Villa Gozzato Gradenigo (Cipressina)
Villa Gozzato Gradenigo «Elena»
Storia
Il complesso sorge in località Cipressina, all'inizio di Via Castellana, a pochi passi dal centro di Mestre. Sebbene Giuseppe Mazzotti nel 1953 avesse ipotizzato un'origine seicentesca, non esistono oggi conferme documentarie solide: la datazione dell'edificio padronale rimane quindi incerta. Nel Settecento la proprietà era con ogni probabilità della famiglia Gritti, come attestato dal catastico del 1781.
All'inizio dell'Ottocento la villa passò ad Antonio Gozzato (o Gozzato-Lattuada). Un manoscritto di metà secolo redatto da Francesco Fapanni documenta il radicale rimodernamento eseguito nel 1811 per volontà dello stesso Gozzato, che vi risiedeva: in quella occasione vengono quasi certamente costruite le due barchesse laterali. Lo stesso committente, nel 1831, fece erigere l'oratorio dedicato a Sant'Antonio da Padova.
Nel Novecento la villa è talvolta indicata come «Gradenigo», ma senza riscontri cronologici. Oggi appartiene alla Curia patriarcale di Venezia ed è universalmente conosciuta come villa «Elena». Dal 2014 ospita il Centro Diurno per anziani «Santa Maria Madre Nostra» gestito dalla cooperativa OSMC.
Il complesso, vincolato nel 1961 ai sensi della legge 1089/1939, ha beneficiato negli ultimi decenni di importanti interventi di restauro che hanno tra l'altro riportato alla luce le arcate dei portici delle barchesse, restituendo all'insieme l'antico splendore.
Architettura
Il complesso è costituito da una villa padronale, due barchesse laterali e un oratorio.
La villa presenta una volumetria compatta su pianta quadrata, tre piani fuori terra e tetto a padiglione. L'interno segue lo schema tripartito classico delle ville venete, con salone passante centrale e stanze laterali.
Il prospetto meridionale è scandito da tre assi perfettamente simmetrici. Al piano terra il portale architravato con breve scala esterna è affiancato da due finestre; al piano nobile spicca l'elegante trifora ad arco con porte-finestre in pietra e balcone continuo sorretto da mensole; al secondo piano due semplici finestre architravate. La facciata è arricchita da un'alta fascia basamentale e coronata da un forte cornicione modanato.
Le due barchesse, quasi simmetriche — quella est leggermente più lunga —, furono realizzate nel 1811 su commissione di Antonio Gozzato. Ciascuna presenta al piano terra un portico di otto campate ad arco a tutto sesto ribassato (recentemente riaperte, tranne la terzultima della barchessa ovest) e al piano superiore una teoria di finestre architravate.
All'estremità della barchessa est si trova l'oratorio di Sant'Antonio da Padova, edificato nel 1831. La facciata, allineata al fronte della barchessa, presenta alta fascia basamentale in pietra, fregio dorico con triglifi e metope lisce, timpano triangolare con oculo floreale e portale architravato scolpito.
Sui pilastri dei due ingressi carrai sono collocate due statue in pietra attribuite dalla tradizione locale a Giovanni Bonazza.
Galleria Fotografica
Bibliografia e fonti
- Scheda VE 499 — Istituto Regionale Ville Venete (IRVV).
- Bassi, Elena. Ville della provincia di Venezia, Rusconi, Milano 1987.
- Archivio storico del Patriarcato di Venezia — atti relativi alla villa «Elena».
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