La fu Villa Morosini – Mocenigo (area Terraglio)
Villa Morosini – Mocenigo | Discovery Mestre Villa Morosini – Mocenigo Un progetto palladiano sul Terraglio mai terminato Storia Definita “la grandiosa fabbrica Morosini” dal Fapanni, Villa Morosini-Mocenigo fu una villa palladiana rimasta incompiuta e demolita alla fine del Settecento. La villa venne eretta di fronte Villa Franchin Scopinich, in località Marocco, poco distante dall’attuale villa Volpi. L’area su cui sorse nel XVI secolo apparteneva ai Foscari che la vendettero successivamente ai Mocenigo. Fu il senatore Leonardo Mocenigo, attorno al 1560-61, che commissionò ad Andrea Palladio il progetto per una villa da costruire su questi possedimenti. L’architetto realizzò un disegno piuttosto originale rispetto al tipico schema delle ville venete, che pubblicò poi nel secondo dei Quattro libri dell’architettura. Secondo la ricerca dello Stocchero e del Stevanato, la costruzione, iniziata come riporta una lapide nel 1562, fu alquanto travagliata e si discostò notevolmente dal progetto iniziale del Palladio che prevedeva, tra l’altro, un corpo centrale tripartito, caratterizzato nel mezzo da un doppio loggiato culminante con un timpano triangolare. Da una mappa del 1631 risultava costruita solo l’ala di sinistra che secondo Giovanni Battista Gallicioli «aveva sembianze piuttosto di fortezza che di casa». La fabbrica, infatti, si sviluppava su quattro piani, caratteristica tipica dei palazzi cittadini, ma ingiustificata per una villa di campagna dove lo spazio disponibile permetteva uno sviluppo più orizzontale. Per tale sua struttura veniva chiamata “il Palazzone”. Importante è ricordare anche la ricerca di Dario Zanverdiani, che ci permette di fare ulteriore chiarezza fra la storia della Villa Morosini posta più a monte del Terraglio e la Villa Mocenigo. Zanverdiani cita la presenza negli archivi di una mappa del 1590 redatta da Girolamo Gallo, “proto ed inzegniero” e Girolamo Righetto, si osserva una fabbrica con indicato il nome Mocenigo proprio di fronte a Villa Franchin la cui proprietà era con ogni probabilità di Andrea Mocenigo, figlio di Leonardo, ed era compresa fra Villa Sagredo e la proprietà delle monache di Sant’Andrea della Zirada. Secondo tale mappa la proprietà dei Mocenigo era attraversata da un percorso viario che conduceva ai lotti Sagredo. Il Zanverdiani cita la suddetta mappa del 1631, disegnata da Bertoldo Bertoli, aggiungendo che essa rivela la presenza di una Villa palladiana di quattro piani e di volumetria compatta e con la scritta “del Ill. Smo S.r Abate Mocenigo”, fratello di Piero fu Alvise Mocenigo. La villa non viene citata nel Catastico del 1781, ma riapparirà in una mappa del 1787 ad opera dell’ing. Girolamo Venturelli, posta proprio di fronte Villa Scopinich. Sulla villa appare la scritta “N.H. Morosini”, del ramo di Santo Stefano che fra la fine del XVIII secolo e l’inizio del XIX secolo comprarono sempre più terreni lungo il Terraglio, come si può evincere dal confronto delle loro proprietà dalla mappa del 1787 a quella redatta nel 1817, in cui tali proprietà erano indicate come “Beni Morosini”. Sul finire del Seicento la proprietà passò ai Morosini del ramo di Santo Stefano, gli stessi che possedevano l’altra Villa Morosini Gatterburg sita sul Terraglio, secondo il Fapanni, tale Lorenzo Morosini in Marocco ne risulta proprietario. Secondo le cronache l’edificio venne abbandonato a sé stesso e cadde rapidamente in rovina, dopo essere stato locato a tale Giovanni Battista Marinoni nel 1740. Il 29 giugno 1795 un viandante, che si era rifugiato nella villa per passare la notte, morì a causa di un crollo. Fu per tale episodio che Loredana Morosini decise di demolirlo. Di tale evento viene raccontato in un testo del 1842 dal religioso Veneziano Giovanni Antonio Gallicciolli: “Dirimpetto allo Scopinich sorgeva la grandiosa fabbrica Morosini, a cui la Repubblica mai permise che ci fosse dato intero compimento, perché aveva le sembianze piuttosto di una fortezza che di una casa. Per vecchiezza andava a pezzi a pezzi rovinando. Nel 29 giugno 1795 uno disgraziato, che s’era ricoverato a pernottare in uno di quei stanzoni, passò dal sonno dei sensi a quello della morte, rimasto oppresso sotto le rovine delle pareti che si scoscesero e diroccarono giù subitamente. Allora si diede mano a demolirla.” All’interno della Fabbrica Mocenigo Morosini Loredana Morosini rinvenne una lapide su cui era inciso: “Quod Felix Faustumq. Sit, Leonardus Mocenicus, Antoni Procuratoris. Fil. Eq. Et Comodi Sui. Et Voluptatis Ergo Prid. Id Quint MDLXII construxit.” E che appunto attestava la proprietà nel 1692 della villa al Leonardo Mocenigo. La lapide trovò accoglienza presso Villa Morosini Gatterburg. Sovrapposizione storica con Villa Morosini Gatterburg Parte della confusione fra le due Ville Morosini la si deve sia all’opera di Giuseppe Venturini, “Il Terraglio e le sue Ville” del 1977, che a Gianfranco Scarpati, “Le ville venete” del 1980, che confusero la Villa Mocenigo con la Villa Morosini. Ma, come è stato citato dallo Stevanato e dallo Zanverdiani citando vari autori del passato, questo è stato un errore, in buona fede, da parte dei due autori. Galleria Immagini Prospetto di villa Mocenigo, da “Le fabbriche e i disegni di Andrea Palladio” La pianta della villa Mocenigo Morosini Bibliografia Il Terraglio ossia la Strada da Mestre a Treviso. La Strada da Mestre a Mirano (Centro Studi Storici di Mestre a cura di I. Stocchero, foto di Paolo Borgonovi, ricerche di Roberto Stevanato) I Colmelli di San Zulian e San Nicolò. Cenni storici su Marocco e La Favorita, Silea, Comune di Venezia, 1985, pp. 84-85, (a cura di Tiziano Zanato, Mario Facchinetto) Fogli. Transeunte. 2021 – n°3 On line 5° anno (a cura di Dario Zanverdiani, Corrado Balistreri Trincanato, Emiliano Balistreri) Fai conoscere Discovery Mestre Se questo articolo ti è piaciuto, condividilo con chi ami la storia del territorio. ✔ Link copiato negli appunti! × Segui i nostri social: Sostieni Discovery Mestre © 2026 Alessandro Bon (ideatore di Discovery Mestre). Tutti i diritti riservati.