Forte Rossarol
Forte Rossarol
Costruzione e contesto storico
Forte Rossarol sorge in via Pezzana, nei pressi della località di Tessera, nella municipalità di Favaro Veneto del comune di Venezia, a poca distanza da Forte Cosenz, dalla polveriera Bazzera e dall’aeroporto Marco Polo. Completato nel 1907, è una delle batterie corazzate della seconda generazione del Campo Trincerato di Mestre, nate per colmare i vuoti lasciati dalla prima cintura difensiva, i forti Carpenedo, Gazzera e Tron, ormai obsolete rispetto all’evoluzione dell’artiglieria.
In origine Forte Rossarol era stato concepito come il più importante del Campo Trincerato, data la sua posizione strategica sul fronte est, a controllo delle vie di accesso alla laguna da Trieste e dal Friuli. La struttura fu completata nel 1907, prima degli altri forti della seconda generazione, e si distingue da tutti per una soluzione architettonica unica nel sistema difensivo mestrino.
Il nome: Cesare Rosaroll
Come gli altri forti della seconda generazione, Rossarol prese il nome da un patriota caduto nella difesa di Venezia durante la prima guerra d’indipendenza. Cesare Rosaroll-Scorza (Roma, 1809 – Venezia, 27 giugno 1849) era figlio del generale napoletano Giuseppe Rosaroll, esiliato per aver partecipato alla rivolta costituzionale di Napoli del 1820. Cavalleggero dell’esercito borbonico, raggiunse Venezia durante i moti del 1848 per combattere a fianco della Repubblica di San Marco. Mostrò tale valore in combattimento che fu soprannominato «l’Argante della Laguna». Cadde in battaglia il 27 giugno 1849, durante la resistenza agli austriaci, circa due mesi prima della resa finale di Venezia. Il suo nome fu dato anche a un esploratore leggero della Regia Marina, varato nel 1914, che affondò urtando una mina il 16 novembre 1918, a guerra ormai conclusa, al largo dell’Istria.
Architettura e armamento
Forte Rossarol presenta una struttura unica e notevolmente diversa da tutte le altre batterie corazzate del Campo Trincerato. Mentre i forti coevi, come Cosenz, Mezzacapo e Sirtori, si sviluppano su un unico piano interrato con cupole a scomparsa, Forte Rossarol fu costruito in cemento armato su due piani fuori terra, con un’altezza superiore ai nove metri. L’elemento più caratteristico sono le quattro postazioni per mitragliatrici a scomparsa che spuntavano in mezzo al terrapieno frontale, collegate all’edificio principale tramite gallerie sotterranee lunghe 14 metri, scavate alla profondità di due metri. Questa soluzione, pensata per proteggere i serventi durante i bombardamenti e consentire un fuoco ravvicinato contro la fanteria assalitrice, rendeva Forte Rossarol il fortilizio tecnologicamente più avanzato dell’intero sistema difensivo mestrino.
Da fortezza a polveriera
Come tutte le batterie corazzate del Campo Trincerato, Forte Rossarol non entrò mai in combattimento diretto. Alla vigilia della prima guerra mondiale le sue innovazioni tecniche erano già superate dai nuovi calibri delle artiglierie pesanti. I cannoni furono smontati e inviati al fronte; il forte fu impiegato per compiti di retrovia. Dopo la rotta di Caporetto nell’autunno del 1917, quando l’esercito austro-ungarico si avvicinò pericolosamente a Venezia, il forte venne riarmato su ordine del Capo di Stato Maggiore Diaz, ma non fu mai coinvolto in combattimenti. Nel dopoguerra la struttura continuò a svolgere funzioni di deposito fino alla dismissione militare.
Il Centro di Solidarietà Don Milani
Dismesso dall’Esercito italiano, Forte Rossarol fu acquisito dal Comune di Venezia e concesso nel 2013 in comodato trentennale al Centro di Solidarietà Don Lorenzo Milani, fondato nel 1985 da don Franco De Pieri. L’area, che si estende in un’ampia zona verde tra Tessera e Favaro Veneto, ospita oggi un polo sociale polivalente: comunità terapeutiche per il recupero da dipendenze, comunità di accoglienza per minori stranieri non accompagnati e richiedenti asilo, laboratori di formazione professionale (orticoltura, cucina, manutenzione del verde, edilizia) e tirocini in aziende del territorio. Il comodato prevede che gli spazi siano destinati al recupero e reinserimento sociale, all’accoglienza di minori e all’inserimento lavorativo. La struttura non è aperta al pubblico come sito storico-culturale, ma la sua trasformazione in presidio di solidarietà rappresenta una delle più significative riconversioni sociali dell’intero Campo Trincerato.
Galleria fotografica
Bibliografia e fonti
- Zanlorenzi, Claudio (a cura di), I forti di Mestre. Storia di un campo trincerato, Cierre, Verona 1997.
- Wikipedia, voce Forte Rossarol.
- Wikipedia, voce Cesare Rosaroll-Scorza.
- Centro di Solidarietà Don Milani, cogesdonmilani.it.
- Comune di Venezia, «Il campo trincerato di Mestre», live.comune.venezia.it, 2019.
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