Ville storiche,  Mestre veneziana (1337-1797)

Palazzo Marinoni, Franchin (Carpenedo)

Palazzo Marinoni-Franchin | Discovery Mestre

Palazzo Marinoni-Franchin

Villa e villino: due secoli di storia a Carpenedo

Storia

Il palazzo si trova a Carpenedo, lungo Via Trezzo, non lontano dall'incrocio con Via Garibaldi. Fu edificato a metà del Settecento dalla nobile famiglia Marinoni, come testimonia la data 1747 incisa sul pavimento del piano nobile. L'edificio, esempio di puro stile veneziano del pieno Settecento, risulta ancora di proprietà dei Marinoni nel 1781, al tempo del catastico redatto da Tommaso Scalfuroto.

Nel corso dell'Ottocento la villa passò alle famiglie Gavazza, Rossi e Berti, fino a essere acquistata nel 1883 dalla famiglia Franchin, dalla quale deriva la denominazione attuale Palazzo Marinoni-Franchin.

La proprietà comprendeva un parco di notevoli dimensioni, che si estendeva da Via Trezzo fino all'allora recente Viale Garibaldi, realizzato per volontà del sindaco mestrino Napoleone Ticozzi.

L'edificio oggi conosciuto come Villa Franchin — sede del Centro Donna — non è il palazzo settecentesco, ma un fabbricato distinto: si tratta del casino di caccia costruito nel 1911 dall'architetto Umberto Contaldo per la famiglia Franchin, situato all'interno della medesima proprietà. Questo piccolo edificio fu requisito dai nazisti nel 1943 e liberato nel 1945. Cadde poi in stato di abbandono fino al 1980, quando divenne sede del Centro Donna, istituito dopo l'occupazione da parte di alcune attiviste femministe.

Non disponiamo di mappe precise del parco originario prima del 1943, ma la sua estensione corrispondeva indicativamente all'attuale area verde del Centro Donna sommata a quella del Palazzo Marinoni-Franchin.

L'intero complesso — palazzo, annessi e parco retrostante — è oggi in ottimo stato di conservazione ed è sottoposto a un duplice vincolo, tra cui quello paesaggistico previsto dalla normativa vigente.

Architettura

Il palazzetto settecentesco appare come una costruzione compatta ed elegante, sviluppata su tre piani e impostata secondo i canoni più equilibrati dell'architettura veneziana del Settecento. Le sue forme sono pulite, quasi misurate, e danno l'impressione di un edificio che ha attraversato i secoli senza mai perdere la propria compostezza. Sul lato sud-est si distingue un piccolo volume sporgente, aggiunto in epoca successiva, che introduce un ingresso laterale al piano terra e, sopra di esso, un terrazzino con una sobria ringhiera in pietra. Questo innesto non altera l'armonia d'insieme e anzi racconta una delle trasformazioni subite dal palazzo nel corso della sua lunga storia.

La facciata principale, affacciata su Via Trezzo, è forse l'elemento che più rivela il gusto dell'epoca. Le finestre, tutte rettangolari e incorniciate in pietra, sono distribuite con estrema regolarità, e le leggere fasce marcapiano che segnano i diversi livelli donano ritmo e proporzione. Al centro della facciata si sviluppa una composizione verticale che cattura lo sguardo: al piano terra si apre un portale ad arco, solido e accogliente, che trova un elegante richiamo nella grande porta-finestra arcuata del piano nobile, affacciata su un balcone di pietra dalle dimensioni generose. Più in alto, una seconda porta-finestra si apre su un balconcino più minuto, che completa la sequenza con un tocco di leggerezza. L'effetto complessivo è quello di una facciata che parla un linguaggio chiaro, ordinato e armonioso.

Anche il prospetto sul lato sud-ovest ripropone lo stesso equilibrio di aperture, cornici e decorazioni, confermando un'idea di continuità e di sobrietà che caratterizza tutto l'edificio. Sopra ogni cosa corre infine una cornice sommitale che definisce il profilo della villa e la racchiude come un fregio discreto, concludendo l'insieme con un senso di compiutezza.

Villino Franchin — Centro Donna

Il villino progettato da Umberto Contaldo nasce come casino di caccia della famiglia Franchin. È un edificio compatto e ordinato, con due piani principali e un sottotetto abitabile, caratterizzato da una facciata simmetrica e da uno stile che richiama il neorinascimento veneto. Il corpo centrale leggermente sporgente, il timpano curvilineo e il tetto a padiglione con camino e mensole in legno ne definiscono l'aspetto elegante.

Alla base si trova un rivestimento rustico a bugnato, mentre fasce orizzontali e paraste marcano i diversi livelli. Al piano terra le aperture sono tutte ad arco, mentre al piano superiore la finestra centrale si affaccia su un balcone continuo con balaustra a colonnine. L'ingresso è evidenziato da un portale arcuato sormontato da una serliana semplificata, richiamo alla tradizione palladiana. Le modanature, le cornici e la ringhiera in ferro battuto completano un insieme sobrio ma raffinato, tipico dell'architettura veneta tra Otto e Novecento.

Galleria Fotografica

Bibliografia

  • Istituto Regionale per le Ville Venete (IRVV), scheda 00001936.
  • Bassi, Elena. Ville della provincia di Venezia, Rusconi, 1987.

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