Marghera e Porto Marghera,  Novecento

Mariport, la casa dei portuali al Molo A (1954-1963)

Un magazzino portuale di Porto Marghera con le gru

Mariport, la casa dei portuali al Molo A

La Fondazione Santa Maria del Porto e Roncalli (1954-1963)

Negli anni Cinquanta il Molo A di Porto Marghera era il cuore del porto commerciale di Venezia, ma anche un luogo isolato, lontano chilometri dalle case di Marghera e di Mestre. Per i marittimi e i portuali che ci lavoravano nacque nel 1954 Mariport, la Fondazione Santa Maria del Porto: un centro di assistenza con chiesa, ristorante, sale e servizi, benedetto dal patriarca Angelo Giuseppe Roncalli. Una storia in cui fede, assistenza, politica ed economia del porto si intrecciano strettamente.

L'Apostolato del mare

L'Apostolatus Maris, l'opera cattolica per l'assistenza materiale e spirituale ai marittimi, era nato a Glasgow il 4 ottobre 1921. In Italia arrivò prima a Genova e poi in altri porti; a Venezia il patriarca Adeodato Piazza e il cancelliere Giovanni Urbani organizzarono dal 1938 al 1942 le messe del marittimo nella chiesa di San Nicolò dei Mendicoli e le visite alle navi. Il 14 luglio 1948 Piazza benedisse la sede dell'Apostolato del mare al Molo A, con una piccola cappella dedicata alla Madonna del mare. Anche don Armando Berna, il parroco di Ca' Emiliani (vedi Gesù Lavoratore, la chiesa degli operai di Ca' Emiliani), visitava spesso con una squadra di volontari i lavoratori dei cantieri.

Un molo «isolato ed inospitale»

Nel 1953 dal Molo A passava più della metà del traffico del porto di Venezia, e l'anno dopo il 60%, con oltre 850.000 tonnellate di merci sbarcate. Ma chi ci lavorava non aveva niente intorno. Giorgio Signore, che ha scritto la storia della fondazione, lo ricordava così:

«La zona portuale del Molo A era isolata ed inospitale; i portuali non avevano la loro casa e soltanto un'osteria, modesta e dimessa, era a disposizione di migliaia di lavoratori e di marittimi».

Giorgio Signore, Apostolatus Maris. Mariport, 1997, citato da Federico Creatini

Le banchine erano lontane alcuni chilometri da Marghera, Mestre e Venezia, in zone liberate da poco dalla malaria e senza mezzi pubblici. La cappellina dell'Apostolato, al primo piano del palazzo degli uffici del Provveditorato al porto, era poco frequentata.

La nascita della fondazione

L'idea di un centro per marittimi e portuali circolava dal 1953, quando Giuseppe Dall'Abaco era diventato direttore della zona commerciale di Porto Marghera. Il 22 gennaio 1954, vicino al Molo A, si riunì il comitato esecutivo del Centro Mariport, alla presenza del vescovo ausiliare Augusto Gianfranceschi, del cappellano dell'Apostolato del mare padre Rocco Noè e dello stesso Dall'Abaco. Il provveditore al porto Giovanni Cicogna mise a disposizione 8.000 metri quadrati di terreno e 20 milioni di lire, da versare man mano che i lavori procedevano. Il progetto prevedeva una nuova chiesa e, attorno, bar, ristorante, sale di lettura, cinema, ufficio postale e telegrafico, banca, bagni e laboratori per sistemare gli indumenti.

Il presidente onorario della fondazione era il ministro della Marina mercantile Fernando Tambroni, e fra i sostenitori c'erano ministri, il prefetto, il sindaco Angelo Spanio, armatori, spedizionieri e il presidente degli industriali veneziani Marco Barnabò. I soldi arrivarono da privati, dal Comune di Venezia, dagli armatori, dalla Compagnia lavoratori portuali di Venezia e da molti porti italiani, da Genova a Napoli, da Trieste a Crotone. Lo storico Federico Creatini legge la fondazione anche come una risposta, in parte paternalistica, alle tensioni di quegli anni nel porto, fra licenziamenti e crisi dei traffici.

La benedizione di Roncalli

Il 30 gennaio 1956 Roncalli firmò l'atto con cui la fondazione riceveva dal demanio marittimo 10.000 metri quadrati di terreno: lì, disse, sarebbe sorto «un vero cenacolo di riposo sereno» per il marittimo lontano dalla famiglia. Il 6 ottobre 1956 cominciarono i lavori per la prima parte dell'edificio e per la chiesa.

Il 16 marzo 1957 il patriarca arrivò in motoscafo al Molo A per benedire il centro e posare la prima pietra della cappella di San Marco, alla presenza del ministro della Marina mercantile Gennaro Cassiani. Nel discorso disse di aver visto molti porti, ma di essere sorpreso da quel «villaggio cristiano per i nostri marittimi, per i nostri portuali», e ricordò che nella chiesa avrebbero riposato i portuali e i marittimi «caduti sotto gli infuocati bombardamenti, nel nostro porto». Nel settembre dello stesso anno Venezia ospitò il terzo congresso nazionale dell'Apostolato del mare, presieduto dal cardinale Giuseppe Siri, con circa 300 delegati: si chiuse proprio al Mariport, il 14 settembre 1957.

La Madonna Stella Maris

La chiesa del Mariport divenne poi il Tempio sacrario nazionale dei caduti del mare e dei porti d'Italia, chiamato anche Tempio pontificio. Il 1° maggio 1963 un gruppo di manovali del Molo A vi portò una statua della Madonna Stella Maris, benedetta dal patriarca Giovanni Urbani e sistemata in una cappella apposta. La Fondazione Opera Santa Maria del Porto esiste ancora e da oltre cinquant'anni, secondo l'Autorità di sistema portuale, organizza al Tempio sacrario la cerimonia in ricordo dei marittimi e dei lavoratori portuali morti nel loro lavoro, in pace e in guerra; si è tenuta il 17 dicembre 2023 e il 1° dicembre 2024, con la bandiera della Marina mercantile decorata di medaglia d'oro e il picchetto della Capitaneria di porto.

La storia dell'area portuale in cui nacque il Mariport è raccontata in La nascita di Porto Marghera.

Galleria immagini

Immagini dall'archivio Discovery Mestre.

Bibliografia e fonti

  • Federico Creatini, Dalla laguna a Porto Marghera. Lungo le questioni del patriarcato di Angelo Giuseppe Roncalli, tesi di dottorato, Università degli Studi di Bergamo, ciclo XXXI, pp. 122-132, con «La Voce di San Marco», 17 luglio 1948, «Il Popolo del Veneto», 25 marzo 1954, «Il Gazzettino», 17 marzo 1957, «Porto di Venezia» (1953-1963) e il «Bollettino Diocesano».
  • Giorgio Signore, Apostolatus Maris. Mariport. Breve storia della Fondazione Santa Maria del Porto (1953-1996), Fondazione Santa Maria del Porto, Venezia 1997 (citato da Creatini).
  • A. G. Roncalli - Giovanni XXIII, Pace e Vangelo. Agende del patriarca, II (1956-1958), p. 346 (citato da Creatini).
  • «Al Tempio Sacrario Nazionale di Porto Marghera la messa per i Caduti del mare e dei porti», Gente Veneta, 2 dicembre 2024, e «Caduti del mare e dei porti: a Marghera celebrata una Messa in suffragio», 19 dicembre 2023.
  • Autorità di sistema portuale del Mare Adriatico settentrionale, «La comunità portuale celebra i caduti del mare e dei porti d'Italia», 20 novembre 2024.

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