Dese 11 Maggio 2026

Forte Sirtori

Forte Sirtori | Discovery Mestre Forte Sirtori La batteria corazzata di Spinea, gemella di Forte Cosenz Costruzione e contesto storico Forte Giuseppe Sirtori sorge a Spinea, nel comune di Venezia, lungo Via del Forte, a ridosso del tracciato ferroviario dei Bivi. È una delle sei batterie corazzate della seconda generazione del Campo Trincerato di Mestre, costruite tra il 1909 e il 1912 su progetto dell’ingegnere militare Enrico Rocchi per colmare i vuoti lasciati dalla prima cintura difensiva, i tre forti di Carpenedo, Gazzera e Tron, ormai obsoleti rispetto all’evoluzione dell’artiglieria. I lavori iniziarono nel 1911 a opera dell’Impresa Rizzani di Udine. Per trasportare i materiali fino al cantiere fu costruita una ferrovia Decauville a scartamento ridotto (60 cm) dalla stazione della Valsugana fino al sito, attraverso i comuni di Chirignago e lungo Via Oriago. Il forte fu completato entro il 28 settembre 1912, giorno in cui l’esercito festeggiò il collaudo dell’intero Campo Trincerato con venti colpi di cannone. Il nome: Giuseppe Sirtori Forte Sirtori fu intitolato a Giuseppe Sirtori (Monticello Brianza, 1813 – Roma, 1874), sacerdote lombardo che abbandonò l’abito talare per abbracciare la causa risorgimentale. Dopo aver preso parte alla rivoluzione parigina del febbraio 1848, tornò in Italia e combatté nella difesa di Venezia del 1848–49, distinguendosi come fervente repubblicano e tra i più decisi oppositori del moderato Daniele Manin. Dopo l’esilio (negli atti austriaci figurava semplicemente come «Sirtori, prete lombardo»), partecipò alla spedizione dei Mille come colonnello dello stato maggiore di Garibaldi, combatté a Calatafimi e Palermo, e divenne tenente generale dell’esercito del Regno d’Italia. Fu pensionato nel 1866 dopo aver criticato pubblicamente i comandi nella battaglia di Custoza. A fianco del suo nome nella storia compaiono gli stessi patrioti che diedero il nome agli altri forti del Campo Trincerato: Cosenz, Mezzacapo, Rossarol, Poerio, tutti compagni d’armi nella difesa di Venezia del 1848. La funzione strategica di Forte Sirtori era la difesa dell’accesso a Mestre da ovest, lungo la direttrice Mirano–Chirignago. L’armamento principale era costituito da quattro cannoni da 149 A su cupola corazzata girevole a 360 gradi, affiancati da due batterie da 75 A sui fianchi per la difesa ravvicinata. Architettura e ambiente La struttura conserva i caratteri essenziali dell’architettura rocchiana: il blocco in calcestruzzo, le ali laterali, i resti del fossato interrato, il ponte d’accesso. L’area verde circostante, dove la natura si è reimpossessata degli spazi per oltre mezzo secolo, ospita biancospini, pioppi neri, querce, ontani, civette, allocchi, picchi rossi e numerose specie di anfibi. Il Campo Trincerato di Mestre è considerato uno dei sistemi difensivi ottocenteschi meglio conservati in Italia, e Forte Sirtori, per il suo legame diretto con la resistenza veneziana del 1848 e con la memoria civica di una comunità che si è battuta per salvarlo, ne è una delle testimonianze più eloquenti. Dalla Grande Guerra allo stato attuale Come tutte le batterie corazzate del Campo Trincerato, Forte Sirtori non entrò mai in combattimento. Nel 1915, pochi mesi dopo l’entrata in guerra dell’Italia, i cannoni furono smontati e inviati al fronte: l’esperienza di forti analoghi, come Forte Verena sull’Altopiano di Asiago, aveva dimostrato la loro inutilità di fronte alle artiglierie pesanti. Il forte fu riconvertito in polveriera e deposito di munizioni. Durante la Seconda guerra mondiale ospitò reparti delle Camicie Nere, poi lavoratrici civili impiegate nella contraerea, infine presidi tedeschi che alla ritirata del settembre 1943 minarono la struttura: le mine furono disinnestate dall’artificiere residente. I tedeschi asportarono le quattro cupole in nichel tagliandole a pezzi per recuperare il metallo. Il fossato fu interrato tra il 1963 e il 1965. Nel 1997 nacque il Comitato Forte Sirtori, che tra il 1998 e il 1999 organizzò operazioni di pulizia, visite guidate domenicali e un campo di lavoro internazionale del Servizio Civile Internazionale, chiedendo l’uso pubblico della struttura. La battaglia civica non ebbe però l’esito sperato: il Comune di Spinea rinunciò al diritto di prelazione e il forte fu acquistato da privati, che edificarono appartamenti nell’area antistante trasformandola in una zona residenziale recintata e sottoposero la struttura storica a un restauro privato molto contestato. Oggi Forte Sirtori è proprietà privata, inglobato in un complesso residenziale recintato, e non è accessibile al pubblico. Galleria fotografica Forte Sirtori, veduta esterna Bibliografia e fonti AA.VV., Il forte Sirtori a Spinea. Storia e ambiente di una fortificazione del Novecento (con un contributo di Claudio Zanlorenzi), WWF Miranese, storiAmestre, Comitato Forte Sirtori, 2003. Wikipedia, voce Giuseppe Sirtori. Treccani, voce Giuseppe Sirtori (Dizionario Biografico). Comune di Venezia, «Il campo trincerato di Mestre», live.comune.venezia.it, 2019. Fai conoscere Discovery Mestre Se questo articolo ti è piaciuto, condividilo con chi ama la storia del territorio. ✓ Link copiato negli appunti! × Segui i nostri social: Sostieni Discovery Mestre © Alessandro Bon (ideatore di Discovery Mestre). Tutti i diritti riservati.

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Dese 11 Maggio 2026

Forte Cosenz

Forte Cosenz | Discovery Mestre Forte Cosenz La batteria corazzata sul fiume Dese, nel Bosco di Mestre Costruzione e contesto storico Forte Cosenz sorge su un’ansa del fiume Dese, nel territorio della frazione di Favaro Veneto, a poca distanza dall’abitato di Dese, nel comune di Venezia. Costruito tra il 1911 e il 1912, è una delle batterie corazzate della seconda generazione del Campo Trincerato di Mestre, progettate dall’ingegnere militare Enrico Rocchi per integrare e potenziare il sistema difensivo della piazzaforte veneziana. All’inizio del Novecento i tre forti della prima cintura difensiva, Carpenedo, Gazzera e Tron, costruiti a partire dal 1882, erano già considerati obsoleti rispetto all’evoluzione dell’artiglieria. Il Piano di difesa nazionale del 1908 impose la realizzazione di una seconda linea più avanzata di un chilometro rispetto alla prima. Nacquero così i forti Pepe, Rossarol, Cosenz, Mezzacapo, Poerio e Sirtori, tutti realizzati in calcestruzzo secondo il modello Rocchi, radicalmente diverso dalle strutture ottocentesche in muratura e terra. Il nome: Enrico Cosenz Forte Cosenz fu intitolato alla memoria di Enrico Cosenz (Gaeta, 1820 – Roma, 1898), generale e patriota risorgimentale, protagonista della difesa di Venezia durante la prima guerra d’indipendenza del 1848–49. Cosenz aveva combattuto come comandante delle artiglierie a Forte Marghera, resistendo per tre settimane all’assalto austriaco prima di ritirarsi verso Venezia. Fu poi generale dell’Esercito Regio, capo di stato maggiore e parlamentare del Regno d’Italia. Fu proprio lui a pretendere un piano topografico dettagliato per la realizzazione del moderno sistema di fortificazioni veneziano, anticipando di fatto il progetto che avrebbe poi preso il nome di Campo Trincerato di Mestre. La funzione strategica di Forte Cosenz era il controllo della linea ferroviaria Venezia–Trieste, che scorreva nelle immediate vicinanze, e della ferrovia per Portogruaro. Architettura e armamento Sul fronte principale si aprono due ingressi e nove finestre; sulle ali laterali altre quattro finestre, con due aperture aggiuntive sui fianchi. Nell’ala sinistra era ricavato il locale per la cupola osservatorio. Tutti i soffitti sono a volta con intonaco; è ancora presente il terrapieno previsto nel progetto originale, elemento che distingue Forte Cosenz da Forte Mezzacapo, dove il terrapieno non fu mai realizzato o è andato perduto. L’intera struttura era appoggiata su un sistema di pali infissi nel terreno per il consolidamento del suolo. Come tutti i forti di seconda generazione del Campo Trincerato, Forte Cosenz venne disarmato nel 1915, pochi mesi dopo l’entrata in guerra dell’Italia. Le nuove artiglierie pesanti austro-ungariche avevano reso obsolete le batterie corazzate prima ancora che potessero essere messe alla prova. Stato attuale Il forte si trova oggi inserito nel sistema del Bosco di Mestre, l’estesa area verde sviluppatasi negli anni Ottanta del Novecento attorno all’abitato di Favaro Veneto. La sua posizione, incastrata tra la ferrovia Mestre–Trieste, il fiume Dese e il Bosco Ottolenghi, lo rende un punto di riferimento naturale per eventuali percorsi storico-naturalistici. La ciclovia AIDA collega la stazione di Mestre a Forte Cosenz in circa 8,8 km. Forte Cosenz è l’unico forte del Campo Trincerato a non essere passato di proprietà al Comune di Venezia: dopo l’acquisizione dal Demanio dello Stato da parte della Regione del Veneto nel 2018, la struttura è oggi in mano privata e non è accessibile al pubblico. Galleria fotografica Forte Cosenz, veduta esterna Bibliografia e fonti Comune di Venezia, «Il campo trincerato di Mestre», live.comune.venezia.it, 2019. Regione del Veneto, «Forte Cosenz», portale La Grande Guerra (venetograndeguerra.it). Italia Nostra, Sezione di Venezia, «Valorizzare davvero Forte Cosenz», 2017. Fai conoscere Discovery Mestre Se questo articolo ti è piaciuto, condividilo con chi ama la storia del territorio. ✓ Link copiato negli appunti! × Segui i nostri social: Sostieni Discovery Mestre © Alessandro Bon (ideatore di Discovery Mestre). Tutti i diritti riservati.

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