Forte Pepe
Forte Pepe | Discovery Mestre Forte Pepe La punta nord-est del Campo Trincerato di Mestre Costruzione e contesto storico Forte Pepe sorge lungo la Strada Statale 14 della Venezia Giulia, a metà strada tra l’aeroporto Marco Polo e il Museo Archeologico Nazionale di Altino, nella località di Cà Noghera, municipalità di Favaro Veneto del comune di Venezia. Costruito tra il 1909 e il 1912 su schema Rocchi in calcestruzzo armato, rappresenta la punta nord-est più avanzata del Campo Trincerato di Mestre, il baluardo estremo del sistema difensivo verso Trieste e il Friuli. La posizione fu scelta con cura: il forte sorge su un basso terreno paludoso ai margini della Valle Pagliaga, nel punto in cui il fiume Zero confluisce nel fiume Dese, il quale descrive un’ansa a sud di Altino prima di raggiungere il canale dell’Osellino. Questa conformazione idrologica rendeva il sito naturalmente difendibile, con l’acqua a fare da ostacolo su più lati. La sua funzione strategica era il controllo della strada per Trieste, principale via di avanzata nemica da est. Come tutti i forti di seconda generazione, Forte Pepe si rivelò già obsoleto alla vigilia della prima guerra mondiale: le nuove artiglierie pesanti erano in grado di demolire le strutture in calcestruzzo prima che potessero aprire il fuoco. I cannoni furono smontati e inviati al fronte nel 1915; dopo la rotta di Caporetto il forte fu parzialmente riarmato su ordine del Capo di Stato Maggiore Diaz; come tutti i forti del Campo Trincerato, tuttavia, non fu mai teatro di combattimenti, poiché il fronte rimase sul Piave e le fortezze mestrine ebbero soltanto funzione di retrovia. Il nome: Guglielmo Pepe Il forte è intitolato al generale Guglielmo Pepe (Squillace, 1783 – Torino, 1855), patriota calabrese e figura centrale del Risorgimento italiano. Amnistiato nel 1848 da Ferdinando II e posto al comando dell’esercito inviato in Alta Italia, disobbedì all’ordine di rientro e raggiunse Venezia con duemila volontari al seguito. Daniele Manin lo nominò generale in capo delle forze di terra della Repubblica di San Marco. Pepe fu impegnato nella difesa di Forte Marghera e nella Sortita di Mestre del 27 ottobre 1848. Dopo la caduta di Venezia emigrò a Parigi e poi a Torino, dove morì nel 1855. Il suo nome fu dato anche a un esploratore leggero della Regia Marina, varato nel 1914 insieme ai gemelli Alessandro Poerio e Cesare Rossarol, gli stessi patrioti che danno il nome ad altri due forti del Campo Trincerato. Stato attuale Dopo la dismissione militare, Forte Pepe ha attraversato un lungo periodo di abbandono. Come quasi tutti i forti del Campo Trincerato di Mestre, con la sola eccezione di Forte Cosenz, è oggi di proprietà del Comune di Venezia, che lo ha acquisito nell’ambito del federalismo demaniale culturale. La struttura non è accessibile al pubblico. L’associazione «Gli Amici della Poiana Cultura e Arte di Cà Noghera» monitora il sito e ne promuove la conoscenza sul territorio. Il forte rimane una delle testimonianze più suggestive e meno conosciute del sistema difensivo mestrino, immerso nella campagna tra l’aeroporto e i resti del paesaggio lagunare che caratterizzavano questa zona prima dell’urbanizzazione novecentesca. Galleria fotografica Forte Pepe, veduta esterna Bibliografia e fonti Zanlorenzi, Claudio (a cura di), I forti di Mestre. Storia di un campo trincerato, Cierre, Verona 1997. Wikipedia, voce Forte Pepe. Wikipedia, voce Guglielmo Pepe. Comune di Venezia, «Il campo trincerato di Mestre», live.comune.venezia.it, 2019. Discovery Mestre, Guglielmo Pepe. Fai conoscere Discovery Mestre Se questo articolo ti è piaciuto, condividilo con chi ama la storia del territorio. ✓ Link copiato negli appunti! × Segui i nostri social: Sostieni Discovery Mestre © Alessandro Bon (ideatore di Discovery Mestre). Tutti i diritti riservati.
Forte Bazzera
Forte Bazzera | Discovery Mestre Forte Bazzera L’unica polveriera del Campo Trincerato giunta ai nostri giorni Una polveriera, non un forte Forte Bazzera è impropriamente chiamato «forte»: si tratta in realtà dell’unica polveriera del Campo Trincerato di Mestre della seconda generazione giunta ai nostri giorni. Sorge nei pressi della località di Tessera, nella municipalità di Favaro Veneto del comune di Venezia, a poca distanza dall’aeroporto Marco Polo e da Forte Rossarol. Completata nel 1910, è incastonata tra i canali Bazzera e Osellino-Marzenego in un’isoletta rettangolare interamente circondata da un fossato artificiale, raggiungibile solo attraverso un ponte. La sua costruzione rispondeva a una precisa esigenza tattica emersa già nell’Ottocento: l’esperienza dei vecchi forti, come Forte Gazzera, dove le polveriere erano collocate ai lati della struttura e soffrivano dell’umidità del fossato, aveva dimostrato che i depositi di munizioni dovevano essere separati dai forti armati. Il disastro di Vigna Pia del 19 giugno 1891 accelò questa scelta: da allora le nuove concezioni militari prevedevano l’allontanamento dei depositi di esplosivi dalle strutture armate. Struttura e funzione militare La polveriera è costituita da due imponenti blocchi in cemento armato, difesi da un terrapieno e completamente circondati dall’acqua. I muri esterni hanno uno spessore di almeno 1,60 metri; le coperture in cemento armato sono spesse 2,50 metri. Ciascun blocco è diviso internamente in due cameroni con soffitto a volta, dotati di porta d’accesso unica e fori per il ricambio d’aria. I due edifici sono separati da argini in terra di uguale altezza, a funzione protettiva: in caso di esplosione accidentale gli argini avrebbero limitato i danni alle strutture vicine. Sul fronte della terraferma un ulteriore argine fungeva da barriera difensiva. Sul lato sud e sul lato nord sorgevano rispettivamente una caserma e un posto di guardia. Gli unici accessi alle polveriere erano due porte poste sui corridoi laterali; nel corridoio sul fronte di gola tre finestre garantivano la circolazione dell’aria. La polveriera era al servizio dell’intero Campo Trincerato, fornendo munizioni ai forti corazzati della seconda generazione, Cosenz, Rossarol, Pepe e gli altri, che per ragioni di sicurezza non conservavano grandi scorte di esplosivi al proprio interno. La sua posizione presso la gronda lagunare la collocava al centro del sistema logistico del fronte orientale del Campo Trincerato. Dal degrado alla valorizzazione Dopo la dismissione militare la struttura subì un lungo periodo di abbandono, durante il quale fu utilizzata come discarica abusiva. All’inizio degli anni Novanta del Novecento il Comitato Culturale Ricreativo di Tessera, nell’ambito del Coordinamento per il Recupero del Campo Trincerato di Mestre, avviò le prime operazioni di pulizia e recupero con il contributo dei campi di lavoro del Servizio Civile Internazionale. La caserma del posto di guardia all’ingresso fu risistemata e adibita a luogo d’incontro. L’area è oggi aperta al pubblico e ospita manifestazioni teatrali, musicali, fiere e mercatini. Il parco circostante costituisce un’oasi naturale tra i canali, a poca distanza dall’aeroporto Marco Polo. Per informazioni sugli eventi e le prenotazioni: fortebazzera.it. Galleria fotografica Forte Bazzera, veduta esterna Bibliografia e fonti Zanlorenzi, Claudio (a cura di), I forti di Mestre. Storia di un campo trincerato, Cierre, Verona 1997. Scroccaro, Mauro, Dalle torri ai forti: itinerari tra le strutture difensive dell’Alto Adriatico, La Tipografica, Campoformido 2014. Wikipedia, voce Forte Bazzera. Sito ufficiale: fortebazzera.it. Comune di Venezia, «Il campo trincerato di Mestre», live.comune.venezia.it, 2019. Fai conoscere Discovery Mestre Se questo articolo ti è piaciuto, condividilo con chi ama la storia del territorio. ✓ Link copiato negli appunti! × Segui i nostri social: Sostieni Discovery Mestre © Alessandro Bon (ideatore di Discovery Mestre). Tutti i diritti riservati.
Forte Rossarol
Forte Rossarol | Discovery Mestre Forte Rossarol La batteria corazzata più innovativa del Campo Trincerato Costruzione e contesto storico Forte Rossarol sorge in via Pezzana, nei pressi della località di Tessera, nella municipalità di Favaro Veneto del comune di Venezia, a poca distanza da Forte Cosenz, dalla polveriera Bazzera e dall’aeroporto Marco Polo. Completato nel 1907, è una delle batterie corazzate della seconda generazione del Campo Trincerato di Mestre, nate per colmare i vuoti lasciati dalla prima cintura difensiva, i forti Carpenedo, Gazzera e Tron, ormai obsolete rispetto all’evoluzione dell’artiglieria. In origine Forte Rossarol era stato concepito come il più importante del Campo Trincerato, data la sua posizione strategica sul fronte est, a controllo delle vie di accesso alla laguna da Trieste e dal Friuli. La struttura fu completata nel 1907, prima degli altri forti della seconda generazione, e si distingue da tutti per una soluzione architettonica unica nel sistema difensivo mestrino. Il nome: Cesare Rosaroll Come gli altri forti della seconda generazione, Rossarol prese il nome da un patriota caduto nella difesa di Venezia durante la prima guerra d’indipendenza. Cesare Rosaroll-Scorza (Roma, 1809 – Venezia, 27 giugno 1849) era figlio del generale napoletano Giuseppe Rosaroll, esiliato per aver partecipato alla rivolta costituzionale di Napoli del 1820. Cavalleggero dell’esercito borbonico, raggiunse Venezia durante i moti del 1848 per combattere a fianco della Repubblica di San Marco. Mostrò tale valore in combattimento che fu soprannominato «l’Argante della Laguna». Cadde in battaglia il 27 giugno 1849, durante la resistenza agli austriaci, circa due mesi prima della resa finale di Venezia. Il suo nome fu dato anche a un esploratore leggero della Regia Marina, varato nel 1914, che affondò urtando una mina il 16 novembre 1918, a guerra ormai conclusa, al largo dell’Istria. Architettura e armamento Forte Rossarol presenta una struttura unica e notevolmente diversa da tutte le altre batterie corazzate del Campo Trincerato. Mentre i forti coevi, come Cosenz, Mezzacapo e Sirtori, si sviluppano su un unico piano interrato con cupole a scomparsa, Forte Rossarol fu costruito in cemento armato su due piani fuori terra, con un’altezza superiore ai nove metri. L’elemento più caratteristico sono le quattro postazioni per mitragliatrici a scomparsa che spuntavano in mezzo al terrapieno frontale, collegate all’edificio principale tramite gallerie sotterranee lunghe 14 metri, scavate alla profondità di due metri. Questa soluzione, pensata per proteggere i serventi durante i bombardamenti e consentire un fuoco ravvicinato contro la fanteria assalitrice, rendeva Forte Rossarol il fortilizio tecnologicamente più avanzato dell’intero sistema difensivo mestrino. Da fortezza a polveriera Come tutte le batterie corazzate del Campo Trincerato, Forte Rossarol non entrò mai in combattimento diretto. Alla vigilia della prima guerra mondiale le sue innovazioni tecniche erano già superate dai nuovi calibri delle artiglierie pesanti. I cannoni furono smontati e inviati al fronte; il forte fu impiegato per compiti di retrovia. Dopo la rotta di Caporetto nell’autunno del 1917, quando l’esercito austro-ungarico si avvicinò pericolosamente a Venezia, il forte venne riarmato su ordine del Capo di Stato Maggiore Diaz, ma non fu mai coinvolto in combattimenti. Nel dopoguerra la struttura continuò a svolgere funzioni di deposito fino alla dismissione militare. Il Centro di Solidarietà Don Milani Dismesso dall’Esercito italiano, Forte Rossarol fu acquisito dal Comune di Venezia e concesso nel 2013 in comodato trentennale al Centro di Solidarietà Don Lorenzo Milani, fondato nel 1985 da don Franco De Pieri. L’area, che si estende in un’ampia zona verde tra Tessera e Favaro Veneto, ospita oggi un polo sociale polivalente: comunità terapeutiche per il recupero da dipendenze, comunità di accoglienza per minori stranieri non accompagnati e richiedenti asilo, laboratori di formazione professionale (orticoltura, cucina, manutenzione del verde, edilizia) e tirocini in aziende del territorio. Il comodato prevede che gli spazi siano destinati al recupero e reinserimento sociale, all’accoglienza di minori e all’inserimento lavorativo. La struttura non è aperta al pubblico come sito storico-culturale, ma la sua trasformazione in presidio di solidarietà rappresenta una delle più significative riconversioni sociali dell’intero Campo Trincerato. Galleria fotografica Forte Rossarol, veduta esterna Bibliografia e fonti Zanlorenzi, Claudio (a cura di), I forti di Mestre. Storia di un campo trincerato, Cierre, Verona 1997. Wikipedia, voce Forte Rossarol. Wikipedia, voce Cesare Rosaroll-Scorza. Centro di Solidarietà Don Milani, cogesdonmilani.it. Comune di Venezia, «Il campo trincerato di Mestre», live.comune.venezia.it, 2019. Fai conoscere Discovery Mestre Se questo articolo ti è piaciuto, condividilo con chi ama la storia del territorio. ✓ Link copiato negli appunti! × Segui i nostri social: Sostieni Discovery Mestre © Alessandro Bon (ideatore di Discovery Mestre). Tutti i diritti riservati.