Molino Fabris (Zelarino)
Molino Fabris
Origini e funzione
Il Molino Fabris è un antico mulino ad acqua situato nella località Contea di Zelarino, lungo il corso del fiume Marzenego. Questo mulino era probabilmente fin dall'inizio di proprietà dei Foscari, essendo compreso nel feudo di cui la famiglia fu investita il 21 giugno 1331 da Giovanni di Lussemburgo, re di Boemia e Polonia. Nel 1611 le due ruote vennero divise tra Federico fu Alvise, il fratello e il nipote, e Piero fu Girolamo. A una delle periodiche visite ai mulini nel 1642 appare anche il nome di Antonio Girardi. All'inizio del secolo successivo era Foscari-Duodo. Nel 1739, nella conferma dell'investitura fatta dai Provveditori sopra beni inculti a Francesco Foscari per una delle due ruote, si sottolineò che:
«se per la caduta delle sudette aque li occorresse passar per le publiche seriole e beni communali, possa farlo senza pagamento alcuno, e per beni de particolari persone dovrà pagar il farli le rippe di quelli il doppio, giusto le leggi».
Il Molino Fabris rappresenta una delle testimonianze più significative della tradizione molitoria del territorio mestrino. Le prime attestazioni risalgono al XIX secolo, periodo in cui il Marzenego alimentava numerosi mulini da cereali distribuiti lungo le sue sponde. L'impianto, di proprietà della famiglia Fabris, era dedicato alla macinazione del frumento e del mais, attività essenziale per la produzione di farine alimentari destinate alla popolazione rurale di Zelarino e Mestre. Una testimonianza diretta dell'ex mugnaio Giuseppe Mardegan descrive la composizione delle macine:
«Il mulino Fabris aveva una mola da formenton bianco, una da formenton giallo, una per i panociati e una per il frumento.» [Zanlorenzi, C., 1985]
Al catasto napoleonico sono riportati, per il mulino (0,10 pertiche) e la corte e casa d'affitto (0,70 pertiche) in località «ai mulini», come proprietari Pietro e Francesco Duodo e Federico Foscarini (presumibilmente un errore per Foscari) fu Francesco. A Pietro successe Alvise Franchin fu Antonio e quindi la vedova Angelica Boldrin; al secondo le figlie, poi anche Federico Fontanin fu Pietro e quindi Pietro Bellinato fu Alvise. La rendita era di 266,40 lire. I livellari erano Antonio Scanferlato fu Amedeo e nel 1887 la vedova Teresa Simionato come usufruttuaria.
Evoluzione tecnica e declino
Il mulino fu coinvolto nelle rettifiche fatte al fiume verso il 1844. Nel 1898 era di Cesare Cecchini e quindi nel 1916 di Roberto Maurer-Cecchini. Nel 1923 l'edificio venne trasferito al catasto rurale. L'anno successivo fu dichiarato dai figli di Giovanni Cappelletto, due anni dopo da Napoleone Fuga di Carlo Giovanni, e infine il 20 giugno 1929 venne trasferito a nome di Giovampaolo Fabris.
Come molti mulini del Marzenego, anche il Molino Fabris subì nel corso del Novecento una progressiva trasformazione tecnologica. Dapprima mosso dalla forza idraulica del fiume, introdusse in seguito macchinari a cilindri e motori elettrici, adeguandosi alla modernizzazione industriale. Nonostante questi aggiornamenti, la concorrenza dei mulini industriali e il mutamento del sistema produttivo determinarono la chiusura definitiva dell'impianto nella seconda metà del XX secolo. L'alto timpano riccamente ornato dell'edificio a due piani probabilmente rappresenta l'appartenenza al feudo Foscari.
Valore storico e territoriale
Il Molino Fabris costituisce un'importante testimonianza della cultura del lavoro e della gestione delle acque nel territorio mestrino. Oltre al suo valore produttivo, il mulino contribuì alla definizione del paesaggio fluviale locale, legato a una rete di canali, rogge e chiuse che per secoli regolarono la vita economica e agricola della zona. Oggi l'edificio è riconosciuto come parte integrante della memoria del Marzenego e dei suoi «mulini di Zelarino», un sistema che comprendeva anche i mulini Gaggian, Ronchin, Ca' Bianca e Scabello.
Galleria Fotografica
Bibliografia
- Zanlorenzi, C. (1985). Intervista a Giuseppe Mardegan — Mugnaio nel Molino Fabris di Zelarino (Contea). In Il Fiume Marzenego.
- I Mugnai di Zelarino — 4. Il Fiume Marzenego (s.d.).
- Per una storia del mulino (Alessandra Sambo) — I Mulini del Marzenego (Luigino Casarin).
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