Antonia Negri Tomii, «la Mestrina»
Antonia Negri Tomii, «la Mestrina»
Nei libretti d'opera del Settecento il suo nome compare quasi sempre con un soprannome: «Antonia Negri Tomii, detta la Mestrina». Fu una delle cantanti più note della sua generazione nei teatri di Venezia e d'Italia, fra gli anni Trenta e Quaranta del secolo, accanto ai grandi interpreti del tempo.
Una cantante chiamata «la Mestrina»
Il soprannome la lega a Mestre, ma i contemporanei la dicevano veneziana. Francesco Saverio Quadrio, che scriveva nel 1744 quando lei era ancora in scena, la chiama «Antonia Negri Tomi, Veneziana, detta la Mestrina», e un libretto dell'«Artaserse» di Metastasio, nel 1740, la presenta come «la Mestrina di Venezia». Dove fosse nata con precisione non lo sappiamo: il nome d'arte fa pensare a un'origine mestrina o a una famiglia venuta da Mestre, ma finora nessun documento lo conferma.
Quadrio osserva anche che all'inizio della carriera non era ancora sposata, e nei libretti compariva semplicemente come Antonia Negri. Il cognome Tomii arrivò con il matrimonio. Alcuni cataloghi moderni registrano anche un'«Anna Negri detta la Mestrina»: con ogni probabilità è lei stessa, con il nome di battesimo storpiato, ma la questione resta aperta.
Sulle scene del Settecento
Nella primavera del 1733 cantava a Venezia nella «Ginevra» di Antonio Salvi al teatro San Samuele. In una «Merope» di Apostolo Zeno ebbe la parte di Argia accanto a Carlo Broschi detto il Farinelli, il castrato più celebre del secolo, che era Epitide. Nel 1734 è nel libretto «La forza dell'amore e dell'odio» del conte Francesco Prata, nel 1740 nell'«Artaserse» e a Modena nella festa teatrale «Le nozze del piacere e dell'allegria».
Nel novembre 1741 era al San Giovanni Grisostomo accanto a Vittoria Tesi, probabilmente nel «Tigrane» su libretto di Carlo Goldoni, dove la Tesi era Cleopatra e lei la principessa Apamia. Nel carnevale del 1742, nello stesso teatro, fu di nuovo Argia nella «Merope» con musica di Niccolò Jommelli, ancora con la Tesi e con Antonio Uberti detto il Porporino.
Lo stesso Farinelli parla di lei in una lettera: «La Mestrina qui dicono che il matrimonio li ha fatto pregiudizio». Secondo le voci di teatro, la voce aveva sofferto dopo le nozze.
Le caricature di Zanetti
La sua fama arrivò fino a Parigi. Fra il 1727 e il 1729 l'abate veneziano Antonio Conti scriveva alla contessa di Caylus che Anton Maria Zanetti aveva fatto il ritratto del Farinelli «aussi bien que celui de la Mestrina». Zanetti, collezionista e incisore, disegnava a penna caricature dei cantanti che vedeva in teatro; il suo album è oggi alla Fondazione Giorgio Cini di Venezia ed è stato pubblicato nel 1969 da Alessandro Bettagno.
Un album simile, con disegni di Zanetti e di Marco Ricci, apparteneva al console inglese Joseph Smith, che aveva un palco al San Giovanni Grisostomo; oggi è nella Royal Collection britannica. Vi si trova una caricatura datata novembre 1741 che mostra insieme Vittoria Tesi e Antonia Negri Tomi, due cantanti «di statura contrastante», di profilo, con i pennacchi fra i capelli, e un altro foglio dedicato alla sola Negri Tomi.
Una famiglia di musicisti
Il marito, Pellegrino Tomii, era un cantante bolognese di fama, poi cantore della cappella di San Marco e maestro di canto all'ospedale dei Derelitti. Secondo lo storico Pier Giuseppe Gillio, lei era «un'ancor più celebre cantante». La musica continuò nei figli: una figlia cantò nel coro dell'ospedale dei Mendicanti, e l'abate Flaminio Tomii fu tenore a San Marco dal 1760 al 1766, ricordato anche dal viaggiatore inglese Charles Burney.
Galleria immagini
Bibliografia e fonti
- Francesco Saverio Quadrio, Della storia e della ragione d'ogni poesia, vol. III, Milano 1744, p. 534.
- Taddeo Wiel, I teatri musicali veneziani del Settecento, Venezia 1897, pp. 113, 121.
- Claudio Sartori, I libretti italiani a stampa dalle origini al 1800, vol. IV, p. 138, e vol. VII, Indici, p. 430.
- Antonio Conti, Lettere da Venezia a madame la Comtesse de Caylus 1727-1729, a cura di Sylvie Mamy, Firenze 2003.
- Caricature di Anton Maria Zanetti, a cura di Alessandro Bettagno, Venezia, Neri Pozza, 1969.
- Gianluca Stefani, «Le convenienze teatrali: i cantanti nelle caricature di Anton Maria Zanetti», in Drammaturgia, XI, n.s. 1, 2014, pp. 139-166.
- Royal Collection Trust, Vittoria Tesi Tramontini and Antonia Negri Tomi, RCIN 907413.
- Pier Giuseppe Gillio, L'attività musicale negli ospedali di Venezia nel Settecento, Firenze 2006, p. 131.
- Luigi Verdi, Il fantasma del Farinelli, Centro studi Farinelli, 2005, p. 46.