Isola di San Lorenzo 14 Gennaio 2026

L’Isola di San Lorenzo nel cuore di Mestre

L’Isola di San Lorenzo | Discovery Mestre L’Isola di San Lorenzo Un’area unica nel cuore di Mestre L’Isola di San Lorenzo Mestre ha nel suo cuore un’isola intitolata a San Lorenzo, probabilmente perché conteneva in parte il Borgo di San Lorenzo. L’isola si forma grazie alla biforcazione del fiume Marzenego, che avviene alle spalle del Palazzetto dello Sport intitolato a Davide Ancilotto. Qui il Marzenego si divide in due rami: il Ramo delle Beccherie, a nord, e il Ramo delle Muneghe, «monache» in veneziano, a sud dell’isola. L’altra estremità dell’isola si trova dove è stato costruito il Mercato di San Michele, che occupa la punta dell’isola di fronte a Piazzale Cialdini, dove, prima dello scavo del canale Osellino nel 1507, terminava il corso del Marzenego. Per comprendere l’aspetto dell’Isola di San Lorenzo e dei suoi due rami nel passato, possiamo esaminare il dettaglio di una mappa del 1781 di Tommaso Scalfuroto, che evidenzia l’isola nel cuore di Mestre. Questa può essere confrontata con mappe attuali della città e con altre mappe del 1682 e del 1811. Il Ramo delle Beccherie Il Ramo delle Beccherie è il letto originario del Marzenego, ed è quasi interamente scoperto ancora oggi, come mostra bene la visione satellitare. È stato coperto solo in prossimità della Torre di Mestre, dove un tempo il suo letto separava la piazza principale da Piazzetta Matter, allora Piazza delle Erbe: durante i lavori di riqualificazione della piazza, emersero i resti di un ponte antico. Dopo aver superato la piazza, il Marzenego scorre in Riviera Magellano fino a incontrare il Ramo delle Muneghe di fronte al Mercato di San Michele. Il Mercato e il Palazzetto dello Sport segnano di fatto le due estremità dell’isola. Il Ramo delle Muneghe Il Ramo delle Muneghe, a differenza del gemello settentrionale, non è un’articolazione naturale del Marzenego: già nel 1985 Luigino Casarin scriveva che questo alveo «è il Rio Cimetto (probabilmente l’originale alveo del fiume Muson)». Il Rio Cimetto, che nelle fonti compare anche come Musonel, Simetto e, in un disegno del 1682, Beseto, scende da Salzano attraverso Spinea e Chirignago; secondo Claudio Pasqual un’intestadura appena a ovest di Mestre ne convogliava parte delle acque nel Marzenego. È dunque a questo antico alveo, non al Marzenego, che il ramo meridionale dell’isola dovrebbe la propria origine. Il nome gli venne dal Monastero delle Monache delle Grazie, davanti al quale passava, e dove ora sorge l’M9. Scorre accanto a Villa Querini, proseguendo lungo Riviera XX Settembre e poi lungo Via Alessandro Poerio, ricongiungendosi al ramo gemello e cingendo l’isola e il Mercato di San Michele: dalla loro unione, il Marzenego torna a scorrere in un unico letto. A differenza del Ramo delle Beccherie, quello delle Muneghe è oggi per lo più coperto da strade e vie: solo dopo il 2012, in zona Via Poerio, il suo alveo è stato liberato, riportando un po’ della bellezza originaria e ricordando ai mestrini che Mestre, come Venezia, era una città d’acqua. Il ramo era attraversato dal Ponte della Campana, che collegava Piazza Ferretto a via Poerio, inglobato nel 1920 nella copertura del ramo, iniziata nel 1910 dalla Riviera XX Settembre, e scomparso del tutto alla vista nel 1925, quando fu intubato anche il tratto davanti alla Banca Cattolica del Veneto, oggi Centro Civico. Il nome custodisce una leggenda: nel 1513, durante l’occupazione di Mestre da parte delle truppe imperiali e spagnole di Massimiliano I, fu ordinato di requisire tutte le campane delle chiese della città per fonderle in cannoni. Una di queste, scivolata dal carro che la trasportava, cadde nel canale e vi restò sepolta, finché una marea eccezionalmente bassa, durante la ricostruzione della città, non ne rivelò la presenza vicino al ponte. Fu recuperata e collocata nel campanile di San Lorenzo, secondo quanto racconta Eugenio Vittoria in un suo libro del 1977. Poche decine di metri dopo quel ponte, un’altra deviazione prendeva le acque del ramo sud: la Brentella, un canale che scendeva rettilineo verso sud fino alla località della Rana e da qui a Malcontenta. Ebbe vita breve: fu interrata già nel primo ventennio del Settecento, e il suo tracciato sopravvive oggi solo nel toponimo di via Brenta Vecchia. Lo sbocco e i confini dell’isola Dove ora si trova Piazzale Cialdini vi era lo sbocco del Marzenego, vicino alle chiuse. Oggi l’antico fiume di Mestre confluisce nel canale artificiale Osellino, o Fossa Nuova, scavato dalla Serenissima nel 1507, per poi sfociare nella Laguna di Venezia presso Tessera. Negli ultimi anni è stato aperto un canale che passa accanto al Parco di San Giuliano. L’Isola di San Lorenzo è molto estesa, comprendendo un’area che va da Via Olimpia, l’area dell’ex Umberto I, Piazzale Candiani, Piazza Ferretto e il Centro Commerciale Le Barche. Galleria Fotografica Il Ramo delle Muneghe, l’ex Chiesa delle Grazie e il Palazzo del M9 District Il Mercato di Mestre all’apice dell’Isola di San Lorenzo Il Ramo delle Beccherie visto da Piazzetta Matter Mappa di Mestre del 1781 di Tommaso Scalfuroto Il fiume Marzenego prima di dividersi, area Palazzetto dello Sport Il ponte del Castelvecchio oggi Il Cinema Excelsior, lato Ramo delle Beccherie, dopo la ristrutturazione del 1992 Il Ramo delle Muneghe lungo Via Poerio Un ponte su Riviera Miani Bibliografia Luigino Casarin et al., in Il Marzenego. Vivere il fiume e il suo territorio, Stabilimento grafico Tonolo, Mirano 1985, p. 23. Claudio Pasqual, Breve storia delle acque di Mestre, storiAmestre, 2012. Giacomo Pasqualetto, C’è un canale qui! Il Marzenego e l’idrografia urbana di Mestre: acque interstiziali dimenticate e riscoperte, in «Venetica», 28/2013. 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