Giovanni Cecchini: dal Tram alla difesa della città di Mestre
Giovanni Cecchini | Discovery Mestre Giovanni Cecchini Imprenditore innamorato di Mestre Giovanni imprenditore e politico fra Chirignago e Mestre Giovanni Cecchini nacque nel 1858 in una famiglia di costruttori originaria di Villabruna, nel comune di Feltre. Con i fratelli Cesare e Luigi lavorò a lungo in Francia, dove nel 1883 costituirono a Parigi l’impresa di costruzioni «Maurer & Cecchini Fr.»; nel 1886 i tre fratelli tornarono in Italia e proseguirono l’attività a Venezia e a Mestre. Giovanni fu socio e poi successore di Cesare nelle sue attività mestrine. Nel 1896 si unì in matrimonio con Italia Morosini (1868-1947), discendente di un’antica famiglia del patriziato veneziano con forti radici anche a Mestre. I due ebbero una figlia, Adele Cecchini (1896-1996). La sua attività politica iniziò nel 1900, quando fu eletto consigliere comunale dell’allora città di Chirignago, e proseguì a Mestre dal 1910 al 1914. La sua attività imprenditoriale si svolse però prevalentemente nel comune di Mestre. Appassionato d’arte, collaborò con altri imprenditori mestrini (Luigi Pallotti, Luigi Traldi, Costante Zennaro, Arcangelo Vivit e Domenico Toniolo) per promuovere la realizzazione di un teatro nell’area di fronte a Villa Erizzo-Bianchini all’inizio del Novecento. Quest’area, l’ex Foro Boario da poco liberata dal mercato, era destinata a diventare la nuova piazza cittadina secondo il sogno del Conte De Rosa, ma il progetto fu bocciato dal Comune, che preferì assegnare quel ruolo a Piazza Umberto I. Giovanni, insieme ad altri imprenditori mestrini, fece parte di vari comitati che si opposero sia alla sottrazione dei Bottenighi da parte di Venezia per la realizzazione di Porto Marghera, sia all’annessione di Mestre a Venezia attraverso il comitato Pro Mestre. Cecchini possedeva vari terreni nell’area dei Bottenighi e, insieme al sindaco Carlo Allegri, chiedeva che il progetto industriale del Conte Volpi di Misurata fosse cogestito tra i comuni di Mestre e Venezia. La loro opposizione fu decisa: nel 1915, in un consiglio comunale, Allegri ribadì l’impossibilità per Venezia di imporre tale progetto a Mestre. Tuttavia, la battaglia si concluse quando il Conte Volpi di Misurata, divenuto Ministro, ottenne l’annessione di Mestre a Venezia, creando la cosiddetta Grande Venezia. Giovanni morì di angina pectoris il 31 dicembre 1933, all’età di 75 anni. L’attività imprenditoriale Nell’ambito imprenditoriale Giovanni si dedicò particolarmente alla realizzazione della Rete tranviaria di Mestre. Fu vicepresidente della Società Tranvie Mestre e, insieme al fratello Cesare, si occupò in particolare degli attraversamenti ferroviari delle nuove linee extraurbane. Per la Mestre-Treviso, inaugurata il 20 febbraio 1909, il tram scavalcava la ferrovia per Treviso con un cavalcavia alla Favorita, mentre ai Quattro Cantoni la ferrovia per Trieste era attraversata a raso: un addetto abbassava con un bastone il pantografo dei tram. Per la Mestre-Mirano, aperta il 1º luglio 1912, furono costruiti lungo via Miranese i cavalcaferrovia della Giustizia e della Valsugana. Nel 1933 Giovanni era ancora consigliere della Società Tranvie Mestre. I suoi interessi per Mestre lo portarono a ricoprire incarichi nel Consorzio Dese, nel nuovo acquedotto mestrino e nella Banca di Credito di Mestre. Nel 1920 acquistò dal Barone di Treves Dei Bonfili l’area che un tempo ospitava l’antico Teatro Balbi, edificandovi un nuovo edificio successivamente denominato Galleria Teatro Vecchio. Questo edificio, tutt’oggi sede di varie attività e di proprietà dei suoi eredi, è stato recentemente restaurato su progetto dell’architetto Giovanni Faoro Morosini, pronipote di Giovanni, per preservarne il fascino originale. La Galleria Teatro Vecchio rappresenta anche una via di collegamento tra Piazza Barche e Via Mestrina. Giovanni Cecchini era inoltre proprietario di Palazzo Balbi in Piazza Maggiore, sullo stesso lato di Palazzo Da Re, acquistato anni prima dal fratello Cesare. Galleria Immagini Foto di Giovanni Cecchini Ritratto di Giovanni Cecchini Panoramica di Galleria Teatro Vecchio Palazzo Da Re, dimora di Cesare Cecchini dal 1902, con i tram in Piazza Umberto I (Collezione Alessandro Bon) Ca’ Balbi, dimora di Giovanni Cecchini in Piazza Maggiore Villa Cecchini Morosini oggi Fonti e archivi L’archivio storico Cecchini, conservato dall’architetto Giovanni Faoro Morosini, si estende dal 1883 al 1996 e comprende la documentazione della Maurer & Cecchini Fr., della Società Tramvie di Mestre, della Concordia e di altre imprese collegate. Sergio Barizza, Storia di Mestre, Il Poligrafo, Padova 1994, p. 255. Wikipedia, voce Cecchini (famiglia). Wikipedia, voce Rete tranviaria di Mestre (1891-1938). Fai conoscere Discovery Mestre Se questo articolo ti è piaciuto, condividilo con chi ama la storia del territorio. ✔ Link copiato negli appunti! × Segui i nostri social: Sostieni Discovery Mestre © 2026 Alessandro Bon (ideatore di Discovery Mestre). Tutti i diritti riservati.