Aree Verdi e piste ciclabili

Il Bosco di Campalto

Il Bosco di Campalto | Discovery Mestre

Il Bosco di Campalto

Dal progetto di Andreas Kipar al ricordo di Giulia Abbadir

Il Bosco di Campalto

Il Bosco di Campalto è una delle aree che compongono il Bosco di Mestre. Si estende per circa 6,7 ettari a est dell’abitato di Campalto, su un terreno di proprietà de La Immobiliare Veneziana. Non è un bosco antico ma un bosco nuovo: progettato nel 2006 dal paesaggista Andreas Kipar, fu piantato nel 2007 e aperto al pubblico nel 2008.

Kipar, architetto del paesaggio tedesco nato a Gelsenkirchen nel 1960 e fondatore a Milano dello studio LAND, lo concepì come un bosco naturalistico da vivere come parco urbano. Il Comune lo indica come «un riuscito esempio di bosco di quartiere».

Com’è fatto

Sui circa sette ettari furono messi a dimora circa ottomila alberi, fra cui frassini, carpini e querce. All’interno del bosco sono stati lasciati spazi aperti, radure e corridoi verdi, che aumentano la varietà di ambienti e quindi la biodiversità, insieme a un’ampia area a prato alberato e a scenografici filari di alberi.

Una parte importante del progetto è la rinaturalizzazione della Fossa Pagana, il canale che attraversa l’area: le sue sponde sono state rivestite di vegetazione ripariale, che svolge anche una funzione di fitodepurazione delle acque. I lavori sono stati finanziati con i fondi della Legge speciale per Venezia, mentre La Immobiliare Veneziana ha messo a disposizione il terreno.

Dal 2013 un bosco pubblico

Come previsto dalla convenzione fra La Immobiliare Veneziana e il Comune, cinque anni dopo l’inaugurazione, il 2 ottobre 2013, la gestione del bosco passò all’Istituzione Bosco e Grandi Parchi. Alla cerimonia erano presenti Kipar, l’assessore all’Ambiente Gianfranco Bettin, il presidente dell’Istituzione Giovanni Caprioglio e l’amministratore dell’Immobiliare Veneziana Silvio Milanese. Bettin ricordò che Mestre era stata a lungo «la città italiana con meno verde per abitante» e che i boschi facevano parte di un disegno strategico per cambiarle volto. In quell’occasione si parlò dei progetti futuri: il collegamento con la pista ciclabile delle barene, con il Parco di San Giuliano e un anello ciclopedonale naturalistico che unisse Piazza Ferretto ai forti del campo trincerato attorno alla città, come il vicino Forte Carpenedo, fino al percorso dei forti verso Altino e alle rive del Sile. Già nel 2011 la Municipalità di Favaro aveva immaginato un percorso lungo il bordo lagunare che unisse il Parco di San Giuliano, Punta Passo, Forte Bazzera e il Bosco di Campalto fino a Tessera. Oggi il bosco è gestito dal Settore Verde Pubblico del Comune, Servizio Bosco e Grandi Parchi.

L’albero di Giulia

Nel bosco si trova l’albero di Giulia: un tiglio che sostiene formelle in terracotta realizzate dagli studenti della scuola media Gramsci, guidati dal professor Sabbadin. Ricorda Giulia Abbadir, la ragazza di quindici anni morta in un incidente stradale nel 2008, alla quale il bosco è simbolicamente dedicato, e con lei tutte le vittime del traffico a Campalto.

Lo stesso Comune ricorda che per completare il progetto manca ancora un collegamento ciclabile sicuro fra il bosco e il centro abitato. Un passo in questa direzione è il progetto di fattibilità approvato nel maggio 2025 per una pista ciclabile di circa 2,1 chilometri lungo via Orlanda, dal cimitero di Campalto fino a Tessera, che collegherà il Bosco di Campalto e il previsto Bosco dello Sport.

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