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La letteratura ebraica a Mestre 

La letteratura ebraica a Mestre | Discovery Mestre

La letteratura ebraica a Mestre

Come Mestre divenne un centro culturale ebraico

Religione e testi sacri ebraici a Mestre

Come visto la comunità ebraica a Mestre, fra il XIV e il XVI secolo, era una comunità strutturata con un edificio religioso, aveva adibito una casa dei Tron sito nella Calle de Mezo a Sinagoga, una scuola, yeshiva, ed un Rabbino che officiava le funzioni. Oltre a un capo della comunità noto come parnàs. Una struttura che era presente a Mestre ma a cui faceva riferimento anche Venezia in quanto gli ebrei si spostavano spesso da una parte all'altra della Laguna in base agli umori delle autorità politiche e religiose.

La comunità ebraica mestrina era composta da ebrei aschenaziti, che in ebraico medioevale voleva dire germanico, cioè provenienti per lo più dalla Germania e dall'Europa dell'Est. Molti di questi ebrei intraprendevano spesso viaggi fra la Germania e il Dominio della Serenissima sia per svolgere affari sia perché essendo originari della Germania avevano parte della propria famiglia nelle città del Sacro Romano Impero.

In quel periodo Mestre divenne sede culturale della comunità ebraica e vide la pubblicazione e la conservazione di libri sia in lingua Yiddish che in ebraico.

Fra i testi pubblicati nel "borgo fortilizio" di Mestre, come veniva chiamato da Venezia, possiamo citare l'edizione ad opera di Yosef di Mosheh del "Leket Yosher", di Joseph Ben Moses, (1470), un testo che conteneva leggi ebraiche ed episodi di vita del suo Maestro il Rabbino Israel Isserlein. Hayyim Israel Rapa, che ospitava nella propria dimora Yosef, nel 1467 pubblicò il Codice Mantova VIII e fu possessore del Codice Livorno II. Il Rapa, (cognome che a volte viene scritto come Rapp o Rap nel caso di altri mestrini e veneziani ebrei di adozione), era stato cacciato da Mainz (Magonza) nel 1462. I Rapp erano una delle famiglie ebree più importanti che operavano nel nord Italia in vari ambiti, dal campo economico, prestiti, al campo della cultura e religioso.

Vissero a Mestre in quegli anni molti grandi studiosi ebrei come il Rabbino e parnàs Meshullam Cusi che arrivò a Mestre nel 1463 e vi soggiornò fino al 1468. Meshullam fu un grande mercante e uomo di cultura che aprì a Piove di Sacco una importante stamperia in cui fu riprodotto il "Arba'ah Turim" di Yaakov Ben Asher, ebreo Askenazita che visse in Spagna. Qui morì nel 1474. Fu deputato alla raccolta di fondi per gli ebrei di Palestina.

Il grande studioso ebreo Joseph Colon visse a Mestre nello stesso periodo del Cusi e fu per un breve periodo Rabbino del Borgo. Ebbe l'arduo compito di cercare di mettere pace tra il Cusi e il nuovo parnàs di Mestre Zusman. Il Colon si trasferì a Mantova, alla fine degli anni Sessanta.

Sempre a Mestre nel XV secolo vennero stampate le opere dello studioso, poeta e scrittore Menahem Oldendorf, (Mandolino) "Frauen – bikhlen", un testo di precetti religiosi per le donne aschenazite, all'interno di cui vi era l'omelia "Pensieri sulla Morte", e il Selihot, un testo di preghiere in preparazione per la festa di Rosh haShanah, il capodanno civile ebraico.

Renata Segre racconta la storia di Bonaventura da Ulma, cioè originario della città tedesca di Ulma, che risiedette e lavorò fra Mestre e Venezia e che oltre a svolgere l'attività di feneratore, prestatore con tasso di interesse, fu anche mecenate e collezionista di libri scritti in yiddish, una lingua di matrice germanica usata dagli askenaziti. Bonaventura ebbe tre figli che continuarono l'attività di prestatori ma che alla morte del padre non rivendicarono l'intera eredità compresi i libri presenti nella sua biblioteca. Testi preziosi fra cui alcuni antichi codici in yiddish molto rari che, forse a causa di ciò, andarono perduti.

Sempre a Mestre lo scriba Seligman da Norinberga nel 1474 trascrisse le 1274 ricette mediche a base di erbe medicinali che facevano parte del testo in yiddish Sefer refues. Seligman fu anche rabbino della sinagoga di rito tedesco e parnàs con l'appellativo di Susman.

Per ultimo, non per importanza, fra i notabili ebrei che operarono fra Mestre e Venezia va ricordato il filosofo e grande letterato Aron del fu Jacob che operava, come gli altri ebrei, fra Venezia e Mestre e che era considerato un uomo di grande cultura. La sua cultura fu riconosciuta persino dal Sanudo che nei suoi Diarii, gli dedicò un epitaffio dopo che venne assassinato brutalmente: "In questo zorno, 12 settembre 1503, fo amazato, da chi non si sa, di zorno, verso Santo Stephano, Aron zudio gran filosofo, el qual non credeva in niuna fede et perché era homo degno, qui ne ho fato memoria".

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Bibliografia

  • Reinhold C. Mueller – "Venezia nel tardo medioevo. Economia e società", Viella Editrice
  • Renata Segre – "Preludio al Ghetto di Venezia. Gli ebrei sotto i Dogi. 1250 -1516"
  • Mestre – Il 24° (Francesco Scipione Fapanni – Centro Studi Storici di Mestre)

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