Aree Verdi e piste ciclabili

I boschi di Mestre

Boschi di Mestre | Discovery Mestre

Boschi di Mestre

Aree verdi che combinano natura e memoria storica

Breve storia dei Boschi di Mestre

L’idea di realizzare un grande bosco periurbano intorno a Mestre nasce attorno al 1984, dalle mobilitazioni ambientaliste contro il progetto di costruire il nuovo ospedale di Mestre accanto al Bosco di Carpenedo. Da quella battaglia nacque l’idea di far tornare Mestre «la città del bosco», recuperando terreni agricoli e aree marginali per restituirli ai cittadini come spazi verdi e percorsi naturalistici. Tra i protagonisti del progetto ci fu Gaetano Zorzetto, consigliere comunale e prosindaco di Mestre, che contribuì a definirne la prima impostazione; nel 2012 l’Associazione per il Bosco di Mestre gli ha dedicato un monumento nel Bosco dell’Osellino.

Il progetto prese forma negli anni Novanta e soprattutto negli anni Duemila. Nel 2001 i service club mestrini fondarono l’Associazione per il Bosco di Mestre, e il Comune decise di destinare al bosco il venti per cento degli oneri delle nuove costruzioni. Nel 2003 il Comune ottenne l’usufrutto di circa 230 ettari di terreni agricoli; nel 2004 fu approvato il Master Plan, e tra il 2004 e il 2009 si svolsero le principali piantumazioni. Nel 2005 il Piano regolatore riservò al bosco 1.200 ettari, tra aree pubbliche e private, e nacque l’Istituzione Bosco e Grandi Parchi, incaricata di realizzarlo e gestirlo. Oggi le aree boschive sono affidate al Servizio Bosco e Grandi Parchi del Comune di Venezia.

Fasi di realizzazione e articolazione attuale

Il progetto non si è sviluppato come un’unica piantumazione su vasta scala, ma attraverso interventi graduali: «incastri» di nuove aree, ampliamenti, recuperi e collegamenti ecologici.

Oggi le aree boschive che compongono il Bosco di Mestre circondano l’abitato e si intrecciano con corsi d’acqua, zone umide e terreni agricoli riconvertiti. Le componenti principali sono il Bosco di Carpenedo, il Bosco dell’Osellino, il Bosco di Campalto, il Bosco di Zaher e, nelle cosiddette Aree Querini, i boschi Ottolenghi e di Franca.

Le Aree Querini appartenevano alla Fondazione Querini Stampalia, che vi piantò circa venti ettari di bosco e le diede in usufrutto al Comune di Venezia per il rimboschimento e la gestione naturalistica. Nel 2008 l’Immobiliare Veneziana cedette un terreno a Campalto per l’uso pubblico. Le piantumazioni hanno privilegiato specie autoctone, per restituire il carattere del tipico bosco planiziale.

I boschi, uno per uno

  • Bosco di Carpenedo: circa 13 ettari tra via del Tinto e via del Boschetto, è il residuo dell’antico bosco di Valdemar, già disegnato in una mappa del 1532. Fa parte di un Sito di Interesse Comunitario della Rete Natura 2000.
  • Bosco dell’Osellino: il primo dei nuovi boschi, realizzato nel 1994-1995 dall’Azienda Regionale Foreste e dal Comune, con 13.000 piante di 35 specie; dal 2005 ha piste ciclabili, una torre di osservazione e percorsi didattici.
  • Bosco di Campalto: circa 10 ettari tra via Triestina e via Altinate, un residuo dell’antico bosco planiziale di querce e carpini, anch’esso area protetta della Rete Natura 2000.
  • Bosco Ottolenghi: circa 30 ettari tra Favaro e Dese, piantato nel 1998 con fondi europei e aperto al pubblico nel 2007.
  • Bosco di Franca: 22 ettari accanto al Bosco Ottolenghi, realizzato tra il 2003 e il 2006, con aree umide aggiunte nel 2012.
  • Bosco di Zaher: circa 50 ettari, piantato tra il 2003 e il 2009 e aperto nel 2010; lo attraversano l’ippovia Mestre-Jesolo e un percorso ciclopedonale che arriva al capolinea del tram di via Monte Celo.

Completano il sistema altri boschi più recenti o più piccoli: Asseggiano, Campagnazza, Cucchiarina, Dese e Zuin. Oggi le aree boscate gestite dal Comune sono circa 230 ettari, con 14 chilometri di percorsi da fare a piedi o in bicicletta lontano dalle auto; il Piano regolatore ne prevede fino a 1.200.

Il bosco continua a crescere. Nel marzo 2026, nell’ambito di un progetto avviato nel 2023 dal Comune con Enel e con il supporto tecnico di WOWnature, sono stati messi a dimora 460 nuovi alberi e arbusti autoctoni per ampliare il Bosco di Zaher, cento dei quali piantati insieme ai cittadini.

Alcuni boschi hanno anche una valenza di memoria. Il Bosco di Zaher è dedicato a Zaher Rezai, ragazzo afghano morto il 10 dicembre 2008 in via Orlanda a Mestre, dopo essersi aggrappato sotto un camion sbarcato al porto di Venezia. Il Bosco di Franca ricorda i desaparecidos della dittatura militare argentina, rappresentati da Franca Jarach. Il Bosco Ottolenghi è intitolato ad Adolfo Ottolenghi, rabbino di Venezia deportato e ucciso ad Auschwitz nel 1944.

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Bibliografia

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