Il Campo trincerato di Mestre

Forte Sirtori

Forte Sirtori | Discovery Mestre

Forte Sirtori

La batteria corazzata di Spinea, gemella di Forte Cosenz

Costruzione e contesto storico

Forte Giuseppe Sirtori sorge a Spinea, nel comune di Venezia, lungo Via del Forte, a ridosso del tracciato ferroviario dei Bivi. È una delle sei batterie corazzate della seconda generazione del Campo Trincerato di Mestre, costruite tra il 1909 e il 1912 su progetto dell’ingegnere militare Enrico Rocchi per colmare i vuoti lasciati dalla prima cintura difensiva, i tre forti di Carpenedo, Gazzera e Tron, ormai obsoleti rispetto all’evoluzione dell’artiglieria. I lavori iniziarono nel 1911 a opera dell’Impresa Rizzani di Udine. Per trasportare i materiali fino al cantiere fu costruita una ferrovia Decauville a scartamento ridotto (60 cm) dalla stazione della Valsugana fino al sito, attraverso i comuni di Chirignago e lungo Via Oriago. Il forte fu completato entro il 28 settembre 1912, giorno in cui l’esercito festeggiò il collaudo dell’intero Campo Trincerato con venti colpi di cannone.

Il nome: Giuseppe Sirtori

Forte Sirtori fu intitolato a Giuseppe Sirtori (Monticello Brianza, 1813 – Roma, 1874), sacerdote lombardo che abbandonò l’abito talare per abbracciare la causa risorgimentale. Dopo aver preso parte alla rivoluzione parigina del febbraio 1848, tornò in Italia e combatté nella difesa di Venezia del 1848–49, distinguendosi come fervente repubblicano e tra i più decisi oppositori del moderato Daniele Manin. Dopo l’esilio (negli atti austriaci figurava semplicemente come «Sirtori, prete lombardo»), partecipò alla spedizione dei Mille come colonnello dello stato maggiore di Garibaldi, combatté a Calatafimi e Palermo, e divenne tenente generale dell’esercito del Regno d’Italia. Fu pensionato nel 1866 dopo aver criticato pubblicamente i comandi nella battaglia di Custoza. A fianco del suo nome nella storia compaiono gli stessi patrioti che diedero il nome agli altri forti del Campo Trincerato: Cosenz, Mezzacapo, Rossarol, Poerio, tutti compagni d’armi nella difesa di Venezia del 1848.

La funzione strategica di Forte Sirtori era la difesa dell’accesso a Mestre da ovest, lungo la direttrice Mirano–Chirignago. L’armamento principale era costituito da quattro cannoni da 149 A su cupola corazzata girevole a 360 gradi, affiancati da due batterie da 75 A sui fianchi per la difesa ravvicinata.

Architettura e ambiente

La struttura conserva i caratteri essenziali dell’architettura rocchiana: il blocco in calcestruzzo, le ali laterali, i resti del fossato interrato, il ponte d’accesso. L’area verde circostante, dove la natura si è reimpossessata degli spazi per oltre mezzo secolo, ospita biancospini, pioppi neri, querce, ontani, civette, allocchi, picchi rossi e numerose specie di anfibi. Il Campo Trincerato di Mestre è considerato uno dei sistemi difensivi ottocenteschi meglio conservati in Italia, e Forte Sirtori, per il suo legame diretto con la resistenza veneziana del 1848 e con la memoria civica di una comunità che si è battuta per salvarlo, ne è una delle testimonianze più eloquenti.

Dalla Grande Guerra allo stato attuale

Come tutte le batterie corazzate del Campo Trincerato, Forte Sirtori non entrò mai in combattimento. Nel 1915, pochi mesi dopo l’entrata in guerra dell’Italia, i cannoni furono smontati e inviati al fronte: l’esperienza di forti analoghi, come Forte Verena sull’Altopiano di Asiago, aveva dimostrato la loro inutilità di fronte alle artiglierie pesanti. Il forte fu riconvertito in polveriera e deposito di munizioni. Durante la Seconda guerra mondiale ospitò reparti delle Camicie Nere, poi lavoratrici civili impiegate nella contraerea, infine presidi tedeschi che alla ritirata del settembre 1943 minarono la struttura: le mine furono disinnestate dall’artificiere residente. I tedeschi asportarono le quattro cupole in nichel tagliandole a pezzi per recuperare il metallo. Il fossato fu interrato tra il 1963 e il 1965.

Nel 1997 nacque il Comitato Forte Sirtori, che tra il 1998 e il 1999 organizzò operazioni di pulizia, visite guidate domenicali e un campo di lavoro internazionale del Servizio Civile Internazionale, chiedendo l’uso pubblico della struttura. La battaglia civica non ebbe però l’esito sperato: il Comune di Spinea rinunciò al diritto di prelazione e il forte fu acquistato da privati, che edificarono appartamenti nell’area antistante trasformandola in una zona residenziale recintata e sottoposero la struttura storica a un restauro privato molto contestato. Oggi Forte Sirtori è proprietà privata, inglobato in un complesso residenziale recintato, e non è accessibile al pubblico.

Galleria fotografica

Bibliografia e fonti

  • AA.VV., Il forte Sirtori a Spinea. Storia e ambiente di una fortificazione del Novecento (con un contributo di Claudio Zanlorenzi), WWF Miranese, storiAmestre, Comitato Forte Sirtori, 2003.
  • Wikipedia, voce Giuseppe Sirtori.
  • Treccani, voce Giuseppe Sirtori (Dizionario Biografico).
  • Comune di Venezia, «Il campo trincerato di Mestre», live.comune.venezia.it, 2019.

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