Edmondo Matter
Edmondo Matter
Edmondo Matter (Mestre, 22 agosto 1886 – Opacchiasella, 16 settembre 1916) fu un militare italiano. Capitano di complemento del Regio Esercito, prese parte alla Prima Guerra Mondiale dove trovò la morte nel corso della settima battaglia dell'Isonzo. Fu decorato con la Medaglia d'oro al valor militare alla memoria.
Nacque a Mestre il 22 agosto 1886 da una famiglia di origini alsaziane, stabilitasi ai bordi della laguna intorno al 1870, che risiedeva nella villa Marini Missana, presso Carpenedo di Mestre. Nel 1903 si diplomò all'Istituto Tecnico «Riccati» di Treviso e nel 1906 si laureò in Scienze commerciali alla Regia Scuola Superiore di Commercio di Venezia, l'odierna Università Ca' Foscari, sposando nello stesso anno Anna Maria Marini Missana. Mentre lavorava nell'azienda di famiglia si dedicò alla pittura, frequentando per un periodo l'Accademia di Belle Arti di Venezia e l'Accademia di Monaco di Baviera.
Nell'aprile 1915, poco prima dell'entrata in guerra dell'Italia, fu richiamato alle armi e assegnato come sottotenente di complemento al 55° Reggimento fanteria della Brigata «Marche», schierato sul fronte ampezzano. Il 28 maggio 1915, a capo di una pattuglia di diciotto uomini della 9ª compagnia del 3° battaglione, scese dal Passo Tre Croci e riuscì a occupare Cortina, allora sotto la dominazione dell'Impero austro-ungarico, senza che nessuno dei suoi uomini rimanesse ferito. La cittadina fu poi saldamente conquistata il giorno successivo da altre truppe italiane.
Il 17 luglio successivo, nel corso della sanguinosa battaglia di Monte Piana, presso la Piramide Carducci, dimostrò il proprio eroismo continuando a combattere e a spronare i commilitoni nonostante fosse stato ferito a un piede. Il 5 agosto 1915, nei combattimenti alle Tre Cime di Lavaredo, fu ferito di nuovo, questa volta alla testa. Promosso capitano sul campo, partecipò alle operazioni in Albania e sul fronte dell'Isonzo. Trovò la morte il 16 settembre 1916, al comando della 9ª compagnia, durante la conquista di Opacchiasella nel corso della settima battaglia. Benché gravemente ferito, continuò ad avanzare e a incitare i suoi soldati. Ricoverato in un ospedale da campo, si spense poco dopo. I suoi meriti di guerra gli valsero la concessione della Medaglia d'oro al valor militare, massima onorificenza italiana.
La motivazione della medaglia d'oro, conferita con decreto del 22 ottobre 1916, ricorda che «durante tutta la campagna compì numerose ed ardite imprese» e che, all'assalto di Opacchiasella, «precedeva la propria compagnia, trascinandola all'assalto delle trincee avversarie» e, benché ferito gravemente, continuò a «incitare i dipendenti e impartire ordini», offrendo un «fulgido esempio di virtù militari».
Il suo nome compare nella lapide dei caduti sotto i portici della Torre e nell'Albo d'onore dei caduti di Ca' Foscari. A lui sono intitolati la centralissima piazzetta di fronte alla Torre di Mestre, già Piazza delle Erbe, una scuola elementare a Martellago e una via a Casale sul Sile. Già fra le due guerre portava il suo nome la caserma delle Grazie, sede del distretto militare. Più tardi era intitolata a Edmondo Matter la caserma militare nel centro di Mestre, attiva fino al 18 maggio 1999 e sede del Comando e della Compagnia Comando e Servizi del Reggimento lagunari «Serenissima» (in seguito trasferita presso la caserma di Carpenedo in Via Terraglio). Nel 2008 l'ex Caserma Matter fu acquistata dalla Fondazione di Venezia per la realizzazione del polo culturale del Museo M9.
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Bibliografia
- Scheda biografica di Edmondo Matter, Università Ca' Foscari Venezia, progetto sui caduti cafoscarini.
- Raffaelli, Edmondo. Quei fanti bianco azzurri, 2008.
- Matter Edmondo, Fronte Dolomitico.
- Le Medaglie d'Oro della Grande Guerra: Capitano Edmondo Matter, Italiani in guerra.
- Parte del testo è tratta dalla voce Edmondo Matter su Wikipedia.
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