Alessandro Poerio
Alessandro Poerio
Il patriota e poeta ferito mortalmente a Mestre nel 1848
Alessandro Poerio (1802–1848)
Alessandro Poerio (Napoli, 27 agosto 1802 – Venezia, 3 novembre 1848) fu un patriota e poeta italiano del Risorgimento. La sua figura unisce attività letteraria, impegno civile e partecipazione diretta agli eventi politici dell'Ottocento italiano. Proveniente da una famiglia attiva nella vita politica del Regno delle Due Sicilie, era figlio del giurista Giuseppe Poerio e fratello di Carlo Poerio, futuro protagonista dei moti costituzionali. Ricevette la prima educazione da Domenico Simeone Oliva, poeta legato alla corte napoleonica e già precettore dei figli di Gioacchino Murat. La sua formazione classica e l'interesse per la filosofia morale contribuirono alla costruzione di una poetica sobria e meditativa. Nel 1820 partecipò ai moti costituzionali napoletani, combattendo a Rieti contro le truppe austriache. In seguito alla repressione, fu costretto all'esilio, durante il quale consolidò le sue convinzioni politiche e il contatto con la cultura europea. Rientrò a Napoli nel 1835 e riprese l'attività letteraria e intellettuale.
L'attività letteraria
Poerio è ricordato soprattutto per le liriche di ispirazione patriottica, pubblicate nel 1843 e successivamente, in edizione ampliata, nel 1852. La critica contemporanea accostò la sua produzione a quella di Niccolò Tommaseo e, per alcune affinità tematiche, a quella di Giacomo Leopardi.
La sua poesia si caratterizza per:
- l'idea della patria come valore morale;
- il richiamo al dovere civile;
- la presenza della sofferenza personale come mezzo di elevazione interiore;
- la natura come riflesso dello stato d'animo;
- un linguaggio misurato, coerente con la sua formazione classica.
Pur senza raggiungere la notorietà dei maggiori autori romantici, Poerio fu apprezzato dai contemporanei per la coerenza tra vita e opere.
La Sortita di Mestre
Allo scoppio dei moti del 1848, Poerio si recò a Venezia, dove la Repubblica di San Marco di Daniele Manin e Niccolò Tommaseo aveva proclamato l'indipendenza dall'Austria. Arruolatosi volontario, partecipò alla difesa della città. Il 27 ottobre 1848, durante la sortita di Forte Marghera, fu gravemente ferito presso Mestre da colpi d'arma da fuoco e schegge di mitraglia. Trasportato a Venezia, subì l'amputazione di una gamba, ma morì pochi giorni dopo, il 3 novembre. Per merito di guerra fu promosso da soldato semplice a capitano.
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