Forte Poerio
Mestre Archeologica
Tracce di identità dal sottosuolo
19 siti censiti
Dal Castello medievale ai resti romani e alle tracce dell’Età del Bronzo.
3500 anni di storia
Reperti dall’Età del Bronzo fino all’epoca moderna, stratificati nel sottosuolo mestrino.
Progetto istituzionale
Promosso dal Comune di Venezia con la direzione scientifica della Soprintendenza per i Beni Archeologici del Veneto.
Il progetto «Mestre Archeologica. Tracce di identità dal sottosuolo»
Il progetto «Mestre Archeologica. Tracce di identità dal sottosuolo» è stato un’iniziativa istituzionale di alto profilo scientifico e sociale, promossa dal Comune di Venezia con il sostegno della Regione Veneto e la direzione scientifica della Soprintendenza per i Beni Archeologici del Veneto.
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Metodologia: Archeologia Urbana e d’Emergenza
Il recupero della memoria storica di Mestre si è basato sulla archeologia urbana, disciplina che indaga le sequenze stratigrafiche degli insediamenti umani – dalle fasi più recenti fino alle frequentazioni più antiche – senza gerarchie di valore tra i diversi periodi.
A Mestre questa ricerca ha assunto spesso il carattere di archeologia d’emergenza: gli scavi si sono resi necessari in occasione di lavori di ristrutturazione o nuove costruzioni che rischiavano di distruggere il deposito archeologico sottostante. Gli interventi sistematici sono iniziati nel 1992. Gran parte delle strutture murarie individuate è stata documentata e poi ricoperta per garantirne la conservazione in situ.
Evoluzione storica e difensiva della città
La storia difensiva di Mestre si è articolata intorno a due nuclei principali. Il Castelvecchio, risalente all’XI secolo e fondato dal vescovo-conte di Treviso, ha rappresentato il nucleo originario della città, situato nell’area precedentemente occupata dall’ex Ospedale Umberto I (oggi Via Castelvecchio). Successivamente, nel corso del Trecento, la dominazione veneziana ha promosso la costruzione di una nuova e imponente fortificazione denominata Castelnuovo, dotata di una cinta muraria con 17 torri e tre porte d’accesso. Oggi gran parte di queste strutture è scomparsa in superficie, ma le indagini archeologiche hanno permesso di ricostruire con precisione il perimetro, le tecniche costruttive (fondazioni e rivestimenti in pietra d’Istria, alzati in mattoni con archi di contrafforte interni) e le successive trasformazioni.
L’architettura difensiva di Mestre
L’edificio più significativo del passato medievale di Mestre è stato senz’altro la Torre dell’Orologio, corrispondente all’antica Porta di Borgo (o Porta della Loza), l’unica delle tre porte-torri ancora visibile nella sua interezza.
Nel XIII secolo fungeva da accesso principale al borgo con due portali gotici. Verso la fine del XIV secolo, dopo un intervento di rafforzamento, gli archi originari sono stati murati e si è aperto un nuovo ingresso laterale verso il borgo di San Lorenzo. La struttura è realizzata in mattoni e pietra d’Istria, con merlature e un fossato perimetrale.
Il sistema di accesso al Castelnuovo era garantito da tre porte-torri monumentali:
- Porta-Torre Belfredo (detta anche Torre dell’Arca o del Terraglio), a ovest lungo la via per Treviso. Svolgeva funzioni difensive e fiscali (dazio). Già dal 1723 divenne abitazione privata e fu demolita nel 1876. Oggi restano un disegno delle fondazioni sulla pavimentazione di Via Torre Belfredo, un torresino (oggi abitazione) e tratti di mura nei vicini Giardini di Torre Belfredo.
- Porta Altinate (o Porta dei Molini), sul lato est in Via Caneve. Ha conservato solide fondazioni in blocchi squadrati di pietra d’Istria e tracce del «Pontelongo», il ponte in mattoni, pietra e pali lignei che superava il fossato largo circa 20 metri.
- Porta di Borgo (o Porta della Loza), identificata con l’attuale Torre dell’Orologio, che rappresentava l’accesso meridionale.
Oltre alle porte principali, il sistema includeva numerose torri minori. Tra queste:
- La Torre Moza (o Rocha) in Via Spalti, torre angolare a pianta poligonale, oggi incorporata in un edificio civile ma ancora riconoscibile per la base in pietra d’Istria con cornice arrotondata.
- Tratti di cinta muraria del XIV secolo e una piccola torre in Via San Rocco.
- Un torresino a pianta trilatera emerso in area ex Parco Ponci, con un particolare tavolato ligneo di fondazione ad assi incrociate per stabilizzare i terreni umidi e paludosi.
La vita quotidiana nella Mestre medievale
Gli scavi archeologici hanno restituito un quadro vivido della società medievale mestrina. In Piazza Ferretto, cuore dell’antico borgo di San Lorenzo, sono emerse strutture abitative in mattoni con pavimenti in terra battuta, cortili interni con pozzi privati e affacci su canali oggi interrati.
I reperti (ceramiche da mensa e da cucina, vetri, oggetti domestici e soprattutto scorie di ferro) hanno testimoniato la compresenza di attività metallurgiche artigianali e vita domestica. Tra XIII e XIV secolo questo settore del borgo era densamente abitato e caratterizzato da una piccola economia produttiva locale.
Un’importante testimonianza del contesto sociale proviene dall’area della Chiesa di San Lorenzo, dove sono state individuate 32 sepolture in fossa comune, prive di corredi. Lo studio antropologico ha evidenziato individui di entrambi i sessi e di varie età, prevalentemente dediti a lavori fisici gravosi, con evidenti marker di stress occupazionale e probabili legami di parentela. Sono state inoltre documentate murature di delimitazione della proprietà ecclesiastica e canalette fognarie ottocentesche.
Un’altra area cimiteriale con 22 inumazioni è stata individuata in Via San Girolamo, in prossimità delle fondazioni di un torresino difensivo.
Morfologia urbana e vita quotidiana
In Via Palazzo gli scavi hanno rivelato una straordinaria sequenza stratigrafica: dai livelli contemporanei e ottocenteschi (compresa la traccia del primo tram) si scende attraverso pavimentazioni medievali in frammenti di mattoni e argilla, fino a un antico canale con sponde rinforzate da pali lignei e intrecci di rami – una tecnica tipica degli ambienti umidi.
In Piazzetta Maestri del Lavoro sono emersi resti di fabbricati rurali post-medievali con pavimentazioni in mattoni a spina di pesce, muretti di delimitazione delle proprietà e aree esterne in terra battuta destinate alla coltivazione di cereali, legumi e alberi da frutto.
Idrografia e infrastrutture: il Marzenego e i porti
Il rapporto tra Mestre e le risorse idriche è emerso chiaramente dagli scavi. In Via Pescheria Vecchia sono stati identificati muretti di contenimento e un piccolo approdo medievale vicino alla dogana (probabilmente il porticciolo dei Collalto). Un altro punto di attracco era situato vicino alla chiesa di San Lorenzo, sul ramo sud del fiume (Ramo delle Muneghe).
In viale Garibaldi è stato individuato l’antico fossato del castello, che correva all’esterno di un terrapieno dotato di quattro torri. In epoca ottocentesca, il tracciato di questo fossato venne riutilizzato per ospitare una grande condotta fognaria in mattoni.
Preistoria e Epoca Romana
Le indagini hanno ampliato notevolmente la cronologia della città, spingendosi ben oltre il Medioevo.
- Età del Bronzo (circa 3500 anni fa): in Via Olivolo è emerso uno dei più importanti insediamenti dell’area veneziana, con strutture abitative, settori per la lavorazione della ceramica, fosse d’estrazione dell’argilla e canalette di drenaggio collegate a un ramo del Marzenego. Reperti analoghi sono stati trovati in Via Manin.
- Epoca romana: in Via Tassini, a circa tre metri di profondità, è stato individuato un edificio rurale del I secolo a.C. – I secolo d.C., probabilmente parte di una villa rustica. Tra i materiali: mattoni, coppi, ceramica comune, resti di anfora e altri elementi edilizi. L’edificio sembra essere stato distrutto da un evento alluvionale del Marzenego.
L’epoca moderna: declino delle fortificazioni e riconversioni
Tra la fine del XV secolo e l’epoca moderna il sistema difensivo di Mestre subì un progressivo declino. Con il mutare degli equilibri politici e il disinteresse della Repubblica di Venezia per le fortificazioni di terraferma, torri e mura persero la loro funzione militare. Molte strutture furono riconvertite in abitazioni private già dalla fine del Quattrocento.
In Via San Pio X, resti delle fondazioni del circuito difensivo sud-orientale furono integrati in una villa di campagna che nel 1740 divenne proprietà dei nobili Giustinian, prima di essere demolita nel Novecento per costruire una scuola. La Villa Zen ai Quattro Cantoni, edificata nel Seicento con quattro torri angolari, fu trasformata in osteria e locanda nella metà del XVIII secolo e abbattuta agli inizi dell’Ottocento.
Bibliografia
Mestre Archeologica. Tracce di identità dal sottosuolo
- Redazione: V. Ardizzon, L. Baracco, C. Colautti ed E. Cunico.
- Consulenza archeologica: V. Ardizzon, I. Bettinardi, E. Bianchin Citton, F. Bressan, C. Colautti, T. Marinig e C. Pizzinato.
- Adattamento dei testi, immagini e disegni: V. Ardizzon, C. Colautti, E. Micco ed E. Cunico.
- Progetto grafico: N. Feriotti ed E. Cunico.
I siti archeologici di Mestre
Castello di Mestre
Torre dell’Orologio
Uno dei pochi resti visibili del Castelnuovo, l’unica delle tre porte-torri ancora integra.
Area Torre di Ca’ Musto
Tratti visibili della cinta muraria con fondazioni in pietra d’Istria e archi di contrafforte.
Torresino trilatero
Torresino a pianta trilatera con tavolato ligneo di fondazione ad assi incrociate.
Fondamenta di Torre Belfredo
Fondazioni della Porta-Torre Belfredo, struttura quadrangolare demolita nel 1876.
Torre Moza
Torre angolare poligonale con rivestimento in pietra d’Istria, oggi incorporata in un edificio civile.
Resti del Ponte lungo o dei Molini
Resti della Porta Altinate e del Pontelongo, ponte in mattoni e legno sul fossato.
Ponte del Castelvecchio
Uno dei resti più antichi del primo castello, memoria dell’insediamento militare dell’XI secolo.
Fossato del castello
Antico fossato del castello, riutilizzato in epoca ottocentesca per una condotta fognaria in mattoni.
Mura del castello
Fondazioni del circuito difensivo sud-orientale, parzialmente inglobate nella Villa Giustinian nel XVI secolo.
Reperti Medievali
Ca’ Zen
Area della Villa Zen del Seicento, con quattro torri angolari, trasformata in osteria e demolita.
Piazza Ferretto – Borgo di San Lorenzo
Borgo medievale (XIII-XIV sec.) con case in mattoni, pozzi e scorie di ferro da attività metallurgiche.
Strada Stratificata
Sequenza stratigrafica con piani stradali sovrapposti, fino a un antico canale con sponde in rami intrecciati.
Chiesa di San Lorenzo
32 sepolture in fossa comune; i defunti mostrano evidenti segni di lavori fisici gravosi.
Chiesa di San Girolamo
Area cimiteriale con 22 sepolture, in prossimità delle fondazioni di un torresino difensivo.
Insediamento Medievale
Fabbricati rurali post-medievali con pavimentazioni a spina di pesce e aree coltivate.
Antico porticciolo
Antichi approdi sul fiume Marzenego, in prossimità dell’area della Dogana medievale.
Età precristiana
Insediamento Età del Bronzo
Vasto insediamento dell’Età del Bronzo con strutture abitative, ceramica e cave d’argilla.
Paleoalveo del Marzenego
Paleoalveo con sbarramenti in palizzata lignea e reperti di 3500 anni fa lungo le sponde.
Epoca Romana
Edificio di Epoca Romana
Edificio rurale del I sec. a.C. – I sec. d.C., parte di una villa rustica distrutta da un’alluvione del Marzenego.