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Le mura di Mestre ciò che c’era e che c’è ancora

Castello di Mestre | Discovery Mestre

Castello di Mestre

I resti e le tracce del castello medievale

Il Castello di Mestre: le tracce nascoste di una fortezza scomparsa

Passeggiando oggi in Piazza Ferretto, è facile pensare che dell'antico Castello di Mestre sia rimasta soltanto la Torre dell'Orologio, isolata e silenziosa testimone del passato. Ma è davvero così? Possibile che una delle principali strutture difensive della terraferma veneziana sia svanita quasi completamente?

In realtà, il Castello di Mestre non è scomparso: si è trasformato. Le sue mura, i torrioni, le porte d'accesso e le strutture difensive sono stati in parte demoliti, in parte inglobati negli edifici successivi, in parte nascosti sotto l'attuale tessuto urbano. Ciò che oggi appare come una città moderna conserva, tra le pieghe delle sue strade e dei suoi palazzi, le tracce di una fortificazione che per secoli ha protetto e definito l'identità di Mestre.

Oltre alla torre visibile in centro, esistono altri resti murari, segmenti di cinta ancora riconoscibili, strutture che raccontano la forma originaria del castello e la sua estensione. Alcuni si trovano in aree meno frequentate, altri sono sotto gli occhi di tutti ma spesso non vengono riconosciuti come parti dell'antica fortezza.

Dove si trovano esattamente questi resti? Esiste un secondo torrione? Com'era organizzato il sistema difensivo? Attraverso una mappa dedicata e un percorso guidato, è possibile ricostruire idealmente il perimetro del Castello di Mestre e riscoprire un capitolo fondamentale della storia cittadina.

Un invito a guardare Mestre con occhi diversi: non solo come città contemporanea, ma come luogo stratificato, dove il Medioevo continua a dialogare con il presente.

Sei pronto a partire per l'esplorazione di una città medievale?

Scorri in basso e trova le mura del castello ancora presenti a Mestre. Abbiamo realizzato una mappa interattiva per guidarti in questa esplorazione e una breve storia per raccontarti il Castello di Mestre.

Mappa interattiva – Castello di Mestre

I luoghi del Castello di Mestre

La Torre dell'Orologio di Mestre

La Torre dell'Orologio è la principale torre del Castelnuovo ancora rimasta in piedi. Eretta nel 1108, ha subito varie trasformazioni, da casa-fortezza della famiglia Collalto a Torre del Castelnuovo. Il castello che a partire dal XIII secolo difenderà il Borgo di Mestre, area che corrisponde oggi circa a Via Palazzo, Via Torre Belfredo, Via Caneve.

Nel plastico del professor Papaccio possiamo vedere come appariva la torre quando dal 1384 fu inglobata nel "fortilicio" voluto dalla Serenissima.

Approfondimento: la Torre di Mestre.

La Torre dell'Orologio di Mestre
La Torre dell'Orologio di Mestre
La Torre Loza modellino del Prof. Giovanni Papaccio presso la VEZ
La Torre Loza, o Torre della Loggia, oggi conosciuta come Torre dell'Orologio, modellino del Prof. Giovanni Papaccio presso la VEZ

Il giardino di Via Torre Belfredo

Nel giardino di Via Torre Belfredo si trovano una porzione delle mura del Castelnuovo e una torricella abitata. Questo è il più importante tratto delle mura rimasto in piedi a Mestre. Attiguo al parchetto vi era la Torre Belfredo, abbattuta nel 1876. Per ricordarne la posizione sono state collocate delle mattonelle sui marciapiedi della via omonima. Le mura sono visibili anche da Via Giordano Bruno. Per un certo periodo questo edificio ospitò il Teatro della Murata.

Torresino e Mura di Via Torre Belfredo
Torresino e Mura di Via Torre Belfredo
Un particolare delle mura antiche nel parco di Via Torre Belfredo (Anna Motterle)
Un particolare delle mura antiche nel parco di Via Torre Belfredo (Anna Motterle)
Torresino di Via Torre Belfredo (Anna Motterle)
Torresino di Via Torre Belfredo (Anna Motterle)

La Torre Moza di Via Spalti

Del Castelnuovo ci parla il Fapanni nel suo volume denominato "Il 24°". In questo volume il Fapanni rammenta che la Torre Belfredo deve il proprio nome a una macchina da guerra "conformata a Guisa di torre". Egli ricorda che questa divenne un'abitazione a partire dal 1723 e che il suo primo abitante fu il N.U. Filippo Crotta. Molte parti del castello mutarono la loro destinazione d'uso ad abitazione privata, e due lo sono tutt'oggi.

La datazione della sua realizzazione è fissabile, per il Fapanni, attorno all'anno 1000, quindi era coetanea con la Torre dell'Orologio; questo lo dedusse dalla presenza di una M sulla porta della Torre rivolta verso il Terraglio, in numeri romani corrispondente all'anno 1000. Questa pietra fu poi collocata sul muro della casa N° 41/a sita nella stessa Via di Mestre, una volta demolita la Torre.

Proseguendo da Via Torre Belfredo verso Via Spalti si incontra la Torre Moza, un torrione — unico di questo genere a Mestre — tutt'oggi abitato, sito più a nord lungo la parete del Castelnuovo. Lungo Via Spalti scorreva il fossato posto a difesa del castello. Attigue al torrione si possono vedere alcuni resti di mura. Nell'immagine accanto alla foto della Torre Moza troviamo la sua rappresentazione secondo la ricostruzione del Prof. Papaccio.

La Torre Mozza (Anna Motterle)
La Torre Mozza (Anna Motterle)
Una parte delle mura del castello ancora in piedi collegata alla Torre Mozza (Anna Motterle)
Una parte delle mura del castello ancora in piedi collegata alla Torre Mozza (Anna Motterle)
La Torre Moza, modellino del Prof. Giovanni Papaccio presso la VEZ
La Torre Moza, modellino del Prof. Giovanni Papaccio presso la VEZ

Il ponte sul fossato e la Porta Altinate

In Via Caneve, all'incrocio con Via Slongo, si trovano oggi le tracce dell'antico Ponte dei Mulini — conosciuto anche come Ponte Longo o Pontelongo — una struttura medievale che faceva parte del sistema difensivo della Mestre antica. Il ponte permetteva di superare il fossato che circondava il Castello di Mestre (Castelnuovo) ed era collocato in prossimità della Porta Altinate, una delle principali porte d'accesso al complesso fortificato. Pochi metri più avanti lungo Via Caneve furono individuati anche i resti della Porta Altinate, o dei Molini, ma sul luogo non è stato lasciato alcun segno che ne indichi con precisione la posizione.

Anche di questa area — comprendente il ponte, la porta e la loro relazione con il fossato medievale — esiste una rappresentazione dettagliata secondo la ricostruzione del Prof. Papaccio, che permette di visualizzare in modo chiaro l'assetto originario del luogo all'epoca del Castello di Mestre.

Resti della Torre Altinate, o dei Molini
Resti della Torre Altinate, o dei Molini
La Porta Molino o Altinate con Via Caneve, modellino del Prof. Giovanni Papaccio presso la VEZ
La Porta Molino o Altinate con Via Caneve, modellino del Prof. Giovanni Papaccio presso la VEZ

Le fondamenta del torresino del Parco Ponci

All'interno del parcheggio di Parco Ponci si possono vedere le fondamenta di una torricella. La torricella presenta mura solo su tre lati, perché questo genere di torrette erano aperte all'interno.

La torricella si trova alle spalle della Chiesa di San Girolamo, l'unica chiesa presente all'interno delle mura del castello, come si vede nel modellino del Prof. Papaccio. Al di là di queste mura vi era un'area definita "giardino" in passato, che diventerà il parco personale del Ponci.

Le fondamenta di un torresino nel parcheggio di Parco Ponci
Le fondamenta di un torresino nel parcheggio di Parco Ponci
Il torresino le cui fondamenta si trovano nel Parco Ponci, modellino del Prof. Giovanni Papaccio presso la VEZ
Il torresino le cui fondamenta si trovano nel Parco Ponci, modellino del Prof. Giovanni Papaccio presso la VEZ

Le mura che testimoniano dove si trovava la Torre di Ca' da Mosto

Le mura, o forse poche pietre, site all'interno del giardino della CaRiVe sono menzionate anche dal Fapanni nel libro Il 24°, che le descrive lunghe circa 9 metri, alte 5 e larghe 2. Non è rimasto intatto neppure questo piccolo pezzo di muro nel centro cittadino, sito fra Via San Rocco e Via Manin, non lontano dalla Torre di Ca' da Mosto.

La citazione del Fapanni: «Un rimasuglio di una torre si trova ancora in piedi, entro il cortile dello stallo della Cuccagna, dinnanzi i portici dei San Rocco. È ridotta all'altezza delle case circostanti, con fondamenta di rozzi macigni sporgenti dal suolo e con due brevi tratti di muraglia, ambedue di lati. Per vederla di dentro conviene entrare per altro ingresso. Vi scorre sotto un rivolo di poca acqua, poco dopo l'accennato anno, 1883, scomparve e vi eresse un nuovo muro.»

Mura del Castelnuovo vicino alla CaRiVe
Mura del Castelnuovo vicino alla CaRiVe
Mura del Castelnuovo vicino alla CaRiVe
Mura del Castelnuovo vicino alla CaRiVe
Il tratto di mura a cui appartenevano i resti della CaRiVe, modellino del Prof. Giovanni Papaccio presso la VEZ
Il tratto di mura a cui appartenevano i resti della CaRiVe, modellino del Prof. Giovanni Papaccio presso la VEZ

Il Ponte del Castelvecchio: l'ultimo pezzo del Castelvecchio

Il Ponte del Castelvecchio è l'unico elemento ancora visibile del più antico dei due castelli di Mestre — più una piccola fortificazione che un castello, per alcuni studiosi. Lo si può vedere dal parchetto di Via Einaudi. Aiutava coloro che volevano accedere a quell'area ad attraversare il Ramo della Beccaria del Marzenego. Dopo il Castelvecchio qui sorse la chiesa-priorato di San Giacomo e poi l'Umberto I. Quanto avrebbe da raccontare questo ponte.

Il Ponte del Castelvecchio oggi
Il Ponte del Castelvecchio oggi
Il Ponte del Castelvecchio a inizio Novecento
Il Ponte del Castelvecchio a inizio Novecento

Bibliografia

  • Fapanni, Francesco Scipione. Mestre – Il 24°, Centro Studi Storici di Mestre.
  • Barizza, Sergio. Storia di Mestre. La prima età della città contemporanea, Il Poligrafo.

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2 commenti

  • Adriano Castori

    Grazie a tutti voi che avete reso possibile la conoscenza della nostra Mestre. Spero che molti altri si aggiungano a questa bellissima iniziativa voluta, non da nostalgici ma da persone che amano la storia e rendono possibile quello che tutti noi dovremmo avere e conoscere dove viviamo.

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