Villa Pozzi (Gazzera)
Villa Pozzi | Discovery Mestre Villa Pozzi Una villa storica della Gazzera Storia Villa Pozzi sorge nel cuore della Gazzera, quartiere tranquillo alla periferia nord-occidentale di Mestre. L’edificio che vediamo oggi fu costruito nella seconda metà dell’Ottocento: all’interno è ancora visibile la data 1884, probabilmente l’anno di completamento dei lavori. Non è da escludere, però, che sul posto esistesse già qualcosa di più antico: la mappa catastale del 1781 disegnata da Tommaso Scalfuroto segnala, nella stessa posizione, un piccolo «casino» appartenente al monastero di San Giovanni. La committenza originaria rimane sconosciuta; solo nel corso del Novecento la villa entra nei cataloghi storici con il nome Pozzi, dal cognome di una famiglia che la possedette a lungo. Dopo vari passaggi di proprietà nel dopoguerra — tra cui la Parrocchia di Gazzera e privati — dagli anni Ottanta è diventata di proprietà del Comune di Venezia, che l’ha salvata dall’abbandono con un attento restauro. Architettura La villa è un esempio sobrio e raffinato di residenza di campagna tardo-ottocentesca. Ha una pianta rettangolare molto compatta e si sviluppa su due piani più il sottotetto, con un piccolo annesso laterale. La facciata principale guarda a sud ed è organizzata su tre registri orizzontali ben definiti: al centro del piano terra si apre il portale in pietra con architrave e cornice modanata, mentre al primo piano corrisponde una porta-finestra; ai lati si allineano tre finestre architravate per parte. Il registro del sottotetto è illuminato da sei piccole aperture ovali, disposte in asse con le finestre inferiori. Una fascia basamentale in pietra liscia corre alla base, mentre in alto una grande cornice modanata abbraccia tutto il perimetro e, al centro della facciata sud, si alza un timpano triangolare con acroteri a forma di pigna. L’interno segue lo schema tradizionale delle ville venete minori: un salone passante centrale e stanze simmetriche sui lati. Il piccolo parco che la circonda, cintato da una cancellata in ferro, è accessibile da un viale pedonale che parte da via Gazzera Alta. La villa oggi Dopo il restauro comunale Villa Pozzi è diventata il principale centro culturale e aggregativo della Gazzera. Ospita la sede del Centro Studi Storici di Mestre, il Gruppo Scienze Naturali «Charles Darwin» con le sue ricche collezioni di fossili, minerali e conchiglie, il Gruppo Anziani «La Barchessa» e diverse altre associazioni del quartiere. Il parco si anima ogni anno con manifestazioni come «Estate al Parco», il «Redentore diffuso» e il «Magico Natale». Nel 2023, nella dependance restaurata, è stata inaugurata la biblioteca di quartiere «My Biblio». Da semplice dimora ottocentesca, Villa Pozzi si è trasformata così in un luogo vivo e aperto a tutti, vero cuore pulsante della comunità locale. Galleria Fotografica Villa Pozzi (fonte Wikipedia) Bibliografia Istituto Regionale Ville Venete — Scheda IRVV 00002975. Istituto Regionale Ville Venete. Scheda tecnica Villa Pozzi. Regione Veneto. Fai conoscere Discovery Mestre Se questo articolo ti è piaciuto, condividilo con chi ama la storia del territorio. ✔ Link copiato negli appunti! × Segui i nostri social: Sostieni Discovery Mestre © 2026 Alessandro Bon (ideatore di Discovery Mestre). Tutti i diritti riservati.
Villa Barbarich – (Zelarino)
Villa Barbarich | Discovery Mestre Villa Barbarich La villa cinquecentesca dei Malipiero a Zelarino Storia Situata nella campagna di Zelarino, lungo l’antica Strada Castellana che collegava Mestre all’entroterra trevigiano, Villa Barbarich è uno dei più significativi esempi di residenza nobiliare veneziana rinascimentale del territorio mestrino. Le sue origini risalgono alla prima metà del XVI secolo, quando la famiglia Malipiero vi possedeva una “casa granda da statio, con teza, pozzo e forno”, attestata nel 1546 dai documenti del catasto veneziano. Dopo l’incendio appiccato dalle truppe imperiali nel 1513, durante la guerra della Lega di Cambrai, la dimora venne ricostruita tra il 1514 e il 1545, assumendo la forma della villa che ancora oggi si riconosce. Nel corso dei secoli la proprietà passò attraverso diverse famiglie, tra cui i Mengotti, i Pezzana, i Tessier, i Fawel, i Torella di Romagnano e i Fraccaro, mantenendo la funzione di villa di villeggiatura e di centro di gestione agricola. Tra Seicento e Settecento furono eseguiti alcuni ampliamenti e rimaneggiamenti decorativi, ma la struttura principale conservò il suo impianto originario di ascendenza palladiana. Nel 1891 la villa fu acquistata dal generale Eugenio Barbarich, ufficiale dell’esercito e scrittore militare di origine friulana, da cui deriva l’attuale denominazione. Durante la Prima guerra mondiale l’edificio fu requisito e utilizzato come sede dello stato maggiore delle truppe britanniche di stanza nella zona. Nel corso del Novecento la villa subì un progressivo degrado, fino agli anni Novanta, quando venne riconosciuta come bene di valore storico-architettonico nell’ambito del censimento delle Ville Venete promosso dalla Regione Veneto e dall’Istituto Regionale per le Ville Venete (IRVV). Un complesso restauro conservativo, avviato nel 2010 e concluso nel 2015 sotto la direzione di Diego Perissinotto, ha restituito alla villa la sua immagine originaria, recuperando affreschi, pavimentazioni e strutture lignee. Architettura Villa Barbarich rispecchia la tipologia classica della villa veneta cinquecentesca, con un impianto planimetrico simmetrico e rigoroso, ispirato ai modelli palladiani ma più sobrio nella decorazione. L’edificio principale si sviluppa su tre livelli: piano terra, piano nobile e sottotetto. Il prospetto meridionale è dominato da un portico a tre arcate che introduce all’ampio salone passante, coperto da volte a botte e decorato da un notevole ciclo di affreschi tardo-rinascimentali, eseguiti tra il 1580 e il 1615 e distribuiti su circa mille metri quadrati. Sull’attribuzione le fonti non concordano: la tesi di restauro di Maria Marzullo (Università di Bari, 2008-2009) li riferisce con ogni probabilità a Ludovico Toeput, detto il Pozzoserrato, attivo tra Venezia e Treviso tra il 1579 e il 1615, mentre V. Rossato, su Hoteldomani.it, li attribuisce a Paolo Caliari, il Veronese, e alla sua scuola. Le pitture raffigurano episodi biblici e allegorici, tra cui il Sacrificio di Isacco, il giudizio di Mida, scene di banchetti e figure di re e profeti, trattati con colori caldi e prospettive illusionistiche di scuola veneta. Gli ambienti del piano terra conservano stucchi tardo-settecenteschi e decorazioni aggiunte tra Otto e Novecento, mentre la scala principale, voltata e affrescata, collega in asse i piani della residenza. In origine la villa era circondata da un brolo agricolo, da un giardino all’italiana e da barchesse laterali (oggi in parte ricostruite) che ospitavano magazzini e ambienti di lavoro rurale. Sul lato nord si apriva la cosiddetta “facciata d’acqua”, affacciata su un ramo del fiume Marzenego, che garantiva l’accesso e l’irrigazione dei poderi circostanti. L’insieme architettonico, pur con le trasformazioni sette-ottocentesche, mantiene un forte equilibrio compositivo: la sobrietà delle linee, l’uso della pietra d’Istria per cornici e portali e la disposizione assiale degli spazi riflettono l’ideale umanistico della villa veneta come fusione armonica tra residenza e paesaggio. Utilizzo attuale Dopo un lungo periodo di abbandono, Villa Barbarich è stata oggetto di un restauro filologico volto a recuperarne la funzione originaria di dimora di rappresentanza, oggi reinterpretata come hotel di charme e centro benessere, aperto il 3 aprile 2015. La struttura, classificata tra le Ville Venete restaurate a fini ricettivi, ospita 29 camere e 2 suite, sale per eventi, un ristorante gastronomico al piano nobile (Malipiero Restaurant), una spa, una piscina esterna e ampi spazi verdi destinati a manifestazioni culturali e matrimoni. Gli ambienti interni conservano le volte affrescate, i pavimenti in cotto e i soffitti lignei originali, integrati da arredi contemporanei rispettosi del contesto storico. Le barchesse sono state destinate a spazi per eventi e servizi dell’albergo, mentre il parco è stato sistemato con percorsi pedonali che valorizzano il rapporto visivo tra architettura e paesaggio agrario. Oggi la villa è un raro esempio di recupero sostenibile del patrimonio architettonico veneto, in cui l’ospitalità moderna si integra con la memoria storica e offre ai visitatori l’esperienza di vivere, più che semplicemente visitare, una villa rinascimentale del territorio mestrino. Galleria immagini Villa Barbarich, vista aerea Bibliografia V. Rossato, Un museo da vivere, Hoteldomani.it. M. Marzullo, Villa Malipiero-Barbarich. Restauro degli affreschi della casa rinascimentale agricola a Zelarino (Venezia), tesi di laurea, Università di Bari, 2008-2009. Pro Loco Martellago, Molinara 2023. Villevenetetour.it. Beniculturionline.it. Villevenetecastelli.com. Giornata delle Ville Venete 2024. Rossato, Studi sulle ville del Marzenego. Fai conoscere Discovery Mestre Condividi questa pagina con chi ama la storia della nostra città Link copiato × Segui i nostri social: Sostieni Discovery Mestre © Alessandro Bon (ideatore di Discovery Mestre). Tutti i diritti riservati.
Villa Uccelli (Mestre Centro)
Villa Uccelli | Discovery Mestre Villa Uccelli Una villa settecentesca in via Bissa a Mestre Storia Villa Uccelli è una villa settecentesca situata in via Bissa, nella zona di Piazza Barche–via Forte Marghera a Mestre. I dati storici specifici sulla villa sono limitati, ma il nome «Uccelli» deriva da una famiglia di vogatori che vi risiedeva. Al momento dell’imposizione del vincolo, il 1° settembre 1967, la casa apparteneva a Giancarlo Uccelli, nato nel 1933. Gli Uccelli erano soprannominati «Campaltini» perché conducevano delle caorline da Campalto e si recavano a Venezia per trasportare alimenti, tra cui il latte, sin dall’Ottocento. In origine la famiglia abitava nella Casa dei Barcaioli (oggi Hotel Ca’ dei Barcaioli), per poi trasferirsi in questa villa. Famosi furono i fratelli Giuseppe e Rico, che vinsero la Regata di Mestre. La villa passò successivamente ai Calzavara fino al 1979, e poi ai Dimitri. Fu posta sotto vincolo nel 1972, in quanto appartenente al gruppo delle ville delle famiglie patrizie minori. Architettura Secondo il documento di vincolo del 1° settembre 1967, la villa è descritta come una dimora signorile del XVII secolo, caratterizzata da una pianta quadrata, due piani principali più un piano di soffitta e da un’ala rustica. La facciata è arricchita da finestre rettangolari e da un portone d’ingresso ad arco al piano terra. Al piano nobile si apre una finestra ad arco con elegante balaustra. Ai lati del portone e nelle soffitte si notano finestre di forma ovale. All’interno, le sale principali occupano il centro dell’edificio, secondo lo schema tipico delle dimore venete. Nell’ala rustica, situata a levante e di forme più modeste, si ripetono alcuni elementi architettonici dell’edificio principale. Il giardino circostante è ben curato, con alberi secolari e una recinzione in ferro battuto. Stato attuale La villa è attualmente utilizzata come residenza privata. Non sono noti interventi di ristrutturazione recenti. Galleria Fotografica Villa Uccelli (1963) Villa Uccelli (Google Maps) Bibliografia Regione Veneto. Casa Uccelli. Piazza Barche (Mestre 1846–1932). Cierre Edizioni. Sorteni, Stefano. Rivista Kaleidos, n. 41. Ville Venete. Decreti di vincolo e relazioni storico-artistiche. Istituto Regionale delle Ville Venete — Marsilio. Fai conoscere Discovery Mestre Se questo articolo ti è piaciuto, condividilo con chi ama la storia del territorio. ✔ Link copiato negli appunti! × Segui i nostri social: Sostieni Discovery Mestre © 2026 Alessandro Bon (ideatore di Discovery Mestre). Tutti i diritti riservati.