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Francesco Linghindal

Francesco Linghindal | Discovery Mestre

Francesco Linghindal

Primo deputato comunale di Mestre

Francesco Linghindal fu il primo deputato comunale di Mestre durante i moti rivoluzionari del 1848. Il 22 marzo di quell'anno, quando Daniele Manin proclamò la liberazione di Venezia e la nascita della Repubblica di San Marco con il celebre discorso tenuto sopra un tavolino di fronte al Caffè Florian, anche Mestre fu attraversata da entusiasmo e fermento.

Quel giorno Linghindal partì dalla località della Rosa, all'angolo con il Borgo delle Muneghe (oggi Via Poerio), dirigendosi in calesse verso la stazione ferroviaria insieme a Monsignor Giovanni Renier, arciprete di San Lorenzo, per raccogliere notizie certe su quanto stava accadendo a Venezia. Durante il tragitto incontrò il medico Dalla Giusta, proprietario della villa in Via Torre Belfredo ancora esistente, che sventolava una bandiera e gridava «Viva la Repubblica!». Giunti alla stazione, trovarono gli operai dell'officina dell'ingegnere Angelo Milesi in festa.

Sin dalle prime ore degli avvenimenti, Linghindal invitò i concittadini alla prudenza, temendo possibili rappresaglie austriache. Il 23 marzo 1848 scrisse una lettera all'arciprete Renier chiedendogli di rivolgersi alla popolazione per calmare gli animi e mantenere l'ordine pubblico.

Le cronache dell'epoca riportano che non fu mai pienamente favorevole al nuovo regime. Quando si costituì la Guardia Cittadina, sostenne che dovesse rimanere sotto il controllo del Municipio. E durante gli scontri a Forte Marghera, quando il farmacista Reali chiese rifornimenti, avrebbe risposto che i combattenti erano «ribelli» e che si sarebbe dovuto arrestare l'ingegnere Collalto e quanti «avevano rivoluzionato e compromesso il paese, esponendo così la vita di coloro che li seguirono alla presa del forte».

Queste posizioni gli attirarono ostilità: un gruppo di cittadini lo accusò di essere «avverso al novo ordine di cose» e filoaustriaco, denunciandolo alla Guardia Veneta. Il clima di tensione portò all'intervento del generale Giuseppe Giuriati, nominato per riformare l'amministrazione veneziana. Il notaio insediato decretò la caduta della deputazione comunale, costringendo Linghindal a dimettersi dalla carica di primo deputato.

Oltre al ruolo politico, Linghindal fu noto per la lunga attività all'interno della Pia Casa di Ricovero di Vecchi e Orfani derelitti, oggi Antica Scuola dei Battuti di Mestre: ne fu amministratore dal 1828 al 1853, coprendo due mandati e diventando uno dei dirigenti più longevi dell'istituto.

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