nati a Mestre 14 Gennaio 2026

Vittorio Felisati

Vittorio Felisati | Discovery Mestre Vittorio Felisati Il pittore mestrino del Novecento Biografia Vittorio Felisati (Mestre, 9 marzo 1912 – Venezia, 21 novembre 2004) è stato un pittore italiano attivo per oltre settant’anni, considerato uno dei principali interpreti del paesaggio veneto e della memoria visiva di Mestre nel Novecento. Era fratello del partigiano Giovanni Felisati, figura importante della Resistenza mestrina. Dopo gli studi presso la Scuola d’Arte di Mestre — frequentata insieme a Luigi Candiani sotto la guida del professor Giuseppe Urbani De Gheltof — Felisati iniziò a entrare nel circuito espositivo locale, ottenendo i primi riconoscimenti con la partecipazione alla collettiva dell’Opera Bevilacqua La Masa, trampolino di lancio per molti artisti veneziani e veneti del periodo. Tra gli anni Trenta e Quaranta avviò un percorso espositivo regolare che lo portò a partecipare a concorsi, premi nazionali e rassegne venete, consolidando progressivamente la sua presenza nel panorama artistico regionale. Col passare dei decenni il suo lavoro divenne un riferimento per la pittura di paesaggio nella terraferma veneziana, sia per l’impianto lirico delle sue vedute sia per il valore documentario delle sue rappresentazioni di Mestre, della campagna e della laguna. La sua carriera espositiva proseguì fino agli anni Duemila con mostre personali, retrospettive e presenze in collezioni ecclesiastiche e civiche: opere sue sono tuttora conservate nella chiesa di Carpenedo, nella chiesa dei Cappuccini, nella Municipalità di Mestre e al Centro Don Vecchi. Dopo la sua scomparsa nel 2004, il suo lavoro è stato più volte oggetto di rassegne celebrative, sia in Italia che all’estero. Attività artistica L’attività artistica di Vittorio Felisati si caratterizza per un’intensa partecipazione a premi e concorsi a partire dal secondo dopoguerra. È documentata la sua presenza: al Premio Riviera del Brenta (1947) al Premio San Donà di Piave (1952) alla Biennale d’Arte Triveneta di Padova (1953) al Premio Città di Pordenone (1954) al Premio Città di Portogruaro (1956, premiato) al concorso di Badia Polesine (1956) al Premio Burano Dal 1958 Felisati partecipò inoltre a dieci edizioni del Premio Mestre, diventando una presenza costante. Nel 1962 ottenne uno dei riconoscimenti più prestigiosi della sua carriera: il Pennello d’Oro del Premio Mestre. Negli anni successivi la sua attività espositiva si intensificò ulteriormente: Premio di pittura Città di Mirano (premiato, 1960) Biennale Triveneta a Padova (1963) concorso di Rosa Pineta (premiato) premi di Castelfranco, Caorle, Thiene Particolare importanza ebbe il Premio biennale Luigi Serena, tra i più significativi della pittura veneta del periodo. Il 1968 fu un anno eccezionale, con un doppio primo premio: 1º Premio al concorso di pittura di Torre di Mosto 1º Premio al concorso di Romano d’Ezzelino Nel 1973 ottenne anche il 1º Premio al Premio Mestre, a conferma della sua centralità nella scena artistica mestrina. Tra le esposizioni più rilevanti si ricordano: mostra antologica alla Galleria Fides Arte (1979), nel ciclo organizzato da Espo-Mestre partecipazione alla mostra Omaggio alla Riviera del Brenta (1980) rassegna dedicata ai paesaggi asolani presso la Galleria Gigli di Mestre (1981) Coppa al Premio “La Cella” di Mestre (1982) Nel 1983 il Comune di Venezia organizzò la grande antologica Per una storia di Mestre, con 35 opere realizzate tra il 1930 e il 1981. Negli anni successivi seguirono numerose mostre personali e collettive a Venezia, Mestre, Jesolo e Noale. Nel 1999 Felisati tornò in una sede istituzionale con la mostra Vedute mestrine a Villa Ceresa, sempre a cura del Comune di Venezia. Rilevante anche il riconoscimento internazionale: nel giugno 2008, a Bruxelles, fu allestita la mostra La Vénétie méconnue / Het miskende Veneto, con trenta opere inedite, patrocinata dall’Istituto Italiano di Cultura e sostenuta dalla Banca Monte Paschi Belgio. Dal 10 dicembre 2008 al 16 gennaio 2009, a Mestre, si tenne la mostra Incontri d’autore: Vittorio Felisati, tra le prime retrospettive postume dedicate al pittore. Visita il sito ufficiale del pittore mestrino. Galleria Immagini e Video Vittorio Felisati, Via San Donà, 1930 Autoritratto di Vittorio Felisati Bibliografia Parte del testo è tratta dalla pagina Wikipedia — Vittorio Felisati. Fai conoscere Discovery Mestre Se questo articolo ti è piaciuto, condividilo con chi ama la storia del territorio. ✔ Link copiato negli appunti! × Segui i nostri social: Sostieni Discovery Mestre © 2026 Alessandro Bon (ideatore di Discovery Mestre). Tutti i diritti riservati.

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Luigi Candiani

Luigi Candiani | Discovery Mestre Luigi Candiani Paesaggista impressionista mestrino Luigi Candiani, noto come Gigi (Mestre, 5 luglio 1903 – Mestre, 14 settembre 1963), è stato un rinomato pittore italiano, celebre per i suoi paesaggi veneti intrisi di atmosfere impressioniste. La sua carriera artistica iniziò presso la scuola d’arte Ticozzi di Mestre, sotto la guida del maestro Giuseppe Urbani De Gheltof. Nel 1926 partecipò alla sua prima mostra d’arte nella città natale. Dal 1929 al 1963 fu presente a tutte le mostre collettive organizzate dall’Opera Bevilacqua La Masa e prese parte a prestigiose rassegne, tra cui quattro edizioni della Quadriennale di Roma e tre edizioni dell’Esposizione Internazionale d’Arte di Venezia, ottenendo numerosi riconoscimenti. Nel 1953 si aggiudicò, ex aequo, la terza edizione del Premio Burano con l’opera Riflessi verso sera. I suoi dipinti si concentrano prevalentemente su paesaggi — in particolare della Laguna e del Veneziano, ma anche del Trevigiano, del Padovano e del Vicentino — con evidenti richiami allo stile impressionista. Caratteristica distintiva delle sue opere è l’uso di strutture portanti in rosa e azzurro, che negli ultimi anni della carriera si tinsero di tonalità più grigie. Dopo la sua morte, numerose retrospettive in Italia e all’estero hanno celebrato il suo contributo artistico. A Mestre il suo nome è ricordato attraverso una piazza e il Centro Culturale Candiani, situato nella stessa piazzetta vicino a Piazza Erminio Ferretto. Nel 2013 il critico d’arte Alain Chivilò ha pubblicato la monografia Tessere di vita, che per la prima volta analizza in profondità la vita e l’opera di Candiani, evidenziando gli elementi distintivi della sua pittura lirica e delicata. Nel 2016 Chivilò ha curato una seconda monografia, Gigi Candiani. Atmosfere Rarefatte (192 pagine), con documenti, foto inedite e un’ampia selezione di disegni e oli. Galleria Immagini Luigi Candiani (1903–1963) — Marina con Barche a Vela Il Centro Culturale Candiani in Piazzetta Candiani, vicino a Piazza Erminio Ferretto Piazzale Candiani Bibliografia Parte del testo è tratta dalla voce Luigi Candiani su Wikipedia. Chivilò, Alain. Tessere di vita, 2013. Chivilò, Alain. Gigi Candiani. Atmosfere Rarefatte, 2016. Fai conoscere Discovery Mestre Se questo articolo ti è piaciuto, condividilo con chi ama la storia del territorio. ✔ Link copiato negli appunti! × Segui i nostri social: Sostieni Discovery Mestre © 2026 Alessandro Bon (ideatore di Discovery Mestre). Tutti i diritti riservati.

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Giovanni Felisati

Giovanni Felisati | Discovery Mestre Giovanni Felisati Il partigiano mestrino fucilato a Ca’ Giustinian Operaio e partigiano Giovanni Felisati nacque a Mestre il 24 giugno 1909, figlio di Ermete Felisati e di Luisa Beltrami. Suo fratello era il pittore Vittorio Felisati. Operaio della fabbrica Montevecchio di Marghera, detto «il moro», era comunista e partecipò alla Resistenza. L’8 gennaio 1944 fu arrestato e rinchiuso nel carcere veneziano di Santa Maria Maggiore. I tredici martiri di Ca’ Giustinian La mattina del 26 luglio 1944 due partigiani di un Gap veneziano, comandato da Aldo Varisco, fecero esplodere una carica a Ca’ Giustinian, sul Canal Grande: il palazzo era la sede del Comando provinciale della Guardia Nazionale Repubblicana, dell’Ufficio politico investigativo e di uffici tedeschi, ed era un luogo di tortura. La risposta fascista fu immediata. Nella notte del 27 luglio il capo della Provincia Pietro Cosmin convocò un Tribunale straordinario di guerra, che condannò a morte tredici detenuti politici del carcere di Santa Maria Maggiore, in gran parte del Sandonatese. Tra loro c’era Giovanni Felisati. Alle cinque del mattino del 28 luglio 1944 i tredici furono portati sulle macerie di Ca’ Giustinian, incatenati a gruppi di due o tre e fucilati da ufficiali e militi della GNR. I corpi rimasero esposti sul luogo dell’esecuzione. Con lui morirono Attilio Basso, Stefano Bertazzolo, Francesco Biancotto, Ernesto D’Andrea, Angelo Gressani, Enzo Gusso, Gustavo Levorin, Violante Momesso, Venceslao Nardean, Amedeo Peruch, Giovanni Tamai e Giovanni Tronco. Nel dopoguerra alcuni dei responsabili furono processati dalla Corte d’Assise straordinaria di Venezia. La memoria Nell’autunno del 1944 fu intitolato a Giovanni Felisati il battaglione Garibaldi «Felisati», che operava nella zona orientale del Mestrino con Augusto Pettenò comandante e Erminio Ferretto commissario politico. A Mestre gli è dedicata una via, parallela a via Piave. Sul luogo dell’eccidio, a Venezia, una targa ricorda i tredici martiri, e ogni anno a fine luglio vi si tiene una cerimonia; ai Tredici Martiri sono intitolate una calle a Venezia, una via a San Donà di Piave e la piazza municipale di Ceggia. Galleria Immagini Giovanni Felisati A Giovanni Felisati è dedicata una via parallela a Via Piave Bibliografia Voce Giovanni Felisati su Wikipedia. Marco Borghi, Episodio di Calle del Ridotto-Ca’ Giustinian, Venezia, 27-28.07.1944, Atlante delle stragi naziste e fasciste in Italia, Iveser. Giuseppe Gaddi, I 13 Martiri di Ca’ Giustinian, Edizioni de «La Voce del popolo», Venezia 1945. Giulio Bobbo, Venezia in tempo di guerra, 1943-1945, Il Poligrafo, Padova 2005. Voce Resistenza a Mestre su Wikipedia. Fai conoscere Discovery Mestre Se questo articolo ti è piaciuto, condividilo con chi ama la storia del territorio. ✔ Link copiato negli appunti! × Segui i nostri social: Sostieni Discovery Mestre © 2026 Alessandro Bon (ideatore di Discovery Mestre). Tutti i diritti riservati.

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Erminio Ferretto

Erminio Ferretto | Discovery Mestre Erminio Ferretto Un partigiano simbolo di Mestre Erminio Ferretto: un eroe partigiano Erminio Ferretto nacque il 12 dicembre 1915 a Carpenedo, allora comune autonomo e oggi quartiere di Mestre, e morì a Bonisiolo di Mogliano Veneto nella notte tra il 5 e il 6 febbraio 1945. Il padre era un commerciante con alcuni immobili a Carpenedo; Erminio era il terzo di cinque figli; la madre morì quando lui era ancora bambino, e i fratelli crebbero affidati alla sorella maggiore Flora. Ancora ragazzo andò a lavorare come commesso nella bottega dei fratelli Coin a Mestre. Dalla Francia alla Spagna A quindici anni, piuttosto che vivere sotto il fascismo, emigrò in Francia, dove si mantenne facendo il pittore edile. Nel luglio 1937 passò clandestinamente in Spagna per difendere la Repubblica contro Francisco Franco e si arruolò nelle Brigate internazionali: con la XII Brigata combatté in Aragona, sull’Ebro e in Estremadura. Fu un’esperienza condivisa con circa quattromila italiani: lì imparò le tecniche della guerriglia, strinse amicizia con il mestrino Augusto Pettenò e aderì al Partito Comunista Italiano. Caduta la Repubblica spagnola nel 1939, riparò in Francia. Con il governo di Vichy fu arrestato e internato nel campo di Gurs, ai piedi dei Pirenei, e poi consegnato alla polizia italiana. Processato, dal giugno 1941 fu confinato a Ventotene, dove si trovavano centinaia di antifascisti, tra cui Umberto Terracini, Luigi Longo, Sandro Pertini e Altiero Spinelli. Fu liberato nell’agosto 1943, dopo la caduta del fascismo. «El Venezian» Tornato a Mestre, dopo l’armistizio dell’8 settembre organizzò con altri compagni gruppi di opposizione nelle fabbriche di Porto Marghera: recupero di armi ed esplosivi, sabotaggi della produzione bellica, scioperi. Lavorò anche per riorganizzare il Partito comunista in città. Il 2 febbraio 1944 fu arrestato, torturato e interrogato; non rivelò nulla e dopo qualche giorno fu rilasciato. Mestre era diventata troppo pericolosa. Ai primi di marzo 1944, con Augusto Pettenò, Diomiro Munaretto «Danton» e il cugino Ruggiero Ferretto, raggiunse la zona del Vajont e della Val Cellina. Qui si unì alla formazione «Tino Frediani», poi confluita nella Divisione Garibaldi «Nino Nannetti», e contribuì alla nascita delle prime bande tra il Bellunese e l’alto Trevigiano, da cui nacquero le brigate «Mazzini» e «Tollot», attive tra Valdobbiadene e Vittorio Veneto. Per tutti divenne «El Venezian». Con Pettenò fondò il battaglione «Mestre», formato da giovani mestrini e trevigiani, all’interno della brigata «Tollot», e ne assunse il comando. I grandi rastrellamenti del settembre 1944 costrinsero le formazioni di montagna a ripiegare. Ferretto scese in pianura e, con Pettenò, diede vita al battaglione Garibaldi «Giovanni Felisati»: Pettenò ne era il comandante, Ferretto il commissario politico. Il battaglione era intitolato all’operaio mestrino ucciso nella rappresaglia fascista di Ca’ Giustinian a Venezia il 28 luglio 1944. Dall’autunno la «Felisati» operò nella zona orientale del Mestrino e nei comuni di Mogliano, Marcon e Quarto d’Altino con sabotaggi, attentati e scontri, spesso insieme ai nuclei dei GAP, i Gruppi di azione patriottica, sostenuta dalle famiglie contadine che nascondevano i partigiani e davano loro da mangiare, come i Florian di Dese e i Pavan di Bonisiolo. La notte di Bonisiolo All’inizio di febbraio 1945 il gruppo di comando era ospite della casa colonica del mezzadro Ferdinando Pavan a Bonisiolo. Il 5 febbraio tre staffette di ritorno da Combai furono fermate dai fascisti a Casale sul Sile; solo la donna riuscì a fuggire e ad avvisare Ferretto. «El Venezian» fece spostare due squadre in altri rifugi e rimase a Bonisiolo con il comando: il cugino Martino Ferretto, Ettore Mestriner, Giuseppe Bresolin e Giuseppe Battaglia. Nella notte arrivarono le brigate nere, guidate da una delle staffette arrestate. Battaglia, ferito, riuscì a fuggire dal tetto del fienile; Mestriner e Bresolin si salvarono nascosti al piano di sopra. Erminio e Martino si gettarono nella mangiatoia, sotto il fieno. I fascisti frugarono con i forconi: Martino, colpito a una gamba, riuscì a non gridare; Erminio, ferito, si tradì con un grido. Fatto uscire allo scoperto, fu ucciso con una raffica di mitra verso le due del mattino del 6 febbraio. Aveva ventinove anni. La Brigata Ferretto e la liberazione di Mestre Dopo la sua morte il battaglione si riorganizzò: dall’unione di tre battaglioni nacque la 31ª Brigata Garibaldi «Erminio Ferretto», comandata dal cugino Martino Ferretto, con Umberto De Bei commissario politico. La brigata continuò i sabotaggi e gli attacchi alle caserme delle brigate nere e della Guardia nazionale repubblicana, con la complicità della popolazione. Tra le sue staffette c’era Elisa Campion, nata a Carbonera, che partecipò anche alla liberazione di Vincenzo Fonti, condannato a morte e rinchiuso nella caserma della GNR di Treviso. Insieme alla Brigata «Battisti» di Giovanni Battois e con il sostegno del CLN, la «Ferretto» condusse le operazioni finali per la liberazione di Mestre. Dal mattino del 28 aprile 1945 i partigiani affrontarono i tedeschi in ritirata a Campalto, sulla via Triestina, alla stazione ferroviaria e sul Terraglio; il 29 aprile arrivarono gli Alleati. La memoria Il 29 aprile 1945, all’indomani della Liberazione, il Comitato di Liberazione Nazionale di Mestre intitolò a lui la piazza principale della città. Nell’Ottocento era Piazza Maggiore; era poi diventata Piazza Umberto I e infine, durante la Repubblica Sociale, Piazza Ettore Muti, dal nome del gerarca fascista. Oggi è Piazza Ferretto. Ai primi di maggio da quella piazza partirono i funerali pubblici di molti partigiani mestrini caduti; quelli di Erminio Ferretto si tennero il 4 maggio 1945, e oggi riposa nel cimitero di Mestre. A Mogliano Veneto gli è intitolata una via, dove sorge un cippo in sua memoria. Ogni anno, il 6 febbraio, i Comuni di Venezia, Mogliano Veneto e Marcon lo ricordano con una cerimonia davanti al cippo. Della Resistenza mestrina racconta anche la storia di Hermann Krull jr. Galleria Fotografica Il cippo in memoria di Erminio Ferretto a Mogliano Veneto, nella via a lui dedicata Fontana di Alberto Viani in Piazza Ferretto Foto di Erminio Ferretto Piazza Ferretto: nell’Ottocento Piazza Maggiore, poi Piazza Umberto I e Piazza Ettore Muti Bibliografia Voce Erminio Ferretto su Wikipedia. Erminio Ferretto, in Donne e Uomini della Resistenza, ANPI. U. De Bei, A. Pettenò, M. Ferretto, V. Fonti, Erminio Ferretto «El Venezian», in G. Turcato, A. Zanon Dal Bo, 1943-45. Venezia nella Resistenza, Comune di Venezia, 1976. G. Turcato, Kim e i suoi compagni. Testimonianze della resistenza veneziana, Marsilio, Venezia 1980. Voce Resistenza a Mestre su Wikipedia. Sandra Savogin, Tra guerra e Resistenza. Mestre e il suo territorio dal 1940 al 1945, Cleup, Padova 2015. U. Zane, S. Savogin, Erminio Ferretto. Per non dimenticare, documentario del Comune di Venezia, 2010. «Erminio Ferretto, chi sarà mai?», La Nuova Venezia. Anniversario della morte del partigiano Erminio Ferretto, VeneziaToday. Fai conoscere Discovery Mestre Se questo articolo ti è piaciuto, condividilo con chi ama la storia del territorio. ✔ Link copiato negli appunti! × Segui i nostri social: Sostieni Discovery Mestre © 2026 Alessandro Bon (ideatore di Discovery Mestre). Tutti i diritti riservati.

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nati a Mestre 04 Settembre 2021

Alessandro Pomi

Alessandro Pomi | Discovery Mestre Alessandro Pomi Il grande pittore mestrino del Novecento La formazione e l’attività artistica Alessandro Pomi (Mestre, 1890 – Venezia, 1976) si formò presso l’Accademia di Belle Arti di Venezia sotto la guida di Ettore Tito (1859–1941). Continuò la sua formazione con viaggi in Germania e soprattutto soggiornando a Firenze e Roma. Iniziò la sua attività legandosi alla tradizione accademica della figura, fortemente influenzato dal tonalismo veneto, per poi rapportarsi positivamente con gli esponenti della Secessione di Ca’ Pesaro, dove aprì uno studio dal 1910 fino alla fine della Prima Guerra Mondiale. Vi espose negli anni 1914, 1922, 1924, 1928, 1930, 1932, 1934, 1936, 1940, 1942 e 1948. Nel 1911 partecipò all’Esposizione Internazionale di Roma. Influenzato da Tito, Pomi pose lo sguardo sulla vita quotidiana di Venezia, evolvendo il suo tratto pittorico nel tempo. Negli anni Venti predilesse partecipare al Circolo Artistico del Ponte della Paglia, collaborando con artisti come Lino Selvatico, Cosimo Privato e Umberto Martina. L’erede simbolico di Ettore Tito Nel corso della sua carriera, Alessandro Pomi conquistò l’apprezzamento dei collezionisti veneti, diventando l’erede simbolico di Ettore Tito. Negli anni Venti tenne importanti mostre, tra cui una personale alla Galleria Pesaro di Milano nel 1928, dove fu elogiato dalla critica. Dal 1923 al 1950 partecipò all’International Exhibition of Paintings al Carnegie Institute di Pittsburgh, dove ottenne un Premio Popolare nel 1931, guadagnando notorietà anche in America. A Mestre realizzò gli affreschi sulla facciata del Cinema Excelsior in Piazza Ferretto e l’opera Trionfo di Apollo sul soffitto del Teatro Toniolo. Tra le sue opere spiccano anche le Stazioni della Via Crucis per il Duomo di Treviso, eseguite nella metà degli anni Trenta. Pomi continuò a esporre fino al 1948, per poi ritirarsi dagli anni Cinquanta in una vita intima e appartata, dipingendo scenette della quotidianità di evidente tradizione ottocentesca. Morì a Venezia nel 1976. Galleria Fotografica Fanciulla allo Specchio Susanna (1931), olio su tela Ritratto di Gentiluomo (Cesare Cecchini) Terzo affresco sulla facciata del Cinema Excelsior Secondo affresco sulla facciata del Cinema Excelsior Primo affresco sulla facciata del Cinema Excelsior Sera a Fusina (1924–1928), olio su compensato — Collezione FriulAdria Il Trionfo di Apollo — affresco al Teatro Toniolo Ritratto di Edmondo Matter Affreschi di Pomi in una sala concerti Autoritratto di Alessandro Pomi Riferimenti La poetica della luce in Laguna in alcune opere di Alessandro Pomi. Fai conoscere Discovery Mestre Se questo articolo ti è piaciuto, condividilo con chi ama la storia del territorio. ✔ Link copiato negli appunti! × Segui i nostri social: Sostieni Discovery Mestre © 2026 Alessandro Bon (ideatore di Discovery Mestre). Tutti i diritti riservati.

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