Bosco di Carpenedo 14 Gennaio 2026

I boschi di Mestre

Boschi di Mestre | Discovery Mestre Boschi di Mestre Aree verdi che combinano natura e memoria storica Breve storia dei Boschi di Mestre L’idea di realizzare un grande bosco periurbano intorno a Mestre nasce attorno al 1984, come risposta a sollecitazioni ambientaliste e all’opposizione a progetti edilizi che avrebbero ulteriormente ridotto le aree verdi disponibili. Un episodio decisivo fu il contrasto al progetto di costruzione del nuovo ospedale di Mestre in zone limitrofe al bosco: la mobilitazione cittadina portò a preservare e valorizzare queste aree naturali. La concretizzazione del progetto prese avvio negli anni ’90 grazie all’impegno di figure come Gaetano Zorzetto, promotore di una visione in cui Mestre fosse circondata da un verde strutturato e continuo. Zorzetto fu il principale promotore della creazione del Bosco di Mestre, oggi grande polmone verde urbano. La sua idea, maturata nei primi anni ’90, nacque dalla volontà di recuperare terreni agricoli abbandonati e aree marginali per restituirle ai cittadini sotto forma di spazi verdi e percorsi naturalistici. Fasi di realizzazione e articolazione attuale Il progetto non si è sviluppato come un’unica piantumazione su vasta scala, ma attraverso interventi graduali: “incastri” di nuove aree, ampliamenti, recuperi e collegamenti ecologici. Oggi le aree boschive che compongono il Bosco di Mestre circondano l’abitato e si intrecciano con corsi d’acqua, zone umide e terreni agricoli riconvertiti. Le componenti principali includono il Bosco di Carpenedo, il Bosco dell’Osellino, il Bosco di Campalto e, nelle cosiddette Aree Querini, i boschi Ottolenghi, Franca e Bosco di Zaher. Le Aree Querini furono acquisite grazie a un accordo tra il Comune di Venezia e la Fondazione Querini Stampalia, con usufrutto trentennale finalizzato al rimboschimento e alla gestione naturalistica. Le piantumazioni hanno sempre privilegiato specie autoctone certificate, per restituire il carattere del tipico bosco planiziale. Molti boschi hanno anche una valenza simbolica e di memoria: il Zaher Rezai, dedicato a Zaher Rezai, giovane migrante afghano morto nel 2008 nei pressi di Mestre; il Franca Jarach, in ricordo dei giovani desaparecidos argentini come Franca Jarach; il Adolfo Ottolenghi, intitolato ad Adolfo Ottolenghi, rabbino della comunità ebraica veneziana deportato e ucciso ad Auschwitz. Galleria Immagini Un’immagine del Bosco di Franca Scultura nel Bosco di Zaher per ricordarlo Il Bosco dell’Osellino Entrata Bosco di Carpenedo Un sentiero nel bosco dell’Osellino Sentiero del bosco di Carpenedo Bibliografia I boschi di Mestre, Opuscolo informativo, Istituzione Boschi e parchi. Fai conoscere Discovery Mestre Se questo articolo ti è piaciuto, condividilo con chi ami la storia del territorio. ✔ Link copiato negli appunti! × Segui i nostri social: Sostieni Discovery Mestre © 2026 Alessandro Bon (ideatore di Discovery Mestre). Tutti i diritti riservati.

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Bosco di Carpenedo 14 Gennaio 2026

Bosco di Carpenedo

Bosco di Carpenedo | Discovery Mestre Bosco di Carpenedo Un’oasi naturale di Mestre e il vicino Forte Carpenedo Un bosco con un passato importante L’area comunemente identificata come “Bosco di Carpenedo” si estende per 13 ettari, all’incrocio tra Via del Tinto e Via del Boschetto. Il bosco originale, l’antico bosco di Valdemar, è citato già nel 1532 in una mappa di Angelo del Cortivo. Ancora ai primi del Novecento il bosco raggiungeva la strada del Terraglio per un’estensione di circa 150 ettari; il taglio del bosco avvenne inizialmente durante la Prima Guerra Mondiale per sostenere l’economia di guerra, e poi nel 1944. Lo stesso nome Carpenedo pare derivare dalla presenza dei carpini in quest’area. Un progetto fortunatamente interrotto L’idea di realizzare un bosco nell’area di Carpenedo, fra Via Trezzo e il Forte Carpenedo, si concretizzò in seguito al progetto del nuovo ospedale di Mestre che doveva sorgere proprio in quest’area, da secoli abitata da una rigogliosa flora che si era ridotta a seguito di molti disboscamenti. Nel 1982 venne presentato un progetto per la realizzazione del nuovo ospedale di Mestre, sviluppato da un gruppo coordinato dall’architetto Carlo Aymonino, all’estremo nord-ovest dell’area. In forza della Legge Galasso del 1985 venne apposto il vincolo paesaggistico, a tutela anche delle aree collocate immediatamente a sud presso le ville Matter, Cassi e Bottacin, i cui parchi erano in origine parte del bosco. Il progetto si fermò a seguito dell’opposizione di Italia Nostra e di alcune associazioni ambientaliste. Il Bosco Dal movimento per la sua difesa, minacciato dalla costruzione di un nuovo ospedale, è nata negli anni ’80 l’idea di far ritornare Mestre “la città del bosco”. L’area è protetta dall’Unione Europea, che l’ha classificata come SIC (Sito d’Interesse Comunitario), per la qualità e la rarità degli ambienti che vi si trovano: il bosco planiziale misto di querce insediatesi nell’ultimo post-glaciale e i prati mesofili. Inoltre, per le caratteristiche dell’avifauna presente, l’area è stata definita anche come ZPS (Zona a Protezione Speciale). L’area fa quindi parte della Rete Natura 2000. Il Bosco di Carpenedo è costituito da quattro ambienti ben distinti, per un totale di 10 ettari: il bosco storico, residuo dell’antico querco-carpineto che in origine ricopriva l’entroterra veneziano; i nuovi impianti boschivi realizzati tra il 1990 e il 1998–99; i prati stabili, eredità dell’antica sistemazione agraria dell’area; gli ambiti umidi delle bassure presenti nei prati e nei fossati. Adiacente, esiste un’area di circa 3 ettari di proprietà della Provincia di Venezia, riforestata negli anni 1998–99. L’area è attraversata da percorsi pedonali con aree di sosta, dove è possibile osservare le siepi e le zone umide. Le porzioni di prato mesofilo (habitat protetto), non calpestabili, sono visibili dai percorsi perimetrali. Le attrezzature per la fruizione sono state progettate dallo studio Arbau e dallo studio Insitu e realizzate dall’Ufficio Tecnico del Bosco nel 2009. Oggi il Bosco di Carpenedo è l’unica componente dell’ambizioso programma del Bosco di Mestre a essere riconosciuta come Zona di Protezione Speciale (agosto 2003) e Sito di Interesse Comunitario (dicembre 2004). Il Forte Non lontano dal Bosco di Carpenedo si può ammirare anche il Forte Carpenedo, che rientra in quello che è stato definito “Campo trincerato di Mestre“. L’area rientra in parte nel SIC IT3250010 Bosco di Carpenedo. Il contesto ambientale in cui è inserito Forte Carpenedo e il suo Centro hanno caratteristiche uniche e pregiate. Galleria Immagini La posizione del Bosco e del Forte Carpenedo nell’area omonima Fossato presso il Forte di Carpenedo L’entrata del Bosco di Mestre Un’area in realizzazione del Bosco di Carpenedo Sentiero nel Parco di Carpenedo Bibliografia I boschi di Mestre, Opuscolo informativo, Istituzione Boschi e parchi. Parte di quanto riportato deriva dall’omonima pagina di Wikipedia. Fai conoscere Discovery Mestre Se questo articolo ti è piaciuto, condividilo con chi ami la storia del territorio. ✔ Link copiato negli appunti! × Segui i nostri social: Sostieni Discovery Mestre © 2026 Alessandro Bon (ideatore di Discovery Mestre). Tutti i diritti riservati.

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