1848-1849 16 Novembre 2025

Villa Dalla Giusta (Mestre)

Villa Dalla Giusta La villa di Giuseppe Dalla Giusta, medico e patriota Storia La villa si trova all’interno dell’area un tempo occupata dal Castelnuovo ed è composta da un edificio padronale con barchessa, entrambi delimitati da mura che in parte sopravvivono ancora oggi nel parco di Via Torre Belfredo. Quando venne costruita — secondo Elena Bassi attorno alla metà del Settecento — rappresentava l’ultimo edificio che un visitatore incontrava sulla sinistra prima di varcare la porta della Torre Belfredo. Sempre secondo Bassi, la villa sarebbe stata edificata nel 1750 dalla famiglia Contarini, che la cedette pochi anni più tardi. Ciò che è certo è che nel 1848 l’edificio apparteneva al dottor Giuseppe Dalla Giusta, che qui esercitava la sua professione. Per ricordare questo personaggio, importante nella storia di Mestre, una colonna ancora oggi segna il confine di quella che fu la sua proprietà. Giuseppe Dalla Giusta: breve biografia La villa appartenne per alcuni anni alla famiglia Dalla Giusta, della quale il membro più noto fu il dottor Giuseppe Dalla Giusta, medico mestrino e patriota dall’intenso impegno civile. L’edificio di Via Torre Belfredo, che da questa famiglia prese il nome, ospita oggi la sede della Volksbank, ma nell’Ottocento era il luogo in cui Giuseppe aveva allestito un piccolo ambulatorio: una sorta di presidio medico ante litteram, in un periodo in cui Mestre non disponeva ancora di un ospedale vero e proprio. Tra quelle stanze egli accolse per anni i cittadini più bisognosi, offrendo cure gratuite quando l’accesso alla sanità era ancora un privilegio. Il suo nome compare anche nelle cronache risorgimentali. Il 22 marzo 1848, durante l’insurrezione veneziana contro l’Impero austriaco, Giuseppe Dalla Giusta fu visto correre con la sua carrozza verso la ferrovia gridando «Viva la Repubblica!», annunciando la presa dell’Arsenale da parte degli insorti. Lungo il tragitto incontrò anche Francesco Linghindal, al quale confermò con entusiasmo la notizia. Architettura La villa è costituita da un edificio padronale affacciato direttamente sulla strada e da una barchessa, oggi adibita a uffici, situata sul retro. L’intero complesso è completato da un piccolo giardino che confina con il parco di Via Torre Belfredo. L’edificio principale presenta una forma compatta e regolare, impostata su pianta rettangolare. La facciata nord, rivolta verso la strada, è scandita da sei lesene ioniche. Le quattro centrali creano l’effetto di un piccolo pronao: sporgono leggermente rispetto al corpo dell’edificio e sorreggono un timpano triangolare che richiama l’architettura classica. La base è evidenziata da una fascia in pietra, mentre un’ulteriore fascia orizzontale, posta all’altezza del primo piano, ne sottolinea la struttura. Le finestre, disposte in modo simmetrico su due livelli, conferiscono ordine e regolarità alla facciata: quelle inferiori, più ornate, presentano cornici triangolari e mensole; quelle del piano superiore riprendono lo stesso schema, in maniera più sobria. Al centro si trovano il portone d’ingresso — incorniciato da una modanatura sorretta da due mensole — e, sopra di esso, una porta-finestra con piccolo balcone in ferro battuto. La parte alta dell’edificio è conclusa da una ricca trabeazione sul fronte principale, che diventa una cornice più semplice lungo gli altri lati. La barchessa annessa ripete lo stile del corpo padronale, seppur in forma semplificata: anche qui compaiono lesene ioniche, prive però delle basi, che incorniciano un grande arco cieco su pilastri dorici. È presente anche un accenno di pronao, suggerito dalla lieve sporgenza della parte superiore, ma privo di timpano. Galleria Fotografica Villa Dalla Giusta da Via Torre Belfredo La barchessa, ora adibita a uffici Colonna d’angolo che ricorda il dottor Giuseppe Dalla Giusta Colonna di confine della proprietà Dalla Giusta Particolare della facciata frontale Villa Dalla Giusta oggi Bibliografia Istituto Regionale delle Ville Venete, scheda IRVV 00004552. Bassi, Elena. Ville della provincia di Venezia, Rusconi, 1987. Fai conoscere Discovery Mestre Se questo articolo ti è piaciuto, condividilo con chi ama la storia del territorio. ✓ Link copiato negli appunti! Segui i nostri social: Sostieni Discovery Mestre © 2026 Alessandro Bon (ideatore di Discovery Mestre). Tutti i diritti riservati. ×

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1848-1849 28 Giugno 2022

Guglielmo Pepe

Guglielmo Pepe Il generale napoletano che guidò la difesa di Venezia Guglielmo Pepe (Squillace, 13 febbraio 1783 – Torino, 8 agosto 1855) fu un patriota e generale dell’esercito del Regno delle Due Sicilie, fratello del generale Florestano Pepe. L’esilio e il ritorno Dopo la sconfitta della rivoluzione costituzionale napoletana, nel marzo 1821, Pepe fuggì all’estero: Barcellona, Madrid, il Portogallo, poi Londra e, dal 1832, Parigi, dove frequentò gli ambienti liberali di tutta Europa. Rimase in esilio quasi trent’anni. Nel marzo 1848, dopo la concessione della costituzione a Napoli, rientrò grazie all’amnistia per i reati politici, e l’8 aprile Ferdinando II lo nominò comandante in capo del corpo di spedizione inviato in Alta Italia a fianco del Piemonte contro l’Austria. Da Napoli a Venezia Dopo la repressione dei moti del 15 maggio 1848 a Napoli, il nuovo governo ordinò alle truppe di rientrare. La maggior parte dei soldati obbedì, ma Pepe no: passò il Po con alcuni reparti e con battaglioni di volontari di vari Stati italiani, circa duemila uomini, e il 13 giugno 1848 raggiunse Venezia. Tra gli ufficiali napoletani che come lui scelsero Venezia c’erano quelli che avrebbero dato il nome ai forti del Campo Trincerato: Cosenz, Mezzacapo, Rossarol, Poerio. Daniele Manin gli affidò il comando delle truppe di terra della Repubblica di San Marco. Fu Pepe a ordinare la Sortita di Mestre del 27 ottobre 1848, senza parteciparvi di persona: le colonne uscite da Forte Marghera e dalle lagune riconquistarono Mestre, ma non la tennero, e nei combattimenti fu ferito a morte Alessandro Poerio. Durante l’assedio del 1849, dopo la sconfitta piemontese di Novara, crebbero i contrasti tra Pepe e il governo veneziano sulla strategia di difesa. Gli ultimi anni Dopo la resa di Venezia, nell’agosto 1849, andò a Corfù, poi a Genova, e nel novembre 1849 tornò a Parigi. Nel 1850 sposò Mary Ann Coventry, vedova dell’orientalista John Borthwick Gilchrist. Lasciò la Francia nel dicembre 1851, con il colpo di Stato di Luigi Napoleone, e visse tra Nizza e Genova prima di stabilirsi a Torino, dove morì nel 1855. Scrisse tra l’altro le Memorie del generale Guglielmo Pepe intorno alla sua vita e ai recenti casi d’Italia. A Mestre gli sono dedicati la via che porta a Piazza XXVII Ottobre e Forte Pepe, a Ca’ Noghera. Galleria Fotografica Ritratto di Guglielmo Pepe La lapide di Mestre che ricorda i volontari di Pepe nella Sortita del 27 ottobre 1848: «Su questo ponte più ostinata lotta sostennero» Il decreto di nomina a firma Daniele Manin La Battaglia della Campana (1848) Al generale Pepe è dedicata la via che costeggia Via Forte Marghera e porta in Piazza XXVII Ottobre Bibliografia Voce Guglielmo Pepe nel Dizionario Biografico degli Italiani, Treccani. Discovery Mestre, La Sortita di Mestre del 27 ottobre 1848. Fai conoscere Discovery Mestre Se questo articolo ti è piaciuto, condividilo con chi ama la storia del territorio. ✓ Link copiato negli appunti! Segui i nostri social: Sostieni Discovery Mestre © 2026 Alessandro Bon (ideatore di Discovery Mestre). Tutti i diritti riservati. ×

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