Villa Kekerle, Caffi (Carpenedo)
Villa Kekerle Caffi
Storia
Villa Kekerle Caffi è situata lungo Via Trezzo, tra Villa Malvolti e Villa Marini Missana, sul lato opposto della strada. Con queste ville condivide parte della propria storia, poiché probabilmente fu realizzata per la famiglia Kekerle. Il console Kekerle, grande collezionista di mappe e carte topografiche, visse tra il 1789 e il 1791 in Villa Malvolti.
Secondo Elena Bassi, i Kekerle dovevano possedere un importante appezzamento di terreni in quest'area, compreso tra Villa Malvolti e Villa Kekerle Caffi, e forse per questo motivo entrarono in possesso di entrambe le ville.
La villa fu in seguito acquistata dai Marini-Missana Matter, dopo che vi soggiornò il magistrato e giurista Francesco Caffi. Il Caffi fu uno dei più grandi esponenti della musicologia, uomo di grande cultura che lasciò in eredità alle future generazioni importanti studi sulla musica sacra e sulla giurisprudenza ai tempi di Napoleone.
Le famiglie proprietarie furono quindi: Kekerle, poi Porta, Caffi, Marini-Missana Matter e, attualmente, Ravaglia Montobbio. Vincolata dal 1962, è stata restaurata negli anni Settanta.
Francesco Caffi
Francesco Caffi nacque a Venezia il 14 giugno 1778 da una famiglia di giuristi e, dopo la laurea in legge, intraprese una lunga carriera nella magistratura veneziana, poi a Milano e infine a Rovigo come presidente di tribunale, fino al collocamento a riposo nel 1851. Parallelamente coltivò fin da ragazzo una profonda passione per la musica: studiò canto, cembalo, contrappunto e composizione con maestri quali Rauzzini, Mayr, Scatena e Gardi, compose in gioventù cantate, oratori, un melodramma e musica strumentale, ma rimase sempre un dilettante di altissimo livello.
Nel 1811 fu tra i fondatori dell'Istituto filarmonico di Venezia, una scuola pubblica di musica con sale da concerto che funzionò fino al 1816. La sua vera vocazione fu però la ricerca storica: raccolse per decenni documenti, partiture e testimonianze sulla tradizione musicale veneziana, dando vita a opere fondamentali per la musicologia italiana. Pubblicò nel 1854–1855 la monumentale Storia della musica sacra nella già Cappella Ducale di San Marco in Venezia dal 1318 al 1797, mentre la grande Storia della musica teatrale in Venezia durante la Repubblica rimase incompiuta e fu edita solo postuma nel 1955. A queste si aggiungono numerose biografie di Lotti, Marcello, Galuppi, Cavalli, Zarlino e altri maestri veneziani.
Durante i moti del 1848 sostenne con entusiasmo la Repubblica di San Marco, pronunciando un'allocuzione liberale in tribunale e componendo un'ode patriottica; al ritorno degli Austriaci nel 1849 pagò caro il suo impegno con l'esilio del figlio e la destituzione di un altro familiare. Ritiratosi definitivamente dagli uffici nel 1851, si stabilì tra Padova e Carpenedo, dove continuò a scrivere e a catalogare materiali fino agli ultimi giorni. Morì a Padova il 24 gennaio 1874, lasciando un'eredità che lo rende ancora oggi il padre della storiografia musicale veneziana.
Architettura
L'edificio padronale, di compatta volumetria a due piani con sopraelevazione centrale conclusa da tetto a spioventi, è serrato tra due basse ali di servizio (quella sinistra prolungata sul retro a formare una corte chiusa su due lati; quella destra dotata posteriormente di un portico coperto). L'intero complesso è circondato da un parco recintato da basso muro con cancellata in ferro e tre accessi.
Il fronte principale, rivolto a nord verso Via Trezzo, è scandito su tre assi verticali corrispondenti alla distribuzione tripartita interna con salone passante. L'asse centrale presenta: portale architravato con sopraluce a lunetta al piano terra, porta-finestra ad arco con ringhiera in ferro al piano nobile, finestra ad arco nell'abbaino; il tutto coronato da timpano trabeato triangolare. Le aperture laterali dell'asse centrale (ad arco ai primi due livelli) sono affiancate da monofore architravate in modo da configurare idealmente una trifora per piano. Sugli assi laterali si aprono due finestre architravate per piano, tutte profilate in pietra. Il prospetto è caratterizzato da alta fascia basamentale, sottili fasce marcapiano e cornice aggettante interrotta in corrispondenza dell'abbaino.
Galleria Fotografica
Bibliografia
- IRVV 00001928 (scheda VE 479).
- Bassi, Elena. Ville della provincia di Venezia, Rusconi, 1987.
- Francesco Caffi, in Dizionario Biografico degli Italiani, Treccani.
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