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Molino Ronchin (Zelarino)

Molino Ronchin | Discovery Mestre

Molino Ronchin

I molini sul Marzenego

Storia

Il Molino Ronchin di Zelarino è una delle testimonianze più significative del sistema molitorio che un tempo animava le rive del fiume Marzenego. Situato in via Molino Ronchin, nella zona di Zelarino, il mulino ha una storia che affonda le radici nel Medioevo: forse già documentato nel 1176 come proprietà di Otolino da Mestre, il 20 maggio 1373 venne acquistato da Ludovico e Pellegrino Marcheselli da Rimini all'Avogaria di Comun. Successivamente passò al pio luogo della Ca' di Dio.

Il 23 dicembre 1737 Lorenzo Pezzana lo comprò al pubblico incanto. Nel dicembre del 1786 fu nuovamente incantato, a titolo oneroso, tra i beni del fu Niccolò Pezzana; lo acquistarono Gerolamo e Francesco Battaia fu Zuanne. Nel febbraio del 1788 Lorenzo Pezzana vendette mezzo mulino a Giovambattista Paganello. A due ruote (0,25 pertiche), con casa colonica parziale di 1,30 pertiche, in periodo napoleonico era di Giuseppe Paganello fu Giovanni; gli successe, prima del 1846, Agostino Fapanni fu Francesco (rendita 266,40 lire). Nel 1855 passò a Domenico, Antonio e Pietro Fornoni fu Giovanni e Francesco Fapanni e fratelli, quindi nel 1882 a Giacomo Da Lio fu Ambrogio. L'8 marzo 1890 fu denunciato dalla Compagnia delle acque per l'Estero, dalla quale nel 1922 passò a Giovanni Giuseppe Pezzato.

Storicamente era conosciuto come mulino «Garofolo», condotto dal mugnaio Da Lio Giovanni, e lavorava solo ad acqua, con una produzione di frumento e granoturco regolata dalle stagioni e dalle piene del fiume. Nel XIX secolo entrò nella disponibilità della famiglia Ronchin, da cui prese il nome attuale. Attivo fino al 1966, fu poi spogliato e usato come deposito. Il laghetto ai suoi piedi divenne luogo di ritrovo e di balneazione. Oggi l'edificio è adattato a uso residenziale e artigianale, pur conservando gran parte dell'impianto originale.

Architettura e impianto

Il Molino Ronchin conserva le caratteristiche tipiche dei molini veneti: corpo principale in mattoni a due piani, copertura a doppia falda e annessi rustici destinati a deposito e stalla. All'esterno restano il salto d'acqua, lo stramazzo, la pietra Zorzi, quella consorziale e i fori degli assi delle due ruote. È confinante con Villa Barbarich-Fowel-Torella di Romagnano, costruzione cinquecentesca a due piani e soffitta con porticato. All'interno sono ancora visibili tracce della ruota idraulica e delle canalizzazioni originarie, testimonianza dell'ingegnosità del sistema di derivazione delle acque.

Funzionamento e produzione storica

Tutti i mulini della zona disponevano di due palmenti e lavoravano solo durante i periodi di acqua sufficiente, soffrendo delle secche o delle piene del fiume. Il pagamento del lavoro era riscosso sia in denaro sia in natura. Documenti storici indicano che il mulino Garofolo (oggi Ronchin) macinava circa 1.286 quintali di frumento e 11.845 quintali di granoturco, pagando tasse sul macinato pari a 2.300 lire annue.

Conservazione e valorizzazione

Oggi il Molino Ronchin, assieme al Molino Gaggian, Ca' Bianca, Scabello e al Molino Fabris, è considerato un bene di memoria rurale e protoindustriale, testimone dell'evoluzione economica e ambientale del territorio tra i fiumi Dese e Marzenego. La sua conservazione è fondamentale per comprendere le trasformazioni del paesaggio e delle attività produttive locali nel corso dei secoli.

Galleria Fotografica

Bibliografia

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