievale: da qui il nome di Torre della Loggia. Una loggia a colonne doriche aveva invece la villa Tirabosco, progettata da Vincenzo Scamozzi.

Lo trovi in: La Torre di Mestre, Villa Tirabosco, La presenza ebraica a Mestre, Il Municipio di Mestre

Vedi anche: Porta della Loza

Fonte: Vocabolario Treccani, voce "loggia"; G. Boerio, Dizionario del dialetto veneziano, 1867.

M

Maggior Consiglio

Il massimo organo politico della Repubblica di Venezia. Gli spettava la nomina del doge, di tutti gli altri consigli e di numerose magistrature. Farne parte era un diritto ereditario ed esclusivo delle famiglie patrizie iscritte nel Libro d'Oro.

A Mestre: Nel 1254 il Maggior Consiglio proibì ai veneziani l'usura dentro la città di Venezia, spingendo i forestieri ad avviare l'attività a Mestre. Al Maggior Consiglio il podestà di Mestre doveva presentare una relazione al termine dei sedici mesi di mandato.

Lo trovi in: Storia del prestito ebraico fra Mestre e Venezia, Il Provveditore e il suo Palazzo, Il Castello Nuovo, Piazza Barche nel '700

Vedi anche: Patrizio, Doge, Podestà e capitano, Consiglio dei Dieci

Fonte: Wikipedia, voce "Maggior Consiglio".

Magistrato alle Acque

Nome collettivo delle magistrature veneziane che governavano le acque della laguna e dei fiumi che vi sfociavano. Nel 1501 furono creati tre Savi Esecutori, affiancati nel 1505 da un collegio di senatori. Da qui il nome dei Savi ed Esecutori alle Acque.

A Mestre: Dal loro archivio vengono molte delle mappe storiche di Mestre, come quella del 1678 e il Catastico del 1781.

Lo trovi in: Il fiume Marzenego, Tommaso Scalfuroto, I Molini di Mestre

Vedi anche: Catastico, Proto, Intestadura, Provveditore

Fonte: Wikipedia, voce "Magistrato alle acque".

Manso

Nel Medioevo, la quantità di terra (di regola 12 iugeri, ma variabile secondo i luoghi) che una famiglia di coloni poteva coltivare in un anno con un paio di buoi.

A Mestre: Il diploma di Ottone III del 994, il più antico documento che nomina Mestre, dona un "manso regale" posto fra Brendole e Perlan.

Lo trovi in: Il Diploma di Ottone III del 994, Il Castelvecchio di Mestre, Ca' Collalto

Vedi anche: Campo trevisano, Brendole, Casa colonica, Diploma

Fonte: Vocabolario Treccani, voce "manso²".

Marca

Regione di confine. Come termine storico, nell'impero carolingio e negli stati nati dopo la sua fine, un territorio con giurisdizione propria, posto in zona di confine e governato da un marchese.

A Mestre: Nel 994 il contado di Treviso faceva parte della Marca Veronese; con il trattato del 1339 Venezia ottenne Treviso e l'intera Marca trevigiana.

Lo trovi in: Il porto di Cavergnago, Il Castelvecchio, Il Diploma di Ottone III, Mestre la Trevigiana

Vedi anche: Feudo e investitura, Diploma

Fonte: Vocabolario Treccani, voce "marca".

Mariegola

Forma veneta dell'italiano "matricola": nella Repubblica di Venezia, il libro che raccoglieva lo statuto di una corporazione di arti e mestieri o di una Scuola, con i diritti e i doveri degli iscritti.

A Mestre: Della Scuola di Santa Maria dei Battuti di Mestre non è arrivata la mariegola originale del 1302, ma quella redatta nel 1492, che riassume le origini e le norme della confraternita.

Lo trovi in: La Scuola dei Battuti di Mestre, La Scuola di San Marco, La Chiesa e la Scuola di San Rocco, I Battuti oltre Mestre

Vedi anche: Scuola, Battuti, Massaro

Fonte: Vocabolario Treccani, voce "mariegola"; G. Boerio, Dizionario del dialetto veneziano, 1867; Wikipedia, voce "Mariegola".

Massaro

Nome dato anticamente, secondo i luoghi, a tesorieri, esattori, economi, fabbricieri, contabili e amministratori.

A Mestre: Nella Scuola dei Battuti il massaro controllava le finanze, catalogava i beni e teneva il libro dei conti della Scuola e dell'Ospedale; la carica veniva spesso prorogata, perché era raro trovare chi "sapeva far di conto".

Lo trovi in: La Scuola dei Battuti, La Scuola di San Rocco, San Nicolò dei Barcajuoli, La chiesa di San Girolamo

Vedi anche: Scuola, Gastaldo, Mariegola

Fonte: Vocabolario Treccani, voce "massaio" (ant. massaro).

More veneto

"Secondo l'uso veneto": a Venezia l'anno cominciava il 1° marzo. Le date di gennaio e febbraio scritte more veneto (m.v.) appartengono quindi, per noi, all'anno successivo.

A Mestre: Il sopralluogo al molino del Castelvecchio datato 22 gennaio 1584 potrebbe corrispondere al gennaio 1585.

Converti una data more veneto

22 gennaio 1584 more veneto corrisponde al 22 gennaio 1585 del nostro calendario.

La correzione vale solo se il documento usa davvero il more veneto. Se chi ha pubblicato la data l'ha già riportata all'uso moderno, non va corretta una seconda volta.

Lo trovi in: Il molino del Castelvecchio

Fonte: Wikipedia, voce "More veneto".

Muda

Nel linguaggio veneziano, un dazio sulle merci in transito: il Boerio ricorda in particolare quello sulle merci che arrivavano dalla Germania. Il mudaro era l'incaricato della riscossione.

A Mestre: Treviso riscuoteva la muda alla Torre Belfredo, la porta verso il Terraglio, sulle merci dirette a Venezia e ai mercati mestrini.

Lo trovi in: La Storia della Torre Belfredo, Il Castello Nuovo, Il primo porto di Mestre: Cavergnago, Mille anni di storia nell'area del Castelvecchio

Vedi anche: Decima, Fondaco, Dazio, Gabella

Fonte: G. Boerio, Dizionario del dialetto veneziano, 1867.

O

Oratorio

Piccolo luogo di culto, di solito una cappella isolata oppure annessa a una chiesa, a un monastero o a un edificio non religioso, come un palazzo nobiliare. Può essere riservato alla famiglia o alla comunità per cui è stato costruito, oppure aperto anche al pubblico.

A Mestre: L'oratorio di Villa Erizzo, consacrato nel 1686 da Andrea Erizzo, è più antico della villa attuale; nel 1782 papa Pio VI, in viaggio verso Vienna, vi celebrò la messa.

Lo trovi in: Villa Erizzo, Oratorio della Madonna della Pace, Villa Paganello, Villa Franchin

Vedi anche: Casa dominicale, Visita pastorale, Arciprete

Fonte: Vocabolario Treccani, voce "oratorio".

Ortaglia

Tratto di terreno coltivato a ortaggi.

A Mestre: L'ortaglia di Villa Bianchini, già parte del parco di Villa Erizzo, fu scelta nel 1868 come sede del Foro Boario e poi del Teatro Toniolo.

Lo trovi in: Il Foro Boario, I Conti Bianchini "di Mestre", Villa Erizzo, Il Teatro Toniolo

Vedi anche: Brolo

Fonte: Vocabolario Treccani, voce "ortaglia".

Osellino

Canale artificiale scavato da Venezia che raccoglie il Marzenego all'altezza dell'antico borgo di Malghera, oggi Forte Marghera, e lo porta, parallelo al margine della laguna, fino alla foce del Dese. In origine fu detto Fossa Nuova (o Fossanuova); il nome Osellino venne più tardi da un nomignolo con cui a Venezia si chiamavano i piccoli corsi d'acqua.

Nella storia: Fu munito di un solo argine, verso la laguna, per lasciare libero sfogo alle piene dal lato della campagna: una scelta che protesse Venezia ma non il territorio mestrino.

Lo trovi in: L'Osellino, Il fiume Marzenego

Vedi anche: Cava Gradeniga, Borgo di Mergaria, Flumen de Mestre

Fonte: gli articoli di Discovery Mestre indicati qui sopra.

Ospizio

Edificio dove forestieri e pellegrini potevano trovare per un certo tempo alloggio e assistenza. Frequenti nei secoli passati, gli ospizi erano per lo più fondati e mantenuti da ordini religiosi. Più di recente il nome è passato al ricovero per persone prive di mezzi e di alloggio, in particolare anziani.

A Mestre: Il piccolo convento dei Frati Minori Conventuali annesso alla chiesa di San Rocco, affidata loro dal 18 novembre 1480, aveva al piano terreno un ospizio per pellegrini e persone bisognose di aiuto.

Lo trovi in: La Chiesa e la Scuola di San Rocco, La fu Chiesa di San Zulian, La presenza ebraica a Mestre, La Torre di San Giuliano

Vedi anche: Battuti

Fonte: Vocabolario Treccani, voce "ospizio".

P

Palada

Forma veneziana di palata: riparo fatto con pali piantati nei fiumi. In particolare, la palizzata che un tempo nei fiumi sosteneva funi o catene, poste a impedire il passaggio delle imbarcazioni che non avessero pagato la tassa detta palatico.

A Mestre: Lungo la Cava Gradeniga stava la palada di Mergera: uno sbarramento di pali piantati nel letto del canale, posto di controllo per il pagamento dei dazi sulle merci. Un'altra palada, vicino all'isola di San Giuliano, faceva rallentare le barche che dovevano fermarsi e pagare il dazio.

Lo trovi in: Canal Salso, l'età d'oro, Le torri di San Giuliano e di Malgera, Molino Gaggian

Vedi anche: Dazio, Muda, Palancato, Isola di San Giuliano

Fonte: Vocabolario Treccani, voce "palata"; G. Boerio, Dizionario del dialetto veneziano, 1867.

Palancato

Palizzata di pali di legno accostati e conficcati nel terreno, usata come cinta difensiva, spesso in attesa di mura in pietra.

A Mestre: Durante la guerra di Chioggia, nel 1378, Mestre era difesa solo da un palancato: fu dopo quell'assedio che Venezia decise di cingerla di mura.

Lo trovi in: Il ruolo di Mestre nella Guerra di Chioggia, Giovanni degli Obizzi, La Città Medievale

Vedi anche: Castrum, Palada

Fonte: Wikipedia, voce "Palizzata".

Passo e piede veneziano

Antica misura veneziana di lunghezza, pari a 5 piedi; il piede veneziano valeva circa 34,8 centimetri e si divideva in 12 once, e mille passi facevano il miglio veneto. Esisteva anche il passo cubo, misura di volume pari a 125 piedi cubi.

A Mestre: Su una colonna della Provvederia è incisa l'iscrizione "MEN PASSUS VENETI MOLENDINOR 1586": il palazzo, vicino alla Torre Belfredo, fu probabilmente anche un luogo di misurazione della merce in ingresso, destinata ai mulini verso Via Caneve.

Lo trovi in: La Provvederia

Vedi anche: Campo trevisano, Muda

Fonte: Wikipedia, voce "Antiche unità di misura della provincia di Venezia".

Patrizio

A Venezia, il titolo nobiliare dei membri dell'aristocrazia che governava la città e la Repubblica. Con la Serrata del 1297 e la legge del 1320 il patriziato divenne l'unico corpo sociale ad avere il privilegio di sedere nel Maggior Consiglio.

A Mestre: Il podestà di Mestre veniva scelto fra i patrizi veneziani membri del Maggior Consiglio. Villa Querini, edificata nel 1696, testimonia come già nel XVII secolo Mestre fosse un luogo privilegiato dai patrizi veneziani per costruire le residenze di campagna.

Lo trovi in: Villa Querini Stampalia, Il Provveditore e il suo Palazzo, Piazza Barche nel '700, Il Teatro Balbi

Vedi anche: Maggior Consiglio, Villeggiatura, Podestà e capitano

Fonte: Wikipedia, voce "Patriziato (Venezia)".

Perlan

Località verso la Gazzera, detta anche Parlan. Nel diploma di Ottone III del 994 compare come Paureliano, fra i luoghi che delimitano il manso regale donato a Rambaldo II. Il Fapanni scrive di "frazione di Perlan, luogo detto la Gazzera".

Nella storia: Qui sorge l'oratorio della villa dei Paganello, poi dei Fapanni, che il Fapanni giudicava "superiore ad ogni altro per la sua ampiezza".

Lo trovi in: Il diploma di Ottone III, Villa Paganello Fapanni

Vedi anche: Brendole, Manso, Diploma

Fonte: gli articoli di Discovery Mestre indicati qui sopra, che citano F. S. Fapanni.

Peschiera

Bacino dove si tengono o si allevano pesci, per lo più in muratura, scavato nel terreno e alimentato da acqua corrente. Già in uso presso i Romani, continuò a esserlo nelle ville signorili, dove serviva sia per l'allevamento dei pesci sia per ornamento.

A Mestre: Il patrizio Giacomo Bragadin ricavò una peschiera dall'ex fossato del castello; i Tirabosco la ampliarono con muri di sponda in pietra d'Istria, riemersi negli scavi del 2009 in via Pio X.

Lo trovi in: Villa Tirabosco, Il fiume Marzenego, La Torre delle Zigogne, Villa e Parco Ponci

Vedi anche: Fossato, Brolo, Bova

Fonte: Vocabolario Treccani, voce "peschiera".

Piano nobile

Nelle case gentilizie, il piano riservato alla famiglia, alle feste e ai ricevimenti. Nei palazzi coincideva con il primo piano e si riconosceva in genere anche dall'esterno, per le finestre più ampie e le decorazioni della facciata.

A Mestre: A Carpenedo il Palazzo Marinoni-Franchin fu edificato a metà del Settecento dalla famiglia Marinoni, come testimonia la data 1747 incisa sul pavimento del piano nobile. Nella perduta Villa Durazzo al piano nobile si susseguivano la "prima nobile sala" e la "vaghissima galleria".

Lo trovi in: Palazzo Marinoni-Franchin, La perduta Villa Durazzo, Villa Querini Stampalia, La fu Villa Sagredo

Vedi anche: Casa dominicale, Trifora, Villeggiatura, Bugnato

Fonte: Vocabolario Treccani, voce "nobile"; Wikipedia, voce "Piano nobile".

Piazza Barche

Lo slargo alla testata del Canal Salso, dove il canale finiva e merci e viaggiatori venuti da Venezia passavano dall'acqua alla strada: non una piazza nel senso moderno, ma uno spazio di scambio. In seguito fu rinominata piazza Ventisette Ottobre.

Nella storia: Già nel 1691 era in gran parte proprietà dei Duodo; nel Settecento la famiglia traeva una rendita dalla Posta con la "Locanda alli 3 Penacchi", e nel 1766 Gerolamo Duodo vi aggiunse un magazzino doganale per le merci dei commerci con la Germania.

Lo trovi in: Piazza Barche nel Settecento, Piazza Barche nei vedutisti, Canal Salso, l'età d'oro

Vedi anche: Cava Gradeniga, Borgo di Mergaria, Traghetto

Fonte: gli articoli di Discovery Mestre indicati qui sopra.

Piazza delle Erbe

La piccola piazza accanto alla Torre dell'Orologio, al di là del Ramo della Beccaria, dove ogni mercoledì e venerdì si teneva il mercato dei prodotti agricoli. Oggi è Piazzetta Matter, intitolata a Edmondo Matter. In una relazione del 1826 è chiamata Piazza delle Legne.

Nella storia: Un tempo il letto del Ramo delle Beccherie la separava dalla piazza principale: durante i lavori di riqualificazione della piazza sono emersi i resti di un ponte antico.

Lo trovi in: Il palazzo CaRiVe, Edmondo Matter, L'Isola di San Lorenzo

Vedi anche: Piazza Maggiore, Ramo della Beccaria

Fonte: gli articoli di Discovery Mestre indicati qui sopra.

Piazza Maggiore

Il nome ottocentesco della piazza principale di Mestre, sorta dove un tempo c'era il Borgo di San Lorenzo. Divenne poi Piazza Umberto I, durante la Repubblica Sociale Piazza Ettore Muti, e dal 1945 è Piazza Ferretto. Più che una vera piazza era uno "spiazzo" per mercati e commerci.

Nella storia: Per liberarla dal mercato del bestiame e farne il centro del nuovo municipio, il Comune spostò quel mercato nel Foro Boario, ricavato dall'ortaglia di Villa Erizzo.

Lo trovi in: Il Foro Boario, Erminio Ferretto, Palazzo Da Re

Vedi anche: Borgo di San Lorenzo, Piazza Umberto I, Piazza delle Erbe, Ponte della Campana

Fonte: gli articoli di Discovery Mestre indicati qui sopra.

Piazza Umberto I

Il nome che l'attuale Piazza Ferretto portò dopo quello ottocentesco di Piazza Maggiore e prima di diventare, durante la Repubblica Sociale, Piazza Ettore Muti. Da non confondere con l'Ospedale Umberto I, sorto nell'area del Castelvecchio.

Nella storia: Nella parte occidentale di Piazza Umberto I, dove c'era uno stallo per i cavalli, Domenico Toniolo realizzò la galleria oggi detta Galleria Matteotti e il Teatro Toniolo, inaugurato nel 1913.

Lo trovi in: Erminio Ferretto, Il Teatro Toniolo, Palazzo Da Re

Vedi anche: Piazza Maggiore, Castelvecchio

Fonte: gli articoli di Discovery Mestre indicati qui sopra.

Pieve e pievano

Nel Medioevo, nell'Italia settentrionale, la pieve era la circoscrizione ecclesiastica minore: un vasto territorio con una chiesa principale, dotata di battistero, e molte chiese succursali e cappelle. Il nome indica anche l'edificio della chiesa. Il pievano è il prete rettore di una pieve e, per estensione, il parroco.

A Mestre: Nella diocesi di Treviso Mestre era una delle "matrici", con giurisdizione su undici pievi, fra cui Maerne, Martellago e Chirignago; già nel 1292 i pievani di San Lorenzo pubblicavano atti solenni per conto del vescovo.

Lo trovi in: La Chiesa di San Lorenzo, La tenuta dei Tron a Bottenigo, La fu Chiesa di San Zulian, Il Priorato di San Giacomo

Vedi anche: Arciprete, Visita pastorale, Colmello

Fonte: Vocabolario Treccani, voce "pieve"; Vocabolario Treccani, voce "pievano".

Podestà e capitano

Titoli dei rettori che Venezia inviava a governare le città del suo Stato: il podestà era il governatore civile, il capitano quello militare. Quando le due cariche erano riunite in una sola persona si parlava di podestà e capitano.

A Mestre: Treviso, da cui Mestre dipendeva, era retta da un podestà e capitano, e anche Mestre aveva il suo Palazzo pubblico, sede del Podestà e Capitano.

Lo trovi in: Il Castello Nuovo, Mestre la Trevigiana, Il Teatro Balbi

Vedi anche: Castellano, Ducale, Maggior Consiglio, Patrizio

Fonte: Wikipedia, voce "Reggimento (Repubblica di Venezia)".

Polveriera

Locale, o complesso di locali, in cui si conservano polveri da sparo, munizioni ed esplosivi in genere, collocato e costruito in modo da garantire le migliori condizioni di sicurezza.

A Mestre: Forte Bazzera, presso Tessera, è chiamato impropriamente "forte": è in realtà una polveriera della seconda generazione del Campo Trincerato di Mestre. Fra i suoi due blocchi in cemento armato corrono argini in terra, pensati per limitare i danni di un'esplosione accidentale.

Lo trovi in: Forte Bazzera, Forte Manin, Forte Mezzacapo, Forte Marghera

Vedi anche: Campo trincerato, Batteria, Terrapieno

Fonte: Vocabolario Treccani, voce "polveriera".

Ponte della Campana

Ponte sul Ramo delle Muneghe che collegava Piazza Ferretto a via Poerio e diede al ramo il nome di "ramo della Campana". Fu inglobato nel 1920 nella copertura del ramo e scomparve del tutto alla vista nel 1925.

Nella storia: Nella sortita del 27 ottobre 1848 il tenente Antonio Olivi, alla guida della colonna uscita da Forte Marghera, cadde nei combattimenti per il ponte della Campana.

Lo trovi in: Il fiume Marzenego, L'Isola di San Lorenzo, Antonio Olivi

Vedi anche: Ramo delle Muneghe, Piazza Maggiore

Fonte: gli articoli di Discovery Mestre indicati qui sopra.

Porta Altinate

La porta orientale del Castelnuovo, in via Caneve, detta anche Porta dei Molini (o dei Mulini); nel Trecento era chiamata "porta va in champo de Castelo". Vi si arrivava superando il fossato sul Ponte dei Mulini, detto anche Pontelongo, di cui restano tracce all'incrocio fra via Caneve e via Slongo.

Lo trovi in: Le mura di Mestre, Il Castello Nuovo, Villa e parco Ponci

Vedi anche: Castelnuovo, Torre Belfredo, Porta della Loza

Fonte: gli articoli di Discovery Mestre indicati qui sopra.

Porta della Loza

La porta meridionale del Castelnuovo, verso il Borgo di San Lorenzo (oggi Piazza Ferretto), presso la Torre dell'Orologio, detta per questo anche Torre Loza o Torre della Loggia. Dal 1603 fu chiamata Porta della Loza per la vicina loggetta medievale.

Lo trovi in: Il Castello Nuovo, La Torre di Mestre

Vedi anche: Castelnuovo, Borgo di San Lorenzo, Torre Belfredo, Loggia

Fonte: gli articoli di Discovery Mestre indicati qui sopra.

Priorato

Dignità e ufficio del priore, il superiore di una comunità religiosa; per estensione, la casa religiosa da lui retta.

A Mestre: A Mestre il più importante fu il Priorato di San Giacomo, sorto dal 1453 sulle rovine del Castelvecchio.

Lo trovi in: Il Priorato di San Giacomo, La fu Chiesa di San Zulian

Vedi anche: Commenda, Abate, Canonico, Foresteria

Fonte: Vocabolario Treccani, voce "priorato".

Proto

Dal greco "primo": il primo in un mestiere, in particolare il capomastro dei muratori. Nelle magistrature veneziane il proto era il tecnico ufficiale, architetto o ingegnere dell'ufficio.

A Mestre: Proti furono Cristoforo Sabbadino e Tommaso Scalfuroto per le acque, Francesco Zamberlan per il monastero delle Grazie, Giacomo Patron e Giulio Zuliani, autori di perizie e piante della Mestre settecentesca.

Lo trovi in: Tommaso Scalfuroto, Il fiume Marzenego, Il Castello Nuovo, Piazza Barche nel '700

Vedi anche: Magistrato alle Acque, Catastico

Fonte: G. Boerio, Dizionario del dialetto veneziano, 1867.

Provveditore

Nella Repubblica di Venezia, titolo di numerosi magistrati incaricati di "provvedere" su materie specifiche oppure al governo delle province, dette reggimenti, o di intere regioni. Erano nominati per un tempo determinato; alcuni operavano da soli, altri in collegio.

A Mestre: A Mestre il palazzo in cui dal 1459 si riuniva il Consiglio Civico prese il nome di Provvederia. Una perizia del 16 marzo 1772 sul cimitero attorno alla chiesa di San Lorenzo fu consegnata ai Provveditori alla Sanità.

Lo trovi in: Il Provveditore e il suo Palazzo, La Chiesa di San Lorenzo, Il Municipio di Mestre: Ca' Collalto, Manocchi, il primo storico

Vedi anche: Podestà e capitano, Magistrato alle Acque, Savi, Castellano

Fonte: Wikipedia, voce "Provveditore (Repubblica di Venezia)".

Q

Quattro Cantoni

Località vicina all'area del Castelvecchio, verso l'imbocco del Terraglio, dove per secoli sorse la Villa degli Zen. Sul nome ci sono ipotesi diverse: le quattro torrette della villa, secondo il Manocchi; quattro ville o aree distinte; oppure l'incrocio formato dalla strada che i Querini fecero costruire nel Settecento, oggi via Circonvallazione.

Nella storia: Nel 1809 i Quattro Cantoni furono teatro dello scontro fra le truppe del viceré Eugenio Beauharnais e quelle dell'arciduca Giovanni d'Asburgo.

Lo trovi in: Villa Zen ai Quattro Cantoni, Mille anni nell'area del Castelvecchio, Manocchi

Vedi anche: Castelvecchio, Terraglio

Fonte: gli articoli di Discovery Mestre indicati qui sopra, che citano G. B. Giuin Manocchi.

R

Ramo della Beccaria

Il ramo settentrionale del Marzenego dentro Mestre, detto anche Ramo delle Beccherie o di San Lorenzo: è il letto originario del fiume ed è ancora quasi tutto scoperto. Passa accanto alla Torre dell'Orologio e lungo Riviera Magellano, fino a riunirsi al Ramo delle Muneghe davanti al Mercato di San Michele.

Nella storia: La pianta del Denaix (1809-1811) mostra il perimetro del Castelvecchio appoggiato a questo ramo, il ramo nord del Marzenego.

Lo trovi in: L'Isola di San Lorenzo, Il fiume Marzenego, Il Castelvecchio di Mestre

Vedi anche: Ramo delle Muneghe, Isola di San Lorenzo, Castelvecchio, Piazza delle Erbe

Fonte: gli articoli di Discovery Mestre indicati qui sopra, che citano A. Denaix, pianta di Mestre, 1809-1811.

Ramo delle Muneghe

Il ramo meridionale del Marzenego dentro Mestre, detto anche ramo della Campana: prende il nome dal monastero delle Monache delle Grazie, oggi M9, davanti al quale passava. Secondo Luigino Casarin (1985) non è un ramo naturale del fiume ma l'alveo del Rio Cimetto. Oggi è per lo più coperto da strade.

Nella storia: La copertura del tratto dalla Riviera XX Settembre cominciò nel 1910; solo dopo il 2012, in zona via Poerio, il suo alveo è stato di nuovo liberato.

Lo trovi in: L'Isola di San Lorenzo, Il fiume Marzenego, Il Monastero delle Grazie

Vedi anche: Ramo della Beccaria, Rio Cimetto, Borgo delle Muneghe, Isola di San Lorenzo

Fonte: gli articoli di Discovery Mestre indicati qui sopra, che citano Luigino Casarin, 1985.

Ridotto

Nell'architettura militare, opera fortificata di modesta importanza, detta anche ridotta, isolata oppure parte di un sistema difensivo più vasto. Può essere stabile, come sede di un presidio che sorveglia una zona, o provvisoria; a volte è la parte più interna di una fortezza, usata come ultima difesa.

A Mestre: Forte Manin, nell'odierno Parco San Giuliano, non è una fortezza ma un piccolo ridotto di epoca napoleonica, nato a supporto di Forte Marghera: in caso di attacco nemico, da lì si potevano allagare le campagne circostanti.

Lo trovi in: Forte Manin, Forte Marghera, Forte Marghera tra Restaurazione e Unità

Vedi anche: Campo trincerato, Batteria, Fossato

Fonte: Vocabolario Treccani, voce "ridotta"; Vocabolario Treccani, voce "ridotto" (2).

Rio Cimetto

Corso d'acqua che nasce a Salzano, attraversa Spinea e Chirignago e alla Gazzera piega verso nord; nelle fonti compare anche come Musonel, Scolador, Simetto e Beseto. Un'intestadura appena a ovest di Mestre lo collegava al Marzenego; secondo Luigino Casarin il Ramo delle Muneghe è in realtà il suo alveo.

Nella storia: La testimonianza più antica del collegamento con il Marzenego è un disegno del 1682: "ove mostra la mano è stata aperta la intestadura".

Lo trovi in: Il fiume Marzenego, L'Isola di San Lorenzo

Vedi anche: Ramo delle Muneghe, Intestadura

Fonte: gli articoli di Discovery Mestre indicati qui sopra, che citano Luigino Casarin, 1985.

S

Sabbioni

Area di Mestre posta di fronte a Villa Querini. La via Sabbioni, dove Cesare Ticozzi costruì lungo il Ramo delle Muneghe la villa di famiglia, fu poi rinominata via Verdi. Da non confondere con Ca' Sabbioni, la località di Marghera dove sorge Forte Tron.

Nella storia: Moisé D'Angeli, arrivato a Mestre negli anni Trenta dell'Ottocento, si stabilì ai Sabbioni, vicino a Villa Querini Stampalia, dove in pochi anni passò da una sola casa a oltre venti proprietà.

Lo trovi in: Il Teatro Garibaldi, Cesare Ticozzi

Vedi anche: Ramo delle Muneghe

Fonte: gli articoli di Discovery Mestre indicati qui sopra.

San Zulian

Antico comune rurale (commun) e colmello sul Terraglio, che prendeva il nome dalla chiesa di San Giuliano, sorta appena dietro l'odierna villa Carlesso: nel 1809 la diocesi di Treviso ne autorizzò la demolizione. Da non confondere con l'isola di San Giuliano, in laguna, chiamata anch'essa San Zulian.

Nella storia: La chiesa di San Giuliano compare per la prima volta in una bolla di papa Lucio III del 1184.

Lo trovi in: La chiesa di San Zulian, Villa Carlesso

Vedi anche: Isola di San Giuliano, Colmello, Bolla

Fonte: gli articoli di Discovery Mestre indicati qui sopra.

Savi

Nel Medioevo e nel Rinascimento, magistrati scelti fra le persone più anziane, esperte e autorevoli, con compiti di consulenza o di assistenza tecnica agli organi esecutivi. A Venezia erano detti Savi i membri del Collegio, in pratica il consiglio dei ministri della Repubblica: fra loro il Savio Cassiere si occupava delle finanze dello Stato.

A Mestre: Nel 1298 il Senato veneziano nominò cinque Savi per consultarsi sui rimedi contro le usure: con quell'atto Mestre entrò nella storia ebraica. Nel Settecento, per un rimborso chiesto dal podestà Nicolò Barbaro per riparazioni al Palazzo Pretorio, il Senato ordinò al Savio cassier del Collegio di procedere alla ballottazione.

Lo trovi in: La presenza ebraica a Mestre, Il Municipio di Mestre: Ca' Collalto

Vedi anche: Magistrato alle Acque, Senato, Provveditore

Fonte: Vocabolario Treccani, voce "savio"; Wikipedia, voce "Collegio dei Savi".

Scuola

A Venezia e nel suo Stato, nome delle confraternite laiche di carattere religioso e assistenziale, e per estensione delle loro sedi.

A Mestre: La più antica di Mestre è la Scuola dei Battuti, presente dal 1302; accanto a lei nacquero le scuole di San Marco, di San Rocco e dei barcaioli di San Nicolò.

Lo trovi in: La Scuola dei Battuti di Mestre, La Scuola di San Marco, La Scuola di San Nicolò dei Barcajuoli, La Chiesa e la Scuola di San Rocco

Vedi anche: Gastaldo, Battuti, Calle de Mezo, Fabbriceria

Fonte: Vocabolario Treccani, voce "scuola".

Senato

A Venezia, dal XIII al XVIII secolo, il consiglio che esercitava l'effettivo governo dello Stato. Era detto anche Consiglio dei Pregadi, perché in origine i senatori venivano "pregati" di dare il proprio consiglio al doge.

A Mestre: Nella seduta del 1° gennaio 1783 il Senato approvò il piano di bonifica del proto Tommaso Scalfuroto per i fiumi del territorio mestrino. Il 7 settembre 1792 decise di trasferire gli uffici doganali pubblici nell'immobile dei Duodo, che divenne la dogana pubblica di Mestre.

Lo trovi in: Il fiume Marzenego, Piazza Barche nel '700, Il Municipio di Mestre: Ca' Collalto, La presenza ebraica a Mestre

Vedi anche: Maggior Consiglio, Savi, Consiglio dei Dieci, Serenissima

Fonte: Vocabolario Treccani, voce "senato"; Wikipedia, voce "Consiglio dei Pregadi".

Serenissima

Titolo della Repubblica di Venezia, che per antonomasia viene chiamata semplicemente "la Serenissima". "Serenissimo principe" era il titolo dei dogi di Venezia.

A Mestre: Mestre passò sotto il dominio veneziano in seguito alla guerra contro i Della Scala: il 29 settembre 1337 il capitano Andrea Morosini riuscì a entrare nel Castelvecchio. La caduta della Serenissima, il 12 maggio 1797, pesò anche sui traffici di Piazza Barche.

Lo trovi in: Il Provveditore e il suo Palazzo, Piazza Barche nel '700, Il fiume Marzenego, Il Municipio di Mestre: Ca' Collalto

Vedi anche: Doge, Senato, Maggior Consiglio

Fonte: Vocabolario Treccani, voce "serenissimo".

Soppressione

L'abolizione di un ente, per esempio di un ordine religioso. Le soppressioni napoleoniche cancellarono gli ordini religiosi e le confraternite: i loro beni furono incamerati, requisiti o ceduti a istituzioni civili o militari.

A Mestre: Nel 1769 la Repubblica ordinò la soppressione del convento di San Rocco. Nel 1806 il decreto napoleonico sugli ordini religiosi chiuse il monastero di Santa Maria delle Grazie, che fu trasformato in caserma.

Lo trovi in: Il monastero di Santa Maria delle Grazie, La Chiesa e la Scuola di San Rocco, La Chiesa di San Girolamo

Vedi anche: Scuola, Battuti, Fabbriceria

Fonte: Vocabolario Treccani, voce "soppressione"; Wikipedia, voce "Soppressioni napoleoniche".

Spalto

Nelle fortificazioni, il terreno in lieve pendio verso l'esterno che circondava le opere fortificate, per proteggere i difensori che vi stavano sopra o per coprire dal tiro nemico le rampe del terrapieno e del fosso.

A Mestre: A Forte Carpenedo, alle estremità dello spalto, furono sistemate postazioni contraeree. Quanto al Castello Nuovo, già fra il 1490 e il 1497 i magistrati delle Rason Vechie ne affittavano torri, fossati, spalti e tratti di muro.

Lo trovi in: Forte Carpenedo, Il Castello Nuovo

Vedi anche: Fossato, Terrapieno, Cortina

Fonte: Vocabolario Treccani, voce "spalto".

Squero

Voce veneziana: il cantiere per costruire e riparare barche e piccole imbarcazioni, oppure la tettoia sotto cui si tengono al riparo.

A Mestre: Ad Altobello uno squero dove si costruivano barche per i mestrini ha dato il nome a via Squero.

Lo trovi in: L'area industriale di Altobello, La famiglia Da Re

Vedi anche: Cavana

Fonte: Vocabolario Treccani, voce "squero".

T

Terraglio

Parola antica per terrapieno: un grosso argine sopraelevato fatto con la terra scavata dai fossati. Da questo nome deriva il Terraglio, la strada quasi rettilinea che va da Mestre a Treviso.

A Mestre: Il Terraglio, grande argine sopraelevato quasi rettilineo fra Mestre e Treviso, era la strada postale verso nord, e lungo il suo tracciato sorgevano le ville più ambite della nobiltà veneziana.

Lo trovi in: Villa Durazzo, La chiesa di San Zulian, Villa Gradenigo, Villa Tivan

Vedi anche: Terrapieno, Villeggiatura, Colmello, Borgo Pezzana

Fonte: Vocabolario Treccani, voce "terraglio"; Wikipedia, voce "Terraglio".

Terrapieno

Opera formata da una massa di terra accumulata secondo un progetto, in modo da reggersi da sola o dentro apposite strutture di sostegno. In passato i terrapieni erano molto usati nelle fortificazioni; oggi sostengono la sede di strade e ferrovie.

A Mestre: A Forte Marghera le mura basse e spesse erano schermate da terrapieni, che riducevano l'impatto dei colpi d'artiglieria. Per le nuove batterie corazzate del Campo Trincerato, invece, Enrico Rocchi rinunciò ai grandi terrapieni ottocenteschi e puntò sul calcestruzzo.

Lo trovi in: Forte Marghera, Forte Mezzacapo, Forte Marghera tra Restaurazione e Unità

Vedi anche: Bastione, Cortina, Spalto, Polveriera

Fonte: Vocabolario Treccani, voce "terrapieno".

Timpano

In architettura, la parete triangolare racchiusa fra le cornici del frontone dei templi antichi e, negli edifici rinascimentali e barocchi, la parte triangolare o arcuata posta sopra la cornice che corona facciate, finestre o porte. Il frontone è il coronamento a forma di triangolo nato dalla testata del tetto a due spioventi; i due termini sono usati anche come sinonimi.

A Mestre: A Villa Fürstenberg la facciata si conclude con un ampio timpano modanato che racchiude lo stemma della famiglia. A Villa Erizzo, oggi Biblioteca civica VEZ, nel primo registro prevalgono finestre con timpani triangolari.

Lo trovi in: Villa Fürstenberg, Villa Salus, Villa Erizzo: l'architettura, Villa Dalla Giusta

Vedi anche: Lesena, Piano nobile, Bugnato

Fonte: Vocabolario Treccani, voce "timpano"; Vocabolario Treccani, voce "frontone"; Wikipedia, voce "Timpano (architettura)".

Torre Belfredo

La porta-torre occidentale del Castelnuovo, verso il Terraglio, sulla via che ne porta ancora il nome; fu demolita nel 1876. Era detta anche "Tore granda" e Torre o Porta di Santa Maria, perché divideva il Borgo di Santa Maria dei Battuti dal Borgo di Mestre.

Nella storia: Dopo la demolizione, al posto della torre fu aperta una strada che rese più facile il passaggio dei mezzi provenienti dalla Castellana e dal Terraglio.

Lo trovi in: La Torre Belfredo, Il Castello Nuovo

Vedi anche: Castelnuovo, Borgo di Santa Maria, Terraglio, Borgo dei Tedeschi

Fonte: gli articoli di Discovery Mestre indicati qui sopra.

Torresino

In veneziano toresìn: torretta o torricella, cioè una piccola torre, oppure una costruzione fatta a forma di torre.

A Mestre: Delle mura del Castelnuovo resta un torresino nel giardino di via Torre Belfredo. Nel parcheggio di Parco Ponci si vedono le fondamenta di un altro, a pianta trilatera: aveva mura solo su tre lati, perché questo genere di torrette era aperto all'interno.

Lo trovi in: Le mura di Mestre, Il Castello Nuovo, La Torre di Mestre, La Torre delle Zigogne

Vedi anche: Cortina, Fossato

Fonte: G. Boerio, Dizionario del dialetto veneziano, 1867.

Traghetto

Il trasporto di persone e cose da una sponda all'altra di un fiume, di un canale o di un tratto di mare con apposite imbarcazioni, e anche il punto dove esiste questo servizio. A Venezia è il punto di un canale in cui stanno una o più gondole addette soltanto all'attraversamento.

A Mestre: A Piazza Barche, accanto alla Pubblica Dogana e di fronte alla scalinata di discesa all'acqua, operava l'"Offizio dell'Incaricato al Traghetto": lo documenta una mappa del Canal Salso disegnata nel 1827.

Lo trovi in: Il Borgo di Malgera, Canal Salso, l'età d'oro, Piazza Barche nel '700, La presenza ebraica a Mestre

Vedi anche: Piazza Barche, Cava Gradeniga

Fonte: Vocabolario Treccani, voce "traghetto"; Vocabolario Treccani, voce "traghettare".

Trifora

Finestra con il vano diviso in tre luci minori: per lo più tre archetti che poggiano su colonnine o piedritti, sotto una grande arcata. Un tipo particolare di trifora è la serliana.

A Mestre: Nella Villa Grimani Bragadin, a Carpenedo, il salone centrale si legge in facciata grazie alla trifora ad archi, sorretti al centro da colonne ioniche, che si apre su un balcone.

Lo trovi in: Villa Grimani Bragadin, Villa Marini Missana, Villa Erizzo: l'architettura, Villa Salus

Vedi anche: Piano nobile

Fonte: Vocabolario Treccani, voce "trifora".

V

Via Castelvecchio

Strada medievale, già presente su mappe del XVI secolo, che collegava l'area del Castelvecchio con la pieve di San Lorenzo: passava per l'attuale via Antonio da Mestre e arrivava allo Stallo dei Fanti, oggi piazzetta Cesare Battisti.

Nella storia: La strada fu poi suddivisa in via Castelvecchio, via Antonio da Mestre e via Ospedale; i fratelli Toniolo costruirono i loro villini sul terreno che essa attraversava, acquistato dai conti Bianchini.

Lo trovi in: Il Teatro Toniolo, I Toniolo

Vedi anche: Castelvecchio, Borgo di San Lorenzo

Fonte: gli articoli di Discovery Mestre indicati qui sopra.

Via delle Motte

La strada di terra che costeggiava il Canal Salso verso Marghera: dopo la costruzione del Carro di Marghera molti mercanti e viaggiatori preferivano percorrerla in carrozza invece di proseguire in barca.

Nella storia: Per permettere alle carrozze di raggiungere il borgo di Marghera, nel 1502 fu costruito un ponte di legno, rifatto in mattoni nel 1589.

Lo trovi in: Il Borgo di Malgera (Mergaria), Canal Salso, le origini

Vedi anche: Borgo di Mergaria, Cava Gradeniga

Fonte: gli articoli di Discovery Mestre indicati qui sopra.

Villeggiatura

Il periodo di riposo e di svago trascorso fuori città, in campagna. In origine "villeggiare" voleva dire proprio stare in villa, nella residenza padronale di campagna; le ville venete erano insieme residenza dei proprietari e luogo di villeggiatura estiva.

A Mestre: Soprattutto dal Settecento ricche famiglie patrizie comprarono tenute nella campagna mestrina per passarvi la lunga stagione della villeggiatura; nel 1777 il Teatro Balbi fu autorizzato anche per offrire un decente trattenimento a quelle famiglie.

Lo trovi in: Il Teatro Balbi, La tenuta dei Tron, Villa Erizzo, Villa Durazzo

Vedi anche: Casa dominicale, Barchessa, Patrizio, Casino

Fonte: Vocabolario Treccani, voce "villeggiatura"; Vocabolario Treccani, voce "villeggiare"; Wikipedia, voce "Villa veneta".

Visita pastorale

La visita che il vescovo compie nei luoghi e presso le persone della sua diocesi, per rendersi conto delle loro condizioni e necessità. Ha uno scopo di ispezione e di correzione di eventuali abusi.

A Mestre: Le visite pastorali del 1769 e del 1791 descrivono il Priorato di San Giacomo come un luogo modesto: l'oratorio aveva un unico altare ed era usato solo dai Canonici e dai loro famigli.

Lo trovi in: Il Priorato di San Giacomo, La Chiesa di San Girolamo, La fu Chiesa di San Zulian, Villa Franchin

Vedi anche: Oratorio, Pieve e pievano, Priorato

Fonte: Vocabolario Treccani, voce "visita"; Wikipedia, voce "Visita pastorale".

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