Villa Querini Stampalia (Mestre )
Villa Querini – La dimora dei Patrizi Querini Stampalia | Discovery Mestre Villa Querini La dimora dei Patrizi Querini Stampalia sulle rive del Marzenego La famiglia Querini a Mestre La presenza dei Querini Stampalia è documentata a Mestre sin dal XIII secolo, quando un incendio nel Castelvecchio devastò, oltre a questo, anche le proprietà della famiglia. I Querini risultano avere in concessione terreni in quest’area anche ai tempi dell’istituzione del priorato di San Giacomo, sorto sulle macerie del castello, ben due secoli dopo. Non è dato sapere se tali terreni coincidessero con quello su cui i Querini Stampalia edificarono la loro villa nel XVI o XVII secolo. La loro villa sorse sulla Riva del Ramo delle Muneghe, fuori dall’Isola di San Lorenzo, mentre sia il Castelvecchio che la futura Abbazia vennero eretti all’interno dell’isola stessa. Una villa di campagna per i Querini Villa Querini, edificata nel 1696, testimonia come già nel XVII secolo Mestre fosse divenuta un luogo privilegiato dai patrizi veneziani per costruire le proprie residenze di campagna. Negli anni passati il giardino della villa ospitava un piccolo laghetto con alcuni pesciolini e una pista di mini-kart dove i bambini potevano giocare; oggi la stessa area accoglie alcune giostre pensate per offrire ai più piccoli uno spazio dedicato al divertimento all’interno del parco. Un manoscritto conservato alla Biblioteca Marciana e redatto da Francesco Scipione Fapanni attribuisce la villa al conte Giorgio Querini Stampalia di Santa Maria Formosa (cit. in Elena Bassi, 1987). A differenza di molte altre ville storiche mestrine, la costruzione sorge lungo il Marzenego, accanto al Ramo delle Muneghe, così da essere raggiungibile via acqua: i proprietari potevano arrivare dalla laguna imboccando il canale di Tessera, proseguire nell’Osellino (scavato dalla Serenissima nel 1507) e poi risalire il Marzenego fino all’ingresso della villa. Secondo Luigi Brunello (1964), la datazione al 1696 è corretta e potrebbe riferirsi alla ricostruzione, dopo un incendio, di una fabbrica preesistente; studi precedenti la consideravano genericamente settecentesca. La proprietà rimase ai Querini Stampalia fino al 1869, anno della morte di Giovanni Querini Stampalia, che segnò l’estinzione del ramo familiare. Descrizione Il complesso comprende la villa padronale, un corpo di servizio sul lato ovest verso Via Verdi e vari edifici minori. Il parco, conservato nelle sue dimensioni originarie, ospita una vera da pozzo veneziana con lo stemma dei Querini e alcune statue, tra cui una copia del Ratto delle Sabine attribuita a Girolamo Albanese. La villa dispone di quattro ingressi su Via Verdi, tutti con cancelli in ferro battuto. Nel principale compaiono lo stemma dei Querini Stampalia e due statue dell’Albanese raffiguranti Ercole con la pelle del Leone di Nemea e Giove; un altro cancello è sormontato dalle sue statue di Marte e Mercurio. Sugli altri due ingressi compaiono invece cesti di frutta e sfere. Resta un dubbio attributivo: Girolamo Albanese morì nel 1660, quindi le statue potrebbero essere opera della sua scuola, oppure la villa potrebbe essere precedente alla datazione del 1696. Architettura L’edificio padronale ha pianta quadrata e volumetria compatta, articolata su tre piani fuori terra più un seminterrato. Riprende il tradizionale schema veneziano con un salone centrale passante e ambienti laterali simmetrici. Una lieve sopraelevazione con tetto a due spioventi emerge sopra le facciate est e ovest, donando slancio al prospetto. Il fronte principale, rivolto a sud, è tripartito e rigorosamente simmetrico, con aperture disposte secondo lo schema 2-3-2. L’insieme è scandito da una fascia marcapiano, cornici modanate e una sequenza di timpani triangolari ai piani superiori. Sull’asse centrale si trovano, dal basso verso l’alto: un portale ad arco con scalinata e due finestre laterali; al piano nobile, una porta-finestra con arco accecato e due laterali architravate affacciate su un balcone continuo in ferro battuto; al secondo piano, tre monofore architravate con timpani, quello centrale di forma curvilinea. Le aperture sono profilate in pietra d’Istria, con davanzali aggettanti e modanature raffinate, mentre una cornice superiore corre lungo tutto il perimetro, unificando il volume. Sul lato ovest si estende il corpo di servizio a due piani, disposto ad angolo e più sobrio: sul fronte sud alterna un portale ad arco, tre finestre ad arco e due porte-finestre con timpani triangolari; al piano superiore si allineano finestre quadrate scandite da sottili fasce orizzontali. Uso attuale Oggi la villa ospita alcuni uffici comunali. Il grande parco storico, uno dei pochi ancora presenti nel centro di Mestre, è aperto quotidianamente al pubblico e costituisce un importante polmone verde della città. Galleria Immagini Villa Querini e il suo giardino vista dall’alto Stemma della famiglia Querini Stampalia Villa Querini, facciata principale Veduta della Villa da Via Verdi La barchessa della Villa L’ingresso della Villa Un’immagine di inizio Novecento di Villa Querini Villa Querini all’inizio del Novecento Il Ratto delle Sabine presente al parco Querini Bibliografia Bassi, E. (a cura di). Ville Venete. Provincia di Venezia, vol. I. Venezia: Istituto Regionale per le Ville Venete, 1987. Scheda n. VE 521, pp. 473 ss. Brunello, L. Ville Venete nella Terraferma Veneziana. Venezia, 1964. Propone una datazione della villa al 1696 e menziona una primitiva fabbrica distrutta da incendio. Fapanni, F. Manoscritto marciano. Biblioteca Nazionale Marciana, Venezia, Fondo Querini Stampalia. Attribuisce la villa al conte Giorgio Querini Stampalia di Santa Maria Formosa. Istituto Regionale per le Ville Venete (IRVV). Atlante delle Ville Venete. Venezia: IRVV, 2005 ss. Fai conoscere Discovery Mestre Se questo articolo ti è piaciuto, condividilo con chi ami la storia del territorio. ✔ Link copiato negli appunti! × Segui i nostri social: Sostieni Discovery Mestre © 2026 Alessandro Bon (ideatore di Discovery Mestre). Tutti i diritti riservati.
Il Parco Alfredo Albanese (Bissuola)
Parco Alfredo Albanese | Discovery Mestre Parco Alfredo Albanese Parco Bissuola, oasi verde di Mestre Acquitrini, bunker e campi abbandonati L’area su cui oggi sorge il Parco Bissuola era un tempo caratterizzata da campi, terreni demaniali e acquitrini, situati a ridosso di una città in continua espansione verso quella direttrice, ancora priva di una forma definita. In quest’area si trovavano anche bunker militari, testimonianze della Seconda Guerra Mondiale, alcuni dei quali sono ancora presenti in altre zone di Mestre. Nonostante il suo aspetto selvaggio, l’area era utilizzata dai bambini per giocare, rappresentando un luogo di libertà e avventura. Il Parco Alfredo Albanese: breve storia Il parco è intitolato al Commissario di Polizia Alfredo Albanese, nato a Trani il 9 gennaio 1947. Impegnato nelle attività investigative contro il traffico di armi e gruppi eversivi come Autonomia Operaia e le Brigate Rosse, in collaborazione con il giudice Calogero e il generale Dalla Chiesa, Albanese fu assassinato a Mestre il 12 maggio 1980. Nel febbraio 1979 il Comune di Venezia, sotto la guida del sindaco Mario Rigo, approvò all’unanimità il Progetto Generale del Parco Pubblico ed Attrezzature Sportive in Località Bissuola – Mestre, elaborato dagli studi Laris (Milano) e Costa–Gualdi (Roma). Durante la stessa seduta furono approvati anche un centro civico — costruito all’interno del parco — e una Casa della Cultura adiacente a Piazza Ferretto, l’attuale Centro Candiani. I mandati di Mario Rigo segnarono un importante spostamento dell’interesse economico verso l’entroterra, con un forte impegno nella creazione di nuove aree verdi e nello sviluppo di una nuova idea di città. Il progetto del Parco Bissuola fu un esperimento pionieristico: il primo vero parco di Mestre, concepito per bilanciare la presenza industriale di Porto Marghera e promuovere la creazione di sette aree verdi in città. La realizzazione affrontò sfide significative: il terreno acquitrinoso e basso, l’estensione di circa 33 ettari e la necessità di integrare il parco nella città senza renderlo un corpo estraneo. Inizialmente il progetto prevedeva una strada interna, poi sostituita da un grande viale di fronte alla piscina. Il parco si divide in tre aree: una zona nord e una sud a carattere prevalentemente naturale, e un quadrato centrale con strutture e verde «costruito», che include bar, piscina coperta e scoperta, campi da pallacanestro, pallavolo, pattinaggio, bocce, un centro civico con biblioteca, teatro, piazza, campi da calcetto e tennis, un anfiteatro scoperto, un roseto, un’area giochi per bambini e un pattinodromo. Tra le attrazioni naturali spiccano un laghetto e uno stagno, che ospitano specie aviarie e tartarughe, oltre ad aiuole attrezzate e isole fiorite. Attività presenti nel parco Il Parco Bissuola ospita diverse realtà, tra cui il Teatro del Parco, recentemente rinnovato dal Comune di Venezia per accogliere attività di artisti giovani e non solo. Tra le iniziative del teatro spicca il progetto YouTHeatre, promosso dal Comune per coinvolgere i giovani e offrire loro uno spazio di espressione. La piscina della Bissuola — comunemente chiamata in città «la piscina» — è una delle più frequentate di Mestre e parte integrante della sua storia contemporanea. Offre attività natatorie sia nella struttura coperta che nelle piscine esterne più recenti ed è gestita dalla Società Nuotatori Veneziani, che si occupa anche della palestra interna. Recentemente sono state aggiunte una nuova pista di pattinaggio al coperto, gestita dalla A.S.D. Skating Mestre — che ha sostituito la vecchia struttura — e un nuovo palazzetto dello sport dato in concessione al Liceo Bruno Franchetti in Via Virgilio. Il parco è anche sede di attività culturali e sociali legate alla Municipalità di Mestre Carpenedo, rendendolo un punto di riferimento per la comunità. Galleria Fotografica Il Parco Bissuola di notte La serra nel Parco Bissuola Il laghetto del Parco Bissuola, che ospita pavoni, papere, cigni e tartarughe Uno dei bunker della Seconda Guerra Mondiale presenti nell’area Inaugurazione del Centro Bissuola nel 1981 Gli acquitrini presenti nell’area Bissuola Una delle strutture del Parco Bissuola che accoglie piante (VeniceDrome) La piscina all’aperto del Parco Bissuola (VeniceDrome) Veduta d’insieme del Parco Bissuola Sede dell’Associazione Arcobaleno (fronte) Sede dell’Associazione Arcobaleno (lato) Il Teatro del Parco Bissuola Bibliografia Renzoni, Cristina. Costruire una dotazione urbana: un’indagine sul parco della Bissuola a Mestre, in Abitare l’Italia: territori, economie e diseguaglianze, XIV Conferenza SIU. Fai conoscere Discovery Mestre Se questo articolo ti è piaciuto, condividilo con chi ami la storia del territorio. ✔ Link copiato negli appunti! × Segui i nostri social: Sostieni Discovery Mestre © 2026 Alessandro Bon (ideatore di Discovery Mestre). Tutti i diritti riservati.