Bissuola 14 Gennaio 2026

Il Parco Alfredo Albanese (Bissuola)

Parco Alfredo Albanese Parco Bissuola, oasi verde di Mestre Acquitrini, bunker e campi abbandonati L’area su cui oggi sorge il Parco Bissuola era un tempo caratterizzata da campi, terreni demaniali e acquitrini, situati a ridosso di una città in continua espansione verso quella direttrice, ancora priva di una forma definita. In quest’area si trovavano anche bunker militari, testimonianze della Seconda Guerra Mondiale, alcuni dei quali sono ancora presenti in altre zone di Mestre. Nonostante il suo aspetto selvaggio, l’area era utilizzata dai bambini per giocare, rappresentando un luogo di libertà e avventura. Il Parco Alfredo Albanese: breve storia Il parco è intitolato al commissario capo di Polizia Alfredo Albanese, nato a Trani il 9 gennaio 1947. Dirigente della Digos di Venezia, era impegnato nelle indagini sul terrorismo e sul traffico di armi legato ai gruppi eversivi, da Autonomia Operaia alle Brigate Rosse; in quei mesi indagava sull’omicidio di Sergio Gori, vicedirettore del Petrolchimico Montedison di Porto Marghera. Il 12 maggio 1980 fu ucciso a Mestre, in via Comelico, da un commando delle Brigate Rosse. L’8 maggio 1981 gli fu conferita alla memoria la medaglia d’oro al valor civile. Nel febbraio 1979 il Comune di Venezia, sotto la guida del sindaco Mario Rigo, approvò all’unanimità il Progetto Generale del Parco Pubblico ed Attrezzature Sportive in Località Bissuola, Mestre, elaborato dallo studio LARIS di Milano, guidato da Augusto Cagnardi, e dallo studio Costa-Gualdi, formato dall’architetto Maurizio Costa e dallo scienziato forestale Vittorio Gualdi. L’incarico era stato affidato nell’ottobre 1977 e il progetto preliminare consegnato nel gennaio 1979. Durante la stessa seduta furono approvati anche un centro civico, costruito all’interno del parco, e una Casa della Cultura adiacente a Piazza Ferretto, l’attuale Centro Candiani. I mandati di Mario Rigo segnarono un importante spostamento dell’interesse economico verso l’entroterra, con un forte impegno nella creazione di nuove aree verdi e nello sviluppo di una nuova idea di città. Il progetto del Parco Bissuola fu un esperimento pionieristico: il primo vero parco di Mestre, concepito per bilanciare la presenza industriale di Porto Marghera e promuovere la creazione di sette aree verdi in città. La realizzazione affrontò sfide significative: il terreno acquitrinoso e basso, l’estensione di oltre venti ettari (214.000 metri quadrati secondo Wikipedia, fra i 25 e i 30 ettari secondo lo studio di Cristina Renzoni) e la necessità di integrare il parco nella città senza renderlo un corpo estraneo. Il bisogno di verde era evidente: Sergio Barizza scrive che negli anni Settanta la città registrava «la percentuale di verde pubblico più bassa d’Europa». L’8 agosto 1975, in un testo citato da Barizza, lo stesso Rigo indicava per Mestre «la necessità di una profonda riqualificazione urbana». Inizialmente il progetto prevedeva una strada interna, poi sostituita da un grande viale di fronte alla piscina. Il parco si divide in tre aree: una zona nord e una sud a carattere prevalentemente naturale, e un quadrato centrale con strutture e verde «costruito», che include bar, piscina coperta e scoperta, campi da pallacanestro, pallavolo, pattinaggio, bocce, un centro civico con biblioteca, teatro, piazza, campi da calcetto e tennis, un anfiteatro scoperto, un roseto, un’area giochi per bambini e un pattinodromo. Tra le attrazioni naturali spiccano un laghetto e uno stagno, che ospitano specie aviarie e tartarughe, oltre ad aiuole attrezzate e isole fiorite. Attività presenti nel parco Il Parco Bissuola ospita diverse realtà, tra cui il Teatro del Parco, recentemente rinnovato dal Comune di Venezia per accogliere attività di artisti giovani e non solo. Tra le iniziative del teatro spicca il progetto YouTHeatre, promosso dal Comune per coinvolgere i giovani e offrire loro uno spazio di espressione. La piscina della Bissuola, comunemente chiamata in città «la piscina», è una delle più frequentate di Mestre e parte integrante della sua storia contemporanea. Offre attività natatorie sia nella struttura coperta che nelle piscine esterne più recenti ed è gestita dalla Società Nuotatori Veneziani, che si occupa anche della palestra interna. Recentemente sono state aggiunte una nuova pista di pattinaggio al coperto, gestita dalla A.S.D. Skating Mestre, che ha sostituito la vecchia struttura, e un nuovo palazzetto dello sport dato in concessione al Liceo Bruno Franchetti in Via Virgilio. Il parco è anche sede di attività culturali e sociali legate alla Municipalità di Mestre Carpenedo, rendendolo un punto di riferimento per la comunità. Galleria Fotografica Il Parco Bissuola di notte La serra nel Parco Bissuola Il laghetto del Parco Bissuola, che ospita pavoni, papere, cigni e tartarughe Il laghetto del Parco Bissuola, con l’anfiteatro sullo sfondo Uno dei viali alberati del Parco Bissuola La grande copertura ad arco nel Parco Bissuola Sede dell’Associazione Arcobaleno (fronte) Sede dell’Associazione Arcobaleno (lato) Il Teatro del Parco Bissuola Uno dei bunker della Seconda Guerra Mondiale presenti nell’area Inaugurazione del Centro Bissuola nel 1981 Gli acquitrini presenti nell’area Bissuola Bibliografia Renzoni, Cristina. Costruire una dotazione urbana: un’indagine sul parco della Bissuola a Mestre, in Abitare l’Italia: territori, economie e diseguaglianze, XIV Conferenza SIU. Voce Alfredo Albanese su Wikipedia. Barizza, Sergio. «Mestre, la città del Novecento», in Storia di Venezia. Il Novecento, Istituto della Enciclopedia Italiana, Roma 2002. Fai conoscere Discovery Mestre Se questo articolo ti è piaciuto, condividilo con chi ama la storia del territorio. ✓ Link copiato negli appunti! Segui i nostri social: Sostieni Discovery Mestre © 2026 Alessandro Bon (ideatore di Discovery Mestre). Tutti i diritti riservati. ×

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Bissuola 21 Novembre 2025

Oratorio della Madonna della Pace (Bissuola)

Oratorio della Madonna della Pace Da cappella di famiglia a tempio votivo (Bissuola) Storia dell’oratorio Le prime testimonianze relative all’edificio provengono da una campana su cui è incisa la data 1672, dalla quale si deduce che in quell’anno esisteva già un oratorio. Quasi un secolo più tardi, nel 1757, il nobile Marco Gerini promosse la costruzione di un nuovo oratorio nella località della Bissuola, dedicandolo a San Pietro d’Alcantara. L’iniziativa si inserisce nel più ampio fenomeno settecentesco della diffusione di piccoli luoghi di culto, legati alla devozione privata e alla presenza delle famiglie nobiliari nei territori rurali di Mestre. Con lo scoppio della Prima Guerra Mondiale (1915–1918), l’oratorio subì una significativa trasformazione sia simbolica sia architettonica: venne intitolato alla Madonna della Pace, assumendo un ruolo devozionale legato alle speranze e alle invocazioni della popolazione in tempo di conflitto. In questa occasione l’edificio fu completamente restaurato, mantenendo però intatta la facciata originaria, a testimonianza della continuità con la tradizione settecentesca. Nel 1957 l’oratorio risultava di proprietà della famiglia Marini, che arrivò perfino a valutarne la demolizione: un segno del forte cambiamento urbanistico di quegli anni e della scarsa attenzione dedicata alle architetture storiche del territorio, fenomeno tipico della Mestre del dopoguerra, in cui furono abbattuti molti edifici di pregio. Non è possibile stabilire con certezza se l’oratorio appartenesse — come sostiene l’Istituto delle Ville Venete — alla vicina Villa Ciani Bassetti, né in quale periodo ciò sarebbe avvenuto, poiché la villa risale alla metà del Settecento mentre l’oratorio sembra essere precedente. L’oratorio si salvò e venne infine donato alla comunità, pur restando per lungo tempo in una condizione di parziale abbandono. È inoltre significativo che la memoria orale conservi la denominazione di «corte Marini» per l’area retrostante l’edificio: ciò potrebbe riflettere l’antica conformazione della proprietà, forse riferita al parco o alle pertinenze agricole della villa. Osservando l’area da immagini satellitari, l’estensione del terreno circostante lascia effettivamente ipotizzare che potesse far parte del parco della villa. Solo alla fine del XX secolo, nel 1999, l’edificio fu oggetto di un nuovo e accurato restauro integrale, che ne ha permesso la conservazione e valorizzazione. L’intervento ha restituito dignità al piccolo complesso, preservando la memoria storica e religiosa che esso rappresenta per la comunità locale. Un ulteriore elemento di interesse riguarda l’ipotesi, avanzata in alcuni studi locali, di un possibile legame genealogico tra il ramo dei Marini insediato lungo Via Bissuola e quello proprietario della Villa Marini Missana in Via Trezzo, oggi riconvertita a uso scolastico. Sebbene tale relazione parentale non sia ancora comprovata da documentazione definitiva, la vicinanza cronologica e la persistenza del medesimo cognome in due distinti nuclei proprietari suggeriscono l’esistenza di un comune ceppo familiare. Architettura L’Oratorio di Santa Maria della Pace presenta una struttura semplice e sobria, tipica degli oratori rurali veneziani del Settecento. L’aula è unica, rettangolare, con copertura a capanna e una piccola sacrestia addossata sul retro. La facciata, tripartita da lesene e coronata da un timpano triangolare, conserva l’aspetto originario del 1757, con il portale centinato e due finestrelle laterali. Sopra il portale è collocata la lapide commemorativa dei caduti della Seconda Guerra Mondiale. All’interno, l’altare maggiore in marmo policromo, con paliotto e tabernacolo, rappresenta l’elemento di maggior pregio artistico. Sopra di esso è collocata la pala raffigurante la Madonna della Pace con i santi Pietro d’Alcantara e Francesco, opera di scuola veneta del XVIII secolo. Sul pavimento è presente una lastra tombale che riporta la data del 1813. Le pareti laterali ospitano due piccoli altari e alcune lapidi commemorative, tra cui quella del 1955, realizzata in occasione del decennale della donazione alla parrocchia. Galleria Fotografica Facciata dell’ex Oratorio Marini Lapide che ricorda la donazione alla comunità da parte della Famiglia Marini Altare dell’oratorio Lapide commemorativa del decennale della donazione (1955) Lapide sulla facciata in ricordo dei caduti della Seconda Guerra Mondiale Bibliografia Parrocchia Santa Maria della Pace. La nostra storia. Descrizione e illustrazione della chiesetta di Via Bissuola (ex Oratorio Marini). Fai conoscere Discovery Mestre Se questo articolo ti è piaciuto, condividilo con chi ama la storia del territorio. ✓ Link copiato negli appunti! Segui i nostri social: Sostieni Discovery Mestre © 2026 Alessandro Bon (ideatore di Discovery Mestre). Tutti i diritti riservati. ×

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Bissuola 21 Novembre 2025

Villa Ciani Bassetti (Bissuola)

Villa Ciani Bassetti Un’antica villa alla Bissuola Storia Il complesso sorge in località Bissuola, alla fine di Via Bissuola. Di probabile origine settecentesca, appartenne alle famiglie Ciani Bassetti e Savio. Vincolato nel 1973, è stato sottoposto a importanti lavori di restauro a metà degli anni Settanta del Novecento, che hanno eliminato le superfetazioni, ripristinato la distribuzione originaria degli ambienti interni della villa e riaperto il portico della barchessa. Il complesso è formato da un edificio principale, da una barchessa e — secondo l’Istituto delle Ville Venete — anche dall’Oratorio di Santa Maria della Pace. È senz’altro da approfondire il rapporto tra l’oratorio e la villa, qualora fossero stati effettivamente legati tra loro, poiché l’oratorio risulta presente in quest’area sin dal 1692, data incisa su una campana, e venne restaurato dal nobile Marco Gerini, che nel 1757 lo dedicò a San Pietro d’Alcantara. La villa, sempre secondo l’ISVV, sarebbe stata eretta proprio in quegli anni, in una zona in cui molte famiglie nobili — tra cui gli Erizzo — possedevano ampie proprietà terriere. Il nome della villa richiama il barone Ciani Bassetti, che restaurò e rilanciò il castello di Roncade. L’oratorio, invece, negli anni Cinquanta apparteneva alla famiglia Marini, forse imparentata con i Marini che acquistarono la villa di Via Trezzo 50. Oggi il complesso è stato diviso in varie proprietà adibite a singole abitazioni. Architettura L’edificio padronale, compatto e sviluppato su due piani fuori terra più un seminterrato, presenta un impianto tripartito con salone centrale passante. La facciata principale (sud-ovest) è simmetrica su tre assi: al centro una stretta scalinata di dieci gradini conduce al portale architravato e profilato in pietra; superiormente corrisponde una porta-finestra ad arco ribassato, con parapetto a balaustri lapidei e cimasa sporgente sorretta da una mensola centrale. Ai lati si aprono finestre architravate su entrambi i piani, mentre in basso, in asse, sono visibili le aperture del seminterrato. Il coronamento è costituito da un alto bordo superiore lasciato a mattoni a vista, che forma una cornice. A nord-ovest si innesta la barchessa a due piani, con portico riaperto a cinque campate. Al di fuori della recinzione, a sinistra del corpo padronale e prospiciente Via Bissuola, si trova il piccolo oratorio, caratterizzato da una facciata scandita da paraste tuscaniche rastremate, trabeazione e timpano triangolare; al centro si apre un portale architravato profilato in pietra, sormontato da una finestra a lunetta. Il complesso è circondato da un parco delimitato da un basso muro con cancellata in ferro e due ingressi carrabili. Galleria Fotografica Uno dei cancelli di ingresso della villa Bibliografia IRVV 00004555 (scheda VE 483). Bassi, Elena. Ville della provincia di Venezia, Rusconi, 1987. Fai conoscere Discovery Mestre Se questo articolo ti è piaciuto, condividilo con chi ama la storia del territorio. ✓ Link copiato negli appunti! Segui i nostri social: Sostieni Discovery Mestre © 2026 Alessandro Bon (ideatore di Discovery Mestre). Tutti i diritti riservati. ×

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