Bosco Ottolenghi 14 Gennaio 2026

I boschi di Mestre

Boschi di Mestre | Discovery Mestre Boschi di Mestre Aree verdi che combinano natura e memoria storica Breve storia dei Boschi di Mestre L’idea di realizzare un grande bosco periurbano intorno a Mestre nasce attorno al 1984, dalle mobilitazioni ambientaliste contro il progetto di costruire il nuovo ospedale di Mestre accanto al Bosco di Carpenedo. Da quella battaglia nacque l’idea di far tornare Mestre «la città del bosco», recuperando terreni agricoli e aree marginali per restituirli ai cittadini come spazi verdi e percorsi naturalistici. Tra i protagonisti del progetto ci fu Gaetano Zorzetto, consigliere comunale e prosindaco di Mestre, che contribuì a definirne la prima impostazione; nel 2012 l’Associazione per il Bosco di Mestre gli ha dedicato un monumento nel Bosco dell’Osellino. Il progetto prese forma negli anni Novanta e soprattutto negli anni Duemila. Nel 2001 i service club mestrini fondarono l’Associazione per il Bosco di Mestre, e il Comune decise di destinare al bosco il venti per cento degli oneri delle nuove costruzioni. Nel 2003 il Comune ottenne l’usufrutto di circa 230 ettari di terreni agricoli; nel 2004 fu approvato il Master Plan, e tra il 2004 e il 2009 si svolsero le principali piantumazioni. Nel 2005 il Piano regolatore riservò al bosco 1.200 ettari, tra aree pubbliche e private, e nacque l’Istituzione Bosco e Grandi Parchi, incaricata di realizzarlo e gestirlo. Oggi le aree boschive sono affidate al Servizio Bosco e Grandi Parchi del Comune di Venezia. Fasi di realizzazione e articolazione attuale Il progetto non si è sviluppato come un’unica piantumazione su vasta scala, ma attraverso interventi graduali: «incastri» di nuove aree, ampliamenti, recuperi e collegamenti ecologici. Oggi le aree boschive che compongono il Bosco di Mestre circondano l’abitato e si intrecciano con corsi d’acqua, zone umide e terreni agricoli riconvertiti. Le componenti principali sono il Bosco di Carpenedo, il Bosco dell’Osellino, il Bosco di Campalto, il Bosco di Zaher e, nelle cosiddette Aree Querini, i boschi Ottolenghi e di Franca. Le Aree Querini appartenevano alla Fondazione Querini Stampalia, che vi piantò circa venti ettari di bosco e le diede in usufrutto al Comune di Venezia per il rimboschimento e la gestione naturalistica. Nel 2008 l’Immobiliare Veneziana cedette un terreno a Campalto per l’uso pubblico. Le piantumazioni hanno privilegiato specie autoctone, per restituire il carattere del tipico bosco planiziale. I boschi, uno per uno Bosco di Carpenedo: circa 13 ettari tra via del Tinto e via del Boschetto, è il residuo dell’antico bosco di Valdemar, già disegnato in una mappa del 1532. Fa parte di un Sito di Interesse Comunitario della Rete Natura 2000. Bosco dell’Osellino: il primo dei nuovi boschi, realizzato nel 1994-1995 dall’Azienda Regionale Foreste e dal Comune, con 13.000 piante di 35 specie; dal 2005 ha piste ciclabili, una torre di osservazione e percorsi didattici. Bosco di Campalto: circa 10 ettari tra via Triestina e via Altinate, un residuo dell’antico bosco planiziale di querce e carpini, anch’esso area protetta della Rete Natura 2000. Bosco Ottolenghi: circa 30 ettari tra Favaro e Dese, piantato nel 1998 con fondi europei e aperto al pubblico nel 2007. Bosco di Franca: 22 ettari accanto al Bosco Ottolenghi, realizzato tra il 2003 e il 2006, con aree umide aggiunte nel 2012. Bosco di Zaher: circa 50 ettari, piantato tra il 2003 e il 2009 e aperto nel 2010; lo attraversano l’ippovia Mestre-Jesolo e un percorso ciclopedonale che arriva al capolinea del tram di via Monte Celo. Completano il sistema altri boschi più recenti o più piccoli: Asseggiano, Campagnazza, Cucchiarina, Dese e Zuin. Oggi le aree boscate gestite dal Comune sono circa 230 ettari, con 14 chilometri di percorsi da fare a piedi o in bicicletta lontano dalle auto; il Piano regolatore ne prevede fino a 1.200. Il bosco continua a crescere. Nel marzo 2026, nell’ambito di un progetto avviato nel 2023 dal Comune con Enel e con il supporto tecnico di WOWnature, sono stati messi a dimora 460 nuovi alberi e arbusti autoctoni per ampliare il Bosco di Zaher, cento dei quali piantati insieme ai cittadini. Alcuni boschi hanno anche una valenza di memoria. Il Bosco di Zaher è dedicato a Zaher Rezai, ragazzo afghano morto il 10 dicembre 2008 in via Orlanda a Mestre, dopo essersi aggrappato sotto un camion sbarcato al porto di Venezia. Il Bosco di Franca ricorda i desaparecidos della dittatura militare argentina, rappresentati da Franca Jarach. Il Bosco Ottolenghi è intitolato ad Adolfo Ottolenghi, rabbino di Venezia deportato e ucciso ad Auschwitz nel 1944. Galleria Immagini Un’immagine del Bosco di Franca Scultura nel Bosco di Zaher per ricordarlo Il Bosco dell’Osellino Entrata Bosco di Carpenedo Un sentiero nel bosco dell’Osellino Sentiero del bosco di Carpenedo Bibliografia I boschi di Mestre, Opuscolo informativo, Istituzione Boschi e parchi. Comune di Venezia, I boschi. Comune di Venezia, Bosco di Mestre, 460 nuove piante, 31 marzo 2026. Comune di Venezia, Bosco di Mestre: il progetto. 8 km: perdere la vita a otto chilometri dalla richiesta di asilo, Melting Pot, dicembre 2008. «Figlia mia», Questione Giustizia. Fai conoscere Discovery Mestre Se questo articolo ti è piaciuto, condividilo con chi ama la storia del territorio. ✔ Link copiato negli appunti! × Segui i nostri social: Sostieni Discovery Mestre © 2026 Alessandro Bon (ideatore di Discovery Mestre). Tutti i diritti riservati.

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Bosco Ottolenghi 14 Gennaio 2026

I boschi Querini Stampalia

Boschi Querini Stampalia | Discovery Mestre Boschi Querini Stampalia Tra Favaro e Dese, un’oasi di biodiversità Le aree Querini Stampalia Tra Favaro e Dese si trovano alcuni ettari di terreni che appartenevano, e in parte appartengono ancora, alla Fondazione Querini Stampalia. In queste aree sono stati realizzati due boschi intitolati al rabbino Adolfo Ottolenghi, deportato e ucciso ad Auschwitz nel 1944, e a Franca Jarach, simbolo dei desaparecidos argentini, vittima del regime militare. Il Comune di Venezia si è impegnato a creare circa 200 ettari di terreno boschivo in quest’area, realizzando un bosco misto con zone umide per preservare la fauna e la flora locali. I due boschi fanno parte del più ampio Bosco di Mestre e confinano con il Bosco di Zaher. Il Bosco Ottolenghi Il Bosco Ottolenghi, parte delle proprietà della Fondazione Querini Stampalia, è stato dato in usufrutto al Comune di Venezia. Piantato nel 1998 con fondi dell’Unione Europea (reg. 2080/92), questo bosco di circa 30 ettari era già pronto per l’uso nel 2007, anno in cui è stato aperto al pubblico. L’Associazione Bosco di Mestre ha realizzato percorsi ciclabili, pedonali, cartellonistica e altri interventi per renderlo accessibile ai visitatori. Il bosco è dedicato alla memoria di Adolfo Ottolenghi, rabbino di Venezia deportato e ucciso ad Auschwitz nel 1944, una delle tante vittime della Shoah. Per omaggiarne la memoria, all’interno del parco è stato collocato un monumento progettato dall’architetto Zordan. Adolfo Ottolenghi era nato a Livorno il 30 luglio 1885. Dopo gli studi al collegio rabbinico di Livorno e in giurisprudenza a Pisa, nel 1911 arrivò a Venezia come segretario della comunità ebraica, e dal 18 maggio 1919 ne fu rabbino capo. Studioso della storia degli ebrei veneziani, decifrò le iscrizioni dell’antico cimitero ebraico del Lido e nel 1933 fu accolto come socio dell’Ateneo Veneto. Dopo il suicidio del presidente della comunità, Giuseppe Jona, il 17 settembre 1943, guidò da solo gli ebrei veneziani negli anni delle deportazioni. Quasi cieco, fu imprigionato una prima volta nel dicembre 1943; nella notte tra il 17 e il 18 agosto 1944 fu arrestato con gli anziani della Casa di ricovero israelitica e deportato ad Auschwitz, dove morì dopo il 2 settembre 1944. Nel 1947 una lapide nel Ghetto di Venezia ne ha ricordato la figura. Sulla storia degli ebrei nel nostro territorio si può leggere anche La presenza ebraica a Mestre. Il Bosco di Franca Il Bosco di Franca, confinante con il Bosco Ottolenghi, occupa un’area di 22 ettari suddivisa in tre ecosistemi: bosco, aree umide e prato. Realizzato tra il 2003 e il 2006 secondo le specifiche del Querco-Carpineto planiziale, tipico della pianura padana, il bosco è stato completato con aree umide nel 2012, grazie al Consorzio di Bonifica Acque Risorgive. Queste aree, di due ettari, depurano l’acqua dei canali irrigui che sfociano in Laguna attraverso specie vegetali igrofile, attirando anfibi e uccelli acquatici e incrementando la biodiversità. La radura, estesa per circa 3 ettari, è attraversata da un percorso ciclopedonale. La flora recente include pioppi lungo gli argini, erbacee annuali (papavero e fiordaliso) e perenni (margherita, salvia dei prati, centaurea minore, vulneraria), che fioriscono progressivamente: le annuali nel primo anno, le perenni dal secondo. Una pista ciclabile e sentieri attraversano la parte centrale del bosco. Il Bosco di Franca è dedicato ai desaparecidos della dittatura militare argentina degli anni Settanta, rappresentati simbolicamente da Franca Jarach. Nell’ambito di un progetto didattico sui diritti umani e la memoria dei desaparecidos, promosso dall’Associazione rEsistenze, memoria e storia delle donne in Veneto con scuole superiori veneziane e le rappresentanze delle Madres de Plaza de Mayo, è stata dedicata una siepe arborea come monumento vivente per ricordare le vittime. Franca Jarach nacque in Argentina il 19 dicembre 1957 da una famiglia di ebrei italiani: la madre, Vera Vigevani, milanese, era fuggita in Argentina con i genitori nel 1939 per sfuggire alle leggi razziali; il padre, Giorgio Jarach, era triestino. Studentessa brillante e impegnata nel movimento studentesco contro la dittatura di Jorge Rafael Videla, il 25 giugno 1976, a diciotto anni, fu sequestrata a Buenos Aires e rinchiusa nell’ESMA, la Escuela de Mecánica de la Armada, centro di detenzione e tortura. A metà luglio fu uccisa in uno dei «voli della morte». La madre Vera, diventata una delle Madres de Plaza de Mayo, ha saputo la verità solo nel 2000 e ha partecipato al processo ESMA che nel 2008, a Roma, si è chiuso con la condanna all’ergastolo di cinque ufficiali della Marina argentina. Nel febbraio 2023 Vera Vigevani Jarach è stata anche a Mestre per un incontro pubblico sulla memoria. Alla vita di Franca lo storico Carlo Greppi ha dedicato il libro Figlia mia (Laterza, 2025). Galleria Fotografica I boschi di Zaher, Ottolenghi e Franca Il Bosco Ottolenghi Adolfo Ottolenghi, rabbino di Venezia ucciso ad Auschwitz (1944) Franca Jarach, desaparecida argentina Il Bosco di Franca Sentieri all’interno del Bosco Ottolenghi Bosco Querini Stampalia Bibliografia I boschi di Mestre, opuscolo informativo, Istituzione Boschi e Parchi. Wikipedia (de), voce Adolfo Ottolenghi. Wikipedia, voce Vera Vigevani Jarach. Pasquale Palmieri, Alla ricerca di Franca Jarach, desaparecida, Doppiozero. A Mestre Vera Vigevani Jarach, la militante della memoria, La Nuova Venezia, febbraio 2023. Fai conoscere Discovery Mestre Se questo articolo ti è piaciuto, condividilo con chi ama la storia del territorio. ✔ Link copiato negli appunti! × Segui i nostri social: Sostieni Discovery Mestre © 2026 Alessandro Bon (ideatore di Discovery Mestre). Tutti i diritti riservati.

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