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Il Bosco di Zaher

Bosco di Zaher | Discovery Mestre

Bosco di Zaher

Un polmone verde dedicato a Zaher Rezai

Il Bosco di Zaher

Il Bosco di Zaher ha un'estensione di circa 50 ettari ed è stato aperto al pubblico nel 2010. Per renderlo maggiormente fruibile è stato attrezzato con arredi e percorsi ciclopedonali. L'Istituzione Boschi e Parchi, tra il 2003 e il 2009, ha svolto le operazioni di impianto forestale.

Al suo interno sono evidenti le preesistenti siepi boscate di platani, robinie, olmi campestri e salici bianchi, che sono state conservate e valorizzate come testimonianza della gestione agricola tradizionale, che da queste ricavava vimini, fascine e legname.

Per aumentare la diversità ecologica sono state mantenute alcune zone a prato e sono stati creati piccoli invasi d'acqua per consentire lo sviluppo di comunità igrofile, creando così un ambiente relativamente umido.

All'interno del bosco passano 1,7 km dell'Ippovia Litoranea Mestre–Jesolo e un percorso ciclopedonale di 3,2 km. Quest'ultimo, dall'uscita di Via Ca' Colombara, prosegue per le aree dell'Istituto Santa Maria della Pietà e per Via del Lazzaretto, collegando così il bosco al terminal del tram di Via Monte Celo e garantendo un accesso sicuro per chi proviene dalla città, in alternativa alla pericolosa viabilità ordinaria.

In memoria di Zaher Rezai

Giardiniere, apri la porta del giardino;
io non sono un ladro di fiori,
io stesso mi sono fatto rosa,
non vado in cerca di un fiore qualsiasi.

Questi versi sono stati trovati su una pagina del quaderno di Zaher Rezai, un ragazzo che fuggì dalla guerra che da anni tormenta l'Afghanistan, per morire in cerca della sua libertà in Via Orlanda a Mestre. Il bosco è dedicato a questo ragazzo che a 13 anni si mise in viaggio alla ricerca di una nuova casa, ma che il 10 dicembre 2008, una volta sbarcato dalla nave nel porto di Venezia, si aggrappò sotto un camion per eludere la frontiera, per poi cadere stremato e concludere la sua breve vita a Mestre. Nel suo zaino furono trovati il diario e alcuni oggetti — tra cui un leoncino di plastica — che lo accompagnavano nel suo viaggio e che oggi ci raccontano la sua storia.

Galleria Immagini

Bibliografia

  • I boschi di Mestre, Opuscolo informativo, Istituzione Boschi e Parchi.

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