Il primo Tram di Mestre
Il primo Tram di Mestre
Prima del tram di Mestre
Il primo binario tranviario ad arrivare a Mestre non fu mestrino. Nel 1885 entrò in servizio la tranvia Padova-Malcontenta-Fusina, il «trenino del Brenta», con una diramazione da Malcontenta a Mestre. Il suo capolinea era però dal lato opposto della stazione ferroviaria rispetto al centro, e per raggiungere le tranvie urbane si doveva usare una passerella pedonale: solo nel 1933 quella zona poté essere raggiunta per via stradale. La linea del Brenta, elettrificata nel 1909, rimase in servizio fino al 1° febbraio 1954.
Nel 1889 fu presentato il progetto di una linea che collegasse piazza XXVII Ottobre a San Giuliano e, attraverso un ponte metallico, a Cannaregio: da qui nacque la prima tranvia di Mestre.
La "Società per la Tramvia" a cavalli
La prima rete tramviaria di Mestre venne realizzata nel 1891 con il nome di "Società per la Tramvia" e prevedeva una sola linea di 4,3 chilometri da Piazza Barche, l’attuale piazza XXVII Ottobre, a San Giuliano, ripercorrendo su rotaia il percorso del Canal Salso che entrava, ed entra, in laguna quasi in corrispondenza della fermata del Tram.
Le prime quattro carrozze erano trainate da cavalli e potevano portare fino a 48 persone, a seconda dell’allestimento, per un tragitto che durava circa 15 minuti. I binari, a profilo Vignoles, avevano uno scartamento di 0,950 metri.
Di notevole interesse vi è anche il progetto, non realizzato, di un ponte metallico che avrebbe collegato San Giuliano a Cannaregio, perpendicolare di fatto al Canale di San Secondo. Partendo da San Giuliano, il ponte sarebbe arrivato circa dove si trova oggi la sede di San Giobbe di Ca' Foscari. Un'idea che di fatto anticipava di circa quarant'anni il Ponte della Libertà.
Il progetto del ponte che collegava San Giuliano a Cannaregio fu anche oggetto di una lettera datata 1898, sottoscritta dai notabili, imprenditori, commercianti e possidenti, dei sei comuni del Mandato di Mestre. Fra i firmatari vi era quel Cesare Cecchini che fu anche socio di questa società assieme al fratello Giovanni Cecchini.
Il futuro arriva a Mestre: il tram elettrico
Il 21 ottobre 1902 a Mestre vennero accesi i primi lampioni elettrici grazie a un contratto con la padovana Moresco & C, che aveva la propria piccola centrale elettrica nell'area dell'antico Teatro Balbi. Questo evento fu l'impulso per l'elettrificazione del tram. Nel 1903 fu approvato il progetto di una linea elettrica fra piazza Umberto I, oggi Piazza Ferretto, e la stazione, lungo via Olivi e via Cappuccina: entrata in servizio il 16 ottobre 1905, fece di Mestre la prima città del Veneto con una linea tranviaria elettrica. La vecchia linea per San Giuliano, elettrificata dal 17 aprile 1904, fu aperta al pubblico con la trazione elettrica il 21 gennaio 1906. Di lì a poco la società cambiò nome in Società Anonima Tramvie Mestre (STM).
Le nuove carrozze elettriche permettevano di realizzare più linee e di percorrere tratti più lunghi rispetto alle precedenti, e fu in virtù di questa innovazione che si aprirono nuove linee verso le città vicine. Nell'ordine: Mestre-Carpenedo (5 agosto 1908), Mestre-Treviso (20 febbraio 1909), Mestre-Mirano (1° luglio 1912). Nel 1910 l'STM fu nominata gestore della rete urbana di Treviso, e con il regio decreto n. 412 del 2 aprile 1911 ottenne la costruzione e l'esercizio delle linee fra Mestre e Carpenedo e fra Mestre, Treviso e Sant'Artemio, su progetti dell'ingegner Angelo Bortolato. La linea urbana per Carpenedo era lunga 1,460 km e serviva una zona in piena espansione industriale ed edilizia. La Mestre-Treviso era lunga 18,780 km e richiedeva due ore e mezza di viaggio; la Mestre-Mirano 11,235 km.
La grande espansione della STM fu tale che nel 1912 era considerata la principale azienda della città. Tra i consiglieri figuravano Antonio D'Ambrosio, Francesco Battisti, Guido Fano e Cesare Cecchini; presidente era Giorgio Karrer. In precedenza Giovanni Cecchini ne era stato vicepresidente.
La realizzazione delle linee per Mirano e per Treviso fu segnata anche dalla necessità di superare le preesistenti linee ferroviarie lungo il percorso. Per far ciò era necessario un cavalcaferrovia, e per realizzarlo si ricorse all'esperienza che i fratelli Cecchini avevano già accumulato in opere simili in altre città italiane. Cesare operò persino a Firenze.
La Mestre-Treviso scavalcava la ferrovia Venezia-Treviso con un cavalcavia in località Favorita, e un secondo attraversamento superava il fascio dei binari della stazione di Treviso; la ferrovia Venezia-Trieste, ai Quattro Cantoni, veniva invece attraversata a raso: un addetto munito di apposito bastone abbassava il pantografo del tram. La Mestre-Mirano richiese a sua volta tre scavalcamenti: in località Giustizia sulle linee per Udine e per Trieste, a Chirignago sulla linea della Valsugana e a Spinea su un raccordo militare. Per queste opere fu incaricato l'ingegner Giuseppe Pasquali, molto attivo a Mestre in quegli anni.
Il cavalcavia della Giustizia, sulla strada verso Chirignago, fu realizzato da Giovanni Cecchini, che ebbe anche in proprietà parte delle terre su cui esso sorse, secondo regolare contratto. Si pensi che Villa Cecchini e il futuro Parco Piraghetto sorsero lì vicino. Proprio nei pressi del Piraghetto, il 7 luglio 1912, pochi giorni dopo l’inaugurazione della linea per Mirano, una vettura deragliò.
Dal tram al filobus
Il 25 aprile 1933 venne inaugurato, con il nome di ponte Littorio, il Ponte della Libertà, e con la sua realizzazione la linea tranviaria Mestre-San Giuliano fu sostituita dalla prima linea filoviaria Mestre-Venezia, che realizzava per la prima volta un collegamento diretto tra Piazza XXVII Ottobre e Venezia. Il filobus entrò in servizio lo stesso giorno del ponte, il 25 aprile 1933, su un percorso di circa 10 chilometri fino a piazzale Roma.
Sempre quell'anno la Società Tranvie Mestre cambiò denominazione in Società Filovie Mestre (SFM). Nel 1934 fu inaugurata la tratta del filobus Mestre-San Giuliano, nel 1937 la linea Mestre-Mirano e il 18 maggio 1938 la Mestre-Treviso.
La Società Filovie Mestre aveva come primo socio la SITA, azienda della galassia Fiat fondata a Torino.
Le linee filoviarie presenti fra Mestre, Marghera, Mirano e Treviso raggiunsero un'estensione di oltre 50 km. Ma, dalla seconda metà degli anni Cinquanta, la SITA iniziò a introdurre l'uso del bus al posto della filovia, e le linee furono soppresse una dopo l'altra. Sulla data della fine le fonti non concordano: il 21 dicembre 1966 secondo alcune, il 1968 secondo altre, quando l'introduzione dei sensi unici nelle strade mestrine rese impossibile mantenere la rete aerea.
Il ritorno del tram
Dopo oltre settant'anni il tram è tornato a Mestre, in una forma diversa: un sistema su gomma a guida vincolata, di tecnologia Translohr, scelto nel 1998-1999. Il 19 dicembre 2010 fu inaugurata la linea T1 da Favaro Veneto (via Monte Celo) a Mestre (via Sernaglia); i lavori sull'intera rete, con le linee per Venezia e per Marghera, si sono conclusi nel 2015. Nel 2017 i passeggeri erano circa 44.000 al giorno.
Una curiosità: Giovanni Cecchini lasciò in eredità alla figlia Adele azioni della STM, che lei vendette quando vennero convertite in azioni della SFM. Fu l'ultimo capitolo di questa famiglia nel ramo dei trasporti pubblici cittadini.
Galleria Immagini
Bibliografia
- Barizza, Sergio; Passabì, Gabriella; Pittalis, Edoardo. Il tram di Mestre (1891-2011). Dai cavalli alla monorotaia, Editoriale Programma, Padova, 2010.
- Voci Tranvia Padova-Malcontenta-Fusina, Rete filoviaria di Venezia Mestre e Rete tranviaria di Venezia su Wikipedia.
- Salbe, Gianpaolo. Storia dei trasporti pubblici di Venezia-Mestre-Lido, Calosci, Cortona, 1985.
- Voce Rete tranviaria di Mestre (1891-1938) su Wikipedia.
- L'archivio storico Cecchini si estende dal 1883 al 1996 e comprende la documentazione della "Maurer & Cecchini Fr.", della "Concordia" e di altre imprese collegate e controllate.
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