Sergio Gori e gli anni di piombo a Mestre
Sergio Gori e gli anni di piombo a Mestre
Tre vittime delle Brigate Rosse tra Mestre e Marghera
La colonna veneta
Tra la fine degli anni Settanta e l'inizio degli Ottanta anche Mestre conobbe la stagione più buia della Repubblica. Le Brigate Rosse avevano costruito la loro colonna veneta a partire dal 1973-1974, grazie ai contatti con alcuni operai della Breda e del Petrolchimico di Porto Marghera. Il 17 giugno 1974 a Padova, nella sede del Movimento Sociale di via Zabarella, avevano commesso il loro primo omicidio, uccidendo Graziano Giralucci e Giuseppe Mazzola. Il 7 aprile 1979, sempre a Padova, l'inchiesta del sostituto procuratore Pietro Calogero aveva portato all'arresto dei dirigenti di Autonomia Operaia.
Il Petrolchimico, con le tensioni sindacali di quegli anni, divenne uno dei bersagli principali. Tre uomini pagarono con la vita: un dirigente, un commissario di polizia e un direttore.
Sergio Gori, 29 gennaio 1980
Sergio Gori era nato a Bengasi, si era laureato in chimica e dal 1974 viveva nel Veneto, dove era diventato vicedirettore dello stabilimento Montedison di Marghera. La mattina del 29 gennaio 1980, alle 7.30, sotto la pioggia, uscì come ogni giorno dalla sua casa in viale Garibaldi, a Mestre. Sotto il portone fu raggiunto da sei colpi di pistola calibro 7,65 con silenziatore.
La rivendicazione arrivò confusa: prima una telefonata al Gazzettino, poi un volantino firmato "Nuovi Partigiani" comparso a Savona e in serata un'altra telefonata anonima che attribuiva il delitto alle Brigate Rosse, come poi confermarono i processi. Tra i condannati per l'omicidio c'è Michele Galati, esponente della colonna veneta, che in seguito divenne collaboratore di giustizia.
Quello di Gori fu, secondo le ricostruzioni storiche, l'ultimo delitto delle BR legato alle lotte nelle grandi fabbriche. Il suo direttore, Giuseppe Taliercio, era convinto che i terroristi avessero colpito il suo vice solo perché più facile da raggiungere.
Alfredo Albanese, 12 maggio 1980
A indagare sull'omicidio Gori fu il commissario Alfredo Albanese, capo della sezione Antiterrorismo della Digos di Venezia. Nato a Trani il 9 gennaio 1947, era entrato in Polizia nel 1975 alla Questura di Venezia e nel 1977 aveva diretto il 3° Distretto di Mestre. Una fotografia molto nota lo ritrae in piedi davanti al corpo di Gori, in viale Garibaldi.
Meno di quattro mesi dopo toccò a lui. Il 12 maggio 1980 fu colpito vicino a casa, in via Comelico, e morì in ambulanza durante la corsa verso l'ospedale Umberto I. La moglie Teresa aspettava il loro primo figlio. Nel processo davanti alla Corte d'Assise di Venezia furono condannati, tra gli altri, Marco Fasoli, Nadia Ponti e Vincenzo Guagliardo, oltre a Mario Moretti. Ad Albanese è stata conferita la medaglia d'oro al valor civile alla memoria.
Poche settimane prima, il 28 marzo 1980, nell'irruzione dei carabinieri in via Fracchia a Genova era morta la brigatista Annamaria Ludmann: da quel momento la colonna veneta prese il suo nome.
Giuseppe Taliercio, 1981
Il terzo nome è quello di Giuseppe Taliercio, nato a Carrara l'8 agosto 1927, ingegnere, entrato al Petrolchimico nel 1952 e diventato direttore dello stabilimento. Il 20 maggio 1981, verso le 13, quattro brigatisti, uno dei quali travestito da finanziere, entrarono nella sua casa di via Milano, a due passi da Corso del Popolo, e lo portarono via chiuso in un baule.
Fu tenuto prigioniero per 46 giorni in un casolare a Tarcento, in provincia di Udine. Il 5 luglio 1981 fu ucciso da Antonio Savasta e il suo corpo fu ritrovato nella notte del 6 luglio nel bagagliaio di un'auto vicino a un cancello del Petrolchimico, all'incrocio tra via Pasini e via Bottenigo, dove oggi un cippo lo ricorda. Ai funerali, a Marina di Carrara, partecipò il presidente della Repubblica Sandro Pertini. Nel 1982 gli fu conferita la medaglia d'oro al valor civile.
La fine della colonna
Nell'ottobre 1981 la colonna veneta si divise. Il 17 dicembre di quell'anno le BR rapirono a Verona il generale americano James Lee Dozier, liberato dai NOCS a Padova il 28 gennaio 1982. Tra gli arrestati c'era Savasta, che fu anche il capo della colonna veneta: le sue confessioni permisero di scoprire tre covi in Veneto e uno in Friuli e di smantellare definitivamente la colonna.
I luoghi della memoria
Mestre non ha dimenticato. Sul luogo dell'agguato a Sergio Gori, in viale Garibaldi, un cippo inaugurato nel 1999 ricorda il suo sacrificio e ogni 29 gennaio il Comune vi tiene una cerimonia. A Gori sono dedicate la via che porta al Parco Alfredo Albanese e una scuola dell'infanzia a Zelarino.
Ad Alfredo Albanese è intitolato il grande parco della Bissuola; una lapide a terra all'incrocio tra via Comelico e via Rielta segna il luogo dell'agguato e ogni 12 maggio vi si svolge una commemorazione. Il nome di Giuseppe Taliercio è legato al Palasport di Mestre, nella zona del vecchio porto di Cavergnago, e al cippo di Marghera. Ai due dirigenti del Petrolchimico, Gori e Taliercio, fu dedicata anche la palazzina del centro studi Montedison in fondo a via dell'Elettricità, oggi abbandonata.
Questa pagina è dedicata a Sergio Gori, Alfredo Albanese e Giuseppe Taliercio, e a tutte le vittime del terrorismo.
Galleria immagini
Crediti delle immagini, tutte da Wikimedia Commons: Porto Marghera al tramonto, foto di Roberto Busatto (CC BY 2.0); la zona industriale, foto di Marc Ryckaert; il ritratto di Alfredo Albanese, caricato da Chaky90; il Palasport Taliercio, foto di Cutkiller2018 (tutte CC BY-SA 4.0); la lapide di Marina di Carrara, foto di Gregorovius (CC BY-SA 3.0). Pagine originali: 1, 2, 3, 4, 5.
Bibliografia e fonti
- Sergio Gori, colpito per colpire Montedison, La Nuova Venezia, 20 maggio 2011.
- Giuseppe Taliercio e le Brigate Rosse, Il Post, 5 luglio 2021.
- Associazione Italiana Vittime del Terrorismo, scheda di Alfredo Albanese.
- VeneziaToday, commemorazione di Sergio Gori, 2024; Comune di Venezia, commemorazione di Alfredo Albanese, 2022.
- Sky TG24, 9 marzo 2019.
- Wikipedia, "Brigate Rosse"; "Alfredo Albanese"; "Giuseppe Taliercio"; "Antonio Savasta".
- Calogero, Pietro; Fumian, Carlo; Sartori, Michele. Terrore rosso, Laterza, 2010.
- Vito, Paolo. I prigionieri, Augh!, 2021.